La trasparenza a tutti i livelli è la mia principale preoccupazione.

Già la settimana scorsa ho espresso la mia contrarietà che in occasione del bando di gara per la vendita dell’aeroporto di Bolzano la Giunta provinciale proceda alla cessione di tale struttura infrastrutturale interamente finanziata dai contribuenti ad un gruppo di investitori praticamente regalandogliela.

Pertanto, ritengo sia doveroso sia per il Consiglio provinciale che la Corte dei Conti attivarsi per esercitare le rispettive funzioni di controllo.

Tuttavia, è motivo di soddisfazione sapere che da un esposto del Dachverband cui sono a cuore la tutela dell’ambiente e la natura, presentato di concerto con l’Alpenverein Südtirol, il gruppo degli ambientalisti di Appiano nonché con dei rappresentanti degli abitanti confinanti dell’aeroporto, l’autorità nazionale anticorruzione ANAC di Roma abbia deciso di intervenire in materia.

Infatti, da una contraddizione che emerge dalla documentazione del bando di gara sono stati ritenuti riuniti gli elementi sufficienti per andare a fondo della questione.

Tale contraddizione è all’origine di una clamorosa operazione di svalutazione del valore dell’oggetto di vendita che per contrasto avrebbe dovuto fedelmente rendere conto del prezzo di acquisto – complice un parere commissionato dalla Giunta provinciale e pagato a spese dei contribuenti che assurdamente rafforza esclusivamente la posizione della parte acquirente.

Infatti, va ricordato che da un lato in base alla documentazione di gara si parte dal presupposto che alla società di gestione aeroportuale sarà riconosciuto il diritto alla concessione definitiva e quindi ventennale con i rispettivi obblighi, mentre dall’altro alquanto stranamente proprio questo presupposto rimane radicalmente disatteso nell’operazione di valutazione del valore delle quote aziendali per l’operazione di cessione.

I cittadini di questa terra si meritano davvero che venga fatto un uso più responsabile dei loro soldi.

Purtroppo, non è la prima volta in Alto Adige che dei beni aziendali finanziati con del denaro pubblico vengano di fatto regalati a dei privati (si ricordino le operazioni Milkon/Gastrofresh o Brennercom SpA).

In Alto Adige è urgente giungere ad una maggiore trasparenza.

Questo emerge tanto più chiaramente quanto più ci si rende conto che i protagonisti di tali e simili vicende siano sempre i soliti noti che sono soliti agire con la massima discrezione e dietro le quinte.

Renate Holzeisen, candidata al Parlamento europeo per il Team Köllensperger in lista con PiùEuropa