Le pressioni delle lobby economiche non l’hanno mai condizionata, è sempre andata avanti per la sua strada con rigore. Margrethe Vestager è la commissaria alla concorrenza, un ruolo chiave e molto delicato all’interno della Commissione europea: è lei che vigila sul rispetto della normativa in materia di competizione commerciale, evitando quindi gli abusi di posizione dominante, il formarsi di cartelli tra imprese e in generale interviene per salvaguardare la concorrenza tra imprese, che garantisce meritocrazia e i migliori prezzi per i beni e servizi poi acquistati dai cittadini.

Ma questa è solo la teoria. Nella pratica, il lavoro della commissaria danese ha portato ad interventi anche clamorosi, come le multe a giganti dell’informatica come Google (2,3 miliardi di euro), Facebook (110 milioni di euro), Apple (14,3 miliardi), Amazon (con la richiesta di versare in Lussemburgo tasse per 250 milioni). Ma anche altre multinazionali sono finite nel mirino di Margrethe Vestager, tra le altre Fiat, Starbucks, Gazprom.

Margrethe Vestager ha deciso di sostenere la campagna elettorale della nostra Renate Holzeisen e lo fa con parole di stima e affetto: “Sono molto contenta di potervi essere vicina e i miei migliori auguri vanno a te, perché insieme con Paul e agli altri che si impegnano con voi, lavori per la giustizia nella vostra terra e per un migliore welfare. Mi auguro di vederti presto qui nelle nostre istituzioni europee”.

Non poteva mancare una replica da parte di Renate. “Sono onorata dall’endorsement di Margrethe, una persona che ammiro sinceramente per quanto ha saputo fare nel corso del suo mandato. Lei è una risposta convincente a chi dice che l’Ue è inevitabilmente succube dei gruppi di potere”.

C’è un filo rosso che unisce Margrethe Vestager a Renate Holzeisen. Due donne determinate, che studiano i problemi con competenza e quindi agiscono senza condizionamenti, con l’unico obiettivo di perseguire il bene comune, non gli interessi di parte.

Votare +Europa e scrivere Renate Holzeisen sulla scheda elettorale significa anche questo: cogliere una chance unica di avere una seconda voce della nostra terra a Bruxelles, fuori dai soliti apparati di partito e dalle lobby.