Più trasparenza e democrazia –
Contro il Sistema Alto Adige!

L’Unione Europea e la nostra terra si incamminino verso una maggiore trasparenza. Solo così sarà possibile eliminare gradualmente il forte deficit democratico che caratterizza entrambi i sistemi politici. Una maggiore trasparenza è un prerequisito fondamentale per una società civile sufficientemente informata, in grado quindi di adottare più consapevolmente le decisioni politiche.

Altrimenti governerà indisturbata una oligarchia della conoscenza, dei contatti e del maneggio delle risorse fiscali di denaro pubblico. Quelli che a Bruxelles sono spesso i lobbisti del grande capitale industriale per lo più anonimo, in Alto Adige sono le associazioni di categoria apparentemente onnipotenti ed alcune poche famiglie.

Una operazione di stima e valutazione a base della sua vendita ad un gruppo ristretto di investitori privati è in realtà una clamorosa svalutazione di beni pubblici. L’appalto pubblico sottostante contiene delle contraddizioni in merito alla scadenza, alla proroga o alla conversione della rispettiva concessione. Inoltre, che la Provincia abbia commissionato una perizia platealmente a beneficio degli eventuali acquirenti interessati mi ha profondamente sconcertato. Non c’è da stupirsi che l’autorità anticorruzione stia andando a fondo della questione. Stiamo ancora aspettando la reazione della nostra Corte dei conti perché, come è noto, in passato si è già attivata in casi di dimensioni molto più contenuti.

Già in 2007 vi era un dejà-vu come uno dei primi esempi noti di ciò di cui il Sistema Alto Adige è capace. Punto chiave: conferendo valori provenienti dal patrimonio cooperativo in mani private si è creato un danno non solo in capo a (per la maggiore) piccoli produttori di latte, ma in considerazione delle massicce agevolazioni fiscali al riguardo a risentirne le conseguenze sono stati anche i contribuenti.

La cessione di azioni di una società in origine pubblica (tale per perseguimento di un chiaro interesse pubblico) ad un alto ex funzionario provinciale è un modello ben noto: la tutela dalla bramosia di privati nei confronti di beni pubblici in Alto Adige è spesso insufficiente; nella migliore delle ipotesi i politici di alto rango o non sono in grado di difenderli o in casi peggiori sono complici agevolatori di tali operazioni di cessioni.

Come mai tutti i trasporti pubblici locali, compreso il trasporto ferroviario in Alto Adige, rimane in mani private, con poche eccezioni, quando, ad eccezione della competenza per il personale, tutti gli altri asset e impianti necessari sono già finanziati con denaro pubblico?

Più democrazia – Contro una svilente dipendenza dalla politica!

In Europa come in Alto Adige, l’identificazione dei cittadini con i rappresentanti politici eletti è in declino. L’Alto Adige come una Europa nel suo piccolo esiste a tutt’oggi solo nei discorsi dei politici pronunciati in occasioni solenni.

Come liberale e democratica, nella cui rispettiva famiglia politica mi sento a mio agio, mi auguro che i miei concittadini compartecipino alla definizione della nostra società in virtù di un pensiero più indipendente. Tale approccio ci metterà al riparo dalla minaccia di sistemi autoritari e sarà garante per uno sviluppo politico consapevole della nostra terra e dei suoi abitanti. Occorre rafforzare con urgenza la capacità di dialogo tra i rappresentanti politici, soprattutto coloro che rivestono funzioni di responsabilità di governo a tutti i livelli, ed i loro cittadini. Una società civile consapevole di sé merita di conoscere anche le verità più scomode. Tuttavia, essa parteciperà ad un processo decisionale condiviso ed aperto, solo se i rappresentanti politici non pongano in una posizione di discriminazione le voci dissidenti e fuori dal coro a fronte di pratiche amministrative da espletare.

Disparità di trattamento nella concessione dei contributi, ritardi nella procedura a seguito di domande e richieste, mancata concessione di permessi e autorizzazioni nonostante il rispetto di tutti i requisiti, situazioni di nepotismo nei concorsi pubblici di selezione di personale, mancata assegnazione di appalti senza motivi, ecc.

Più coraggio per una educazione multilingue –
Contro l’apartheid nella politica educativa!

L’Alto Adige può sbocciare in un’Europa nel suo piccolo solo grazie al coraggio di offrire un’educazione multilingue fin dalla più tenera età. L’apartheid nella nostra politica educativa è un veleno per il nostro sviluppo e freno al passaggio da una coesistenza pacifica ad una condivisione nella nostra vita quotidiana.

A forgiarne l’identità grazie ad un forte radicamento delle proprie origini culturali può ulteriormente contribuire una ottima conoscenza delle nostre due lingue più parlate, comprendendo anche l’inglese come lingua franca mondiale, nonché delle nostre tre culture provinciali. Degli studi di ricerca riconosciuti in tutto il mondo attestano che l’uomo mai come da bambino è capace ad assorbire ogni conoscenza e quindi anche la lingua al pari di una vera e propria spugna. Non c’è quindi alcun motivo per ostacolare un progresso, affinché grazie ad un avvicinamento ed alla esplorazione ludica del mondo linguistico e culturale che non è il proprio vengano finalmente poste le fondamenta di modo da conservare all’Alto Adige la definizione di una delle mete più ambite al mondo, espressione tanto cara alla nostra pubblicità turistica. L’Alto Adige faccia strategicamente uso della sua funzione di ponte culturale tra le due economie nazionali a tutt’oggi le più grandi ed (ancora) più dinamiche di tutta la Unione europea non solo in versione light.

Come molti datori di lavoro, anche a me sono a cuore dei collaboratori di perfetta conoscenza delle due lingue e che siano idealmente trilingui, poiché sono delle capacità che vengono richieste soprattutto dai nostri clienti. A prescindere dal ramo di attività o dal grado di scolarizzazione accademica o non nelle aziende – in un mondo che si sta sempre di più incamminando verso la globalizzazione, una terra come la nostra conseguirebbe un enorme vantaggio competitivo, qualora la sua politica educativa fosse ispirata da uno spirito europeo – sarebbe davvero impareggiabile poter disporre di un’offerta ad alto livello e capillarmente presente di un bilinguismo ed idealmente anche di un trilinguismo insieme all’inglese. In tal modo, la nostra terra sarebbe in grado di poter concretizzare quella sua visione di essere una Europa nel suo piccolo, rafforzando ulteriormente i settori tradizionali (turismo, commercio, ecc.) e così spianando la strada all’attrazione di nuovi settori a beneficio del futuro dei nostri figli e nipoti.

Più attenzione alla salute, alla protezione del clima e alla conservazione di un ambiente per un’esistenza dignitosa – Contro gli abusi e lo sfruttamento delle nostre basi comuni di vita!

La nostra terra vanta una della più belle realtà naturali e dei più affascinanti paesaggi culturali. Tali regali della natura meritano maggiore cura anche da parte della politica. Le strutture sanitarie in prossimità delle abitazioni esprimono visibilmente una altissima qualità di vita; le nostre città e le nostre realtà più periferiche sono intatte ed esprimono la diversità delle condizioni di vita; lo spopolamento non è (ancora) un tema di attualità da noi.

Avere più cura della natura richiede un modello economico più sostenibile nonché uno stile di vita sensibile ed attento alla conservazione di tali basi per le nostre future generazioni. La forza dei cicli regionali stretti della nostra agricoltura e del nostro turismo è soprattutto a beneficio delle nostre attività ed aziende di minor dimensione. Tuttavia, bisogna sia porre un argine alle dipendenze dalle grandi realtà industriali che anche in tema di mobilità proseguire in Alto Adige consapevolmente il cammino verso la più stretta combinazione dell’uso dei mezzi pubblici di trasporto possibilmente a più bassa emissione con il più agevole comfort degli utenti in rispetto della modernità del loro stile di vita. Il futuro è nella intensificazione della frequenza dei treni e nel loro miglior collegamento con gli altri mezzi pubblici locali anziché nella costruzione di nuove strade. I target climatici devono essere perseguiti con perseveranza.

In tutti i settori economici sarà solo attraverso la verità e la trasparenza di tutti i costi di produzione compresi i costi indiretti ossia collaterali che confluiscono nella produzione di beni (soprattutto alimentari) e servizi (p. es. turismo) che si rafforzerà la sensibilità ambientale. Occorre combattere l’assurdità economica che dei prodotti locali vengano posti fuori mercato da prodotti industrialmente dopati e in caso di beni agricoli resi resistenti (parola chiave: uso di additivi chimici e pesticidi chimici) per lo più trasportati attraverso mezza Europa.