
La maggioranza del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano contro una esplicita presa di posizione a favore della garanzia della libertà di espressione
La maggioranza dei membri del Consiglio provinciale altoatesino/sudtirolese ha dimostrato una volta di più una concezione di democrazia di natura meramente formale anziché effettiva
La democrazia fittizia continua
Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolese ha respinto oggi a maggioranza la mia mozione, con la quale ho chiesto una esplicita presa di posizione esplicita del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano a favore della necessaria garanzia della libertà di espressione e dell’invito ai media finanziati con fondi pubblici ad adempiere alla loro funzione di quarto potere.
Vedi la mozione qui:
https://drive.google.com/file/d/1_OOqiRqZ2Z2QCZ7d1zcxOFZI6JhRp0JK/view?usp=drivesdk
La Südtiroler Volkspartei, i Verdi, il PD, Forza Italia e Civica hanno votato contro la mia mozione.
Anna Scarafoni di FdI si è astenuta dal voto.
Marco Galateo (FdI) e Ulli Mair (Freiheitliche) non hanno partecipato al voto.
Ecco il dettaglio delle votazioni:
https://drive.google.com/file/d/1zAP3NCEU5NJUMx16ylJgRdCzeM5BCzuX/view
Nel suo discorso di Capodanno in Vaticano davanti al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Leone XIV ha espresso molto chiaramente la sua preoccupazione per la massiccia limitazione della libertà di espressione in Occidente.
Ha detto testualmente:
„Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza.“
In questi giorni sono stati pubblicati altri circa 3 milioni di documenti degli Epstein Files. Una loro analisi anche solo superficiale apre uno sguardo su un abisso incredibile.
Un incallito criminale pedofilo e, a quanto pare, addirittura infanticida, dotato di ottimi agganci a livello internazionale con responsabili di governo, leader aziendali ai massimi livelli, dirigenti dei media e in generale con persone che hanno deciso delle nostre vite negli ultimi decenni, ha determinato la politica internazionale, che riguarda tutti noi, esercitando le sue perversioni sessuali, il ricatto, la lussuria e non per ultimo anche il potere e il successo economico.
Ad esempio, nel 2017 Epstein, insieme a un consulente finanziario di Bill Gates e con il coinvolgimento dell’OMS, ha ideato le cosiddette pandemie come modello di business per il futuro, e non è un caso che nel 2020 sia stato proprio Bill Gates a spiegare direttamente ai cittadini in diretta nei telegiornali, che solo il cosiddetto “vaccino” avrebbe consentito alla popolazione mondiale di superare la pandemia.
Anche i retroscena della guerra in Ucraina stanno diventando più chiari.
Tutti coloro che per anni hanno cercato di portare alla luce segnalato questo incredibile abisso sono stati accusati di essere complottisti, balordi o cospiratori o addirittura bollati come nemici dello Stato.
Dal 2020 si è improvvisamente manifestata un’enorme restrizione del dibattito pubblico, della libertà di espressione e quindi della democrazia.
Da un giorno all’altro, la scienza è stata ridotta all’opinione propagandata dai governi.
I cittadini che hanno espresso un’opinione diversa dalla “verità unica” imposta dai governi autoritari e diffusa dai media mainstream sono stati spesso denigrati come “estremisti di destra” e quindi messi a tacere o, in molti casi, danneggiati economicamente in modo permanente.
La società è stata profondamente divisa da questa strategia perfida, persino diabolica, di incitamento all’odio reciproco.
Anche sei anni dopo l’attuazione di una censura sistematica che non si sarebbe mai ritenuta possibile, le opinioni e le posizioni che si discostano dal cosiddetto “mainstream” o da ciò che viene propagandato come tale, continuano ad essere censurate dai media di sistema o dai cosiddetti media mainstream, ancora improntati alla censura, o addirittura etichettate come “di estrema destra”, con l’evidente intento di renderle “socialmente inaccettabili”.
E in generale l’attacco alla libertà di espressione, un pilastro fondamentale della democrazia, se non IL pilastro fondamentale, continua.
Persino peggio: l’Unione Europea ha già dato da tempo l’ordine di sferrare un attacco generale alla libertà di espressione.
Durante il cosiddetto periodo del coronavirus, sia l’amministrazione Biden (cioè l’ex governo statunitense guidato dai cosiddetti “democratici”), sia la Commissione europea e i governi degli Stati membri hanno imposto ai media la verità da propagandare – dietro lauti compensi – e li hanno esortati a censurare brutalmente le opinioni contrarie. Con poche eccezioni, tutti hanno collaborato. È stata la fine del cosiddetto “giornalismo di qualità”, se non del giornalismo stesso.
Attraverso agenzie di stampa come la REUTERS, controllate dai grandi fondi finanziari di investimento, le agenzie più piccole nazionali e le redazioni TV/radio e dei giornali fino alla provincia di Bolzano sono state alimentate con “verità” prestabilite… e questa “pappa preconfezionata” è stata per lo più inghiottita e diffusa senza alcun “se” e “ma”.
Le opinioni contrarie sono state accuratamente messe a tacere in una nuova “omertà” globale, o attraverso un framing politico (con l’attribuzione gratuita di attributi come “di estrema destra”, “antisemita” ecc.) o altre forme di denigrazione personale (“vecchio idiota senile”, come è successo al premio Nobel Luc Montagnier).
Mark Zuckerberg (CEO di META) ha lamentato in una lettera del 26 agosto 2024 nei confronti dell‘allora amministrazione Biden di essere stato spinto/costretto dall’amministrazione Biden a censurare i contenuti relativi al Covid-19 nel 2021.
E così è stato. Gli account Facebook – come quello della consigliera che ha presentato questa mozione, che dal 2020 ha cercato, tra l’altro tramite Facebook, di fornire informazioni importanti alla popolazione dopo che queste erano state nascoste o ridicolizzate dai cosiddetti media „mainstream” o addirittura diffamate come “di estrema destra” – sono stati bloccati da META su richiesta di gruppi di censura formati appositamente in quel periodo anche in Alto Adige/Sudtirolo e sbloccati solo nel corso del 2024.
Durante i cosiddetti anni del Coronavirus, solo la piattaforma sociale TELEGRAM era accessibile per la libera e democratica espressione delle opinioni.
A causa del suo rifiuto di piegarsi alle funzioni di censura imposte dall’Unione Europea, Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia nel 2024 e posto agli arresti domiciliari.
Due giorni fa è stato reso noto che l’ufficio parigino di “X” è stato sottoposto a una perquisizione su ordine del governo francese. Il governo Macron dimostra ancora una volta di voler proseguire la sua politica intimidatoria nei confronti della libertà di espressione. Dei risultati della Rivoluzione francese non è rimasto molto. In futuro vedremo cosa hanno da nascondere Macron & Co.
Nella trasmissione della RAI Südtirol (e cioè RAI Alto Adige in lingua tedesca) “Landtagswahlen 2023 – Analyse und Kommentare” (tradotto „Elezioni provinciali 2023 – analisi e commentari“), il caporedattore del settimanale ff (Georg Mair) ha risposto (senza che fosse stato contradetto da parte di uno dei presenti) alla domanda della conduttrice se i media mainstream non avrebbero dovuto ascoltare e dare voce anche all'”altra parte” e se la divisione della società non fosse anche dovuta al fatto che i media mainstream non hanno dato ascolto, né spazio, in particolare agli oppositori del “vaccino” contro il Covid-19, ha risposto letteralmente come segue: “Gli oppositori dei “vaccini” avevano altri canali per esprimersi. Basta guardare Telegram, dove ci sono sufficienti possibilità per gli oppositori dei “vaccini”, per i no-vax, di esprimersi sull’argomento. Ma sono contrario al fatto che i media creino un falso equilibrio, ad esempio quando si tratta di clima, se il 99% della “scienza” afferma che il riscaldamento globale esiste e l’1% nega che esista, allora non ha senso invitare in studio alla Rai sia lo scienziato che il negazionista del clima. Questo dà l’impressione che entrambi argomentino su un piano di parità. E lo stesso è successo con le vaccinazioni. Ciò non significa che non si debba ascoltare le persone quando hanno paure e preoccupazioni. Ma noi, come media, non dobbiamo riportare le chiacchiere senza senso. Sono assolutamente contrario, perché in questo modo non facciamo altro che amplificare le fake news. E non vogliamo essere questo“.
Vedi qui, da circa -13.43:
Questa incredibile posizione estremamente antidemocratica, che ormai da anni si manifesta e si è cristallizzata nei cosidetti „media di riferimento“ (eccetto poche eccezioni), non è cambiata praticamente per nulla, né in Alto Adige/Sudtirolo né in Europa nel suo complesso.
Un esempio lampante del fatto che l’Europa, e in particolare l’area di lingua tedesca, abbia preso una direzione estremamente pericolosa è l’incredibile richiesta di censura e, „se necessario“ persino di divieto dei media sgraditi, avanzata da parte del governatore CDU dello Schleswig-Holstein Daniel Günter nel talk show della ZDF condotto dal Sudtirolese Markus Lanz.
Richard David Precht, la pop star tra i filosofi tedeschi viventi (tra l’altro partner del podcast di Markus Lanz), ha commentato questo incredibile episodio, spiegando che da tempo assistiamo a una pericolosissima restrizione dello spazio di dibattito. Precht sottolinea chiaramente che lo spazio di dibattito non può essere sufficientemente ampio per una società caratterizzata da disorientamento, in un momento in cui si stanno verificando i più grandi sconvolgimenti dal 1945, e cita tre esempi in cui questo dibattito democratico è stato massicciamente soppresso: 1. Crisi del coronavirus, 2. Guerra in Ucraina, 3. Palestina-Gaza-Israele.
I pochi media che, in conformità con la loro compito di Quarto Potere osservano e criticano in particolare i governi, sono oggetto di censura, soprattutto in Europa. Questa è la realtà.
In Germania, unità di polizia si presentano regolarmente la mattina presto davanti alla porta di casa dei critici del governo, persino dei vignettisti e dei satirici. Ecco a che punto siamo arrivati nella Repubblica Federale Tedesca. Cosa ne avrebbe detto il defunto ex cancelliere Helmut Schmidt?
In Europa, i conti bancari delle persone, delle organizzazioni e dei media che esercitano il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione vengono sempre più spesso chiusi senza alcuna motivazione e senza che vi siano atti o dichiarazioni penalmente rilevanti a loro contestati.
In Europa, sempre più persone vengono soggette a divieti di espatrio o di ingresso, solo perché non gradite ai governanti, ma non perché abbiano commesso reati.
In questo contesto spiccano in particolare il Regno Unito, la Germania e l’Unione Europea.
I critici della posizione dell’UE nella guerra in Ucraina vivono in una situazione particolarmente pericolosa.
Vengono rapidamente accusati di propaganda filo-russa (senza che siano stati dimostrati contatti concreti) e di conseguenza privati dei loro diritti fondamentali.
Sono etichettati come “filo-russi” quei media che, in linea con la loro missione giornalistica, trattano in modo critico le sanzioni dell’UE contro la Russia e illustrano lo sviluppo della guerra in Ucraina sulla base degli interventi dimostrabili degli Stati Uniti e del Regno Unito con i rispettivi servizi segreti.
Questa incredibile spirale di censura è stata avviata dall’Unione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen e continua ad essere alimentata con il “Digital Services Act (DAS)” e il “European Democracy Shield“.
Quella che viene venduta ai cittadini come protezione delle democrazie europee contro la disinformazione e le cosiddette fake news è in realtà una propaganda spudorata a favore di una censura brutale contro gli oppositori dei governi.
Mentre la presidente della Commissione europea calpesta i principi fondamentali di trasparenza e legalità – e i capi di governo della maggior parte degli Stati membri dell’UE e la (ancora) maggioranza dei membri del Parlamento europeo (tra cui Herbert Dorfmann della Südtiroler Volkspartei) accettano questo comportamento profondamente illegale della presidente della Commissione – Ursula von der Leyen chiede che in Europa venga brandita con tutta la forza possibile la mazza della censura contro i cittadini, i media e i giornalisti.
In questi giorni la commissione giustizia della Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato gli “EU Censorship Files”, che dimostrano che la Commissione europea ha esercitato una censura massiccia durante i cosiddetti anni della pandemia e ha interferito direttamente nelle elezioni di almeno sei Stati.
https://x.com/judiciarygop/status/2018683758006665352?s=51&t=2WLHtMNPGoerBa1r6tR77w
Il programma su RAI Radio 1 (“Giù la Maschera”) dell’ex direttore generale della RAI, Marcello Foa, che ha riferito in modo molto equilibrato su tutti questi temi globali, che determinano il nostro presente e il nostro futuro, invitando in trasmissione in modo equo entrambi i punti di vista contrapposti, è stato semplicemente cancellato mesi fa senza alcuna spiegazione. L’informazione e la libertà di espressione non sono gradite.
Questo sviluppo fatale e pericoloso può essere fermato solo se le istituzioni che dovrebbero rappresentare i valori democratici, come il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, si esprimono in modo esplicito e dimostrativo a favore della tutela della libertà di espressione e quindi anche del necessario pluralismo delle opinioni rappresentate, in particolare nei media finanziati o sostenuti con fondi pubblici.
È giunto il momento in cui noi rappresentanti dei cittadini abbiamo la responsabilità di garantire che la censura sempre più diffusa, ormai considerata la “nuova normalità“, non trasformi definitivamente il nostro sistema politico, anzi il nostro spazio di vita, in una democrazia del tutto fittizia.
Chi concede spazio solo al cosiddetto “mainstream” ha abdicato in partenza alla democrazia.
La maggioranza dei membri del consiglio altoatesino/sudtirolese ha dimostrato una volta di più una concezione di democrazia di natura meramente formale anziché effettiva.
La democrazia fittizia continua.
RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
Gruppo Consiliare VITA
Leave A Comment