Comitato Etico Provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolo – Serata informativa sulla vaccinazione presso l’EURAC. Propaganda invece di informazioni obiettive. Il Comitato etico provinciale una volta di più non adempie alla sua importante funzione

Comitato Etico Provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolo – Serata informativa sulla vaccinazione presso l’EURAC

Propaganda invece di informazioni obiettive

Il Comitato etico provinciale una volta di più non adempie alla sua importante funzione

L’altro ieri, il 21 gennaio, si è tenuto presso l’EURAC una serata informativa organizzata dal Comitato etico provinciale sul tema “Salute: la libertà alla prova – VACCINARSI – una decisione medico-sociale o puramente personale?”

Quattro erano i relatori (di cui due pure membri del Comitato etico provinciale): un medico pediatra di Innsbruck, una giurista, un teologo/filosofo e la responsabile del dipartimento Prevenzione e Igiene dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.

È apparso subito chiaro che la “missione” di questi quattro relatori, perfettamente in linea con l’Agenda europea di immunizzazione 2030 dell’OMS, era quella di “spingere”, di provvedere al cosiddetto “nudging” (come ha affermato senza mezzi termini il teologo/filosofo) il pubblico a favore delle vaccinazioni, senza discutere le enormi lacune nelle conoscenze scientifiche relative all’efficacia e alla sicurezza dei vaccini attualmente in uso, né le questioni giuridiche ed etiche fondamentali.

Invece di offrire alla popolazione interessata e ai medici desiderosi di aggiornarsi (la presenza dava crediti formativi) una serata informativa che avrebbe necessariamente dovuto basarsi su solide conoscenze scientifiche aggiornate, è stato spiegato dai relatori che in fondo si trattava solo di trasmettere alla popolazione la sensazione di poter decidere autonomamente in merito alla vaccinazione.

Il medico Jürgen Brunner (anche membro del Comitato etico provinciale) ha dichiarato che le vaccinazioni pediatriche avrebbero effetti collaterali minimi e offrirebbero una protezione elevata.

A questo proposito, durante la discussione di mezz’ora alla fine dell’evento, gli ho chiesto, se potesse insistere nella sua affermazione, in considerazione

  1. del fatto che dal novembre 2025 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) dichiara ufficialmente sul suo sito web che non si può escludere una connessione tra le vaccinazioni pediatriche e l’aumento esplosivo dei casi di disturbi dello spettro autistico, e che in passato questo nesso, dimostrato in alcuni studi, è stato semplicemente – senza alcuna prova scientifica – negato categoricamente dalle autorità sanitarie al mero fine di reprimere l’esitazione vaccinale, e che questo comportamento altamente contrario all’etica e alla scienza ora non viene più adottato e che il nesso affermato da molti medici e scienziati ora viene studiato dal CDC con studi mirati

https://www.cdc.gov/vaccine-safety/about/autism.html

  1. del contenuto del rapporto pubblicato all’inizio di gennaio dagli esperti del CDC, della FDA e del NIH sui primi risultati intermedi della revisione dell’attuale strategia di vaccinazione pediatrica degli Stati Uniti, in cui questi esperti dichiarano espressamente che non esistono studi clinici con veri gruppi di controllo per i vaccini pediatrici, che quindi lo stato delle conoscenze è estremamente lacunoso e che tali studi devono essere effettuati al più presto, nonchè in linea di principio la registrazione degli effetti collaterali dei vaccini è estremamente lacunosa e avviene solo in una percentuale molto bassa, e che quindi i casi di effetti collaterali effettivi dei vaccini sono molto più numerosi di quelli segnalati

https://www.hhs.gov/sites/default/files/assessment-of-the-us-childhood-and-adolescent-immunization-schedule-compared-to-other-countries.pdf

https://drive.google.com/file/d/10JrEbfX6NhwyQmYTq_jVDcIYTeqsqPdQ/view?usp=drivesdk

  1. dell’algoritmo dell’OMS per la determinazione degli effetti collaterali dei vaccini, che esclude nel mero interesse dei produttori dei vaccini a priori qualsiasi correlazione tra un effetto collaterale e una vaccinazione anche se esiste UNA sola possibile causa alternativa dell’effetto collaterale.

https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/2a09fc09-127c-47e7-b289-e20523ded26b/content

https://drive.google.com/file/d/1WrQKz20mcI7LrVX2sFbfdB7Z6PVtot9k/view?usp=drivesdk

Alla domanda 1, il Prof. Dr. Brunner, che ama partecipare come relatore a convegni per medici sponsorizzati dall’industria farmaceutica, ha risposto che non esistono studi che dimostrino il legame tra autismo e vaccinazioni pediatriche. Il sito web attuale del CDC lo confuta.

Alla domanda 2, il pediatra ha risposto di non conoscere il documento redatto dai massimi esperti del CDC, della FDA e del NIH, che è però un documento scientifico che chiunque si presenti come “esperto” in materia di vaccinazioni deve conoscere.

Non ha risposto alla domanda 3.

La giurista Marta Tomasi (anche lei membro del Comitato etico provinciale) ha tenuto una relazione molto superficiale e ha presentato la cosiddetta “scienza” come punto fisso di partenza e di arrivo delle sue riflessioni. In nessun momento la giurista sembrava essere consapevole della domanda fondamentale: “chi e cosa è la scienza?”.

Il fatto che, come risulta dal novembre 2025 dal sito web della più grande e importante autorità sanitaria occidentale in relazione al tema dell’autismo/vaccinazioni pediatriche, nonché dalla relazione degli esperti del CDC, FDA e NIH, nel campo delle vaccinazioni la scienza sottoposta a peer review (cioè verificata da altri scienziati indipendenti e ritenuta fondata) è stata e continua ad essere sistematicamente ignorata dai governi e dalle autorità se scomoda. La giurista non sembrava essere a conoscenza di questo fatto, né del fatto che le grandi riviste scientifiche sono finanziate dall’industria dei vaccini.

E proprio questa incredibile circostanza, ora espressamente confermata dal CDC, avrebbe dovuto essere oggetto della “serata informativa” sulle vaccinazioni organizzata dal Comitato etico provinciale.

La giurista  ha poi dimostrato grandi lacune di conoscenza in materia di legge farmaceutica, strettamente legata alle vaccinazioni, e che prevede come requisito necessario per le vaccinazioni una prescrizione medica.

La necessità di una prescrizione medica esclude a priori qualsiasi obbligo di vaccinazione.

Infatti, una prescrizione medica presuppone che il medico, sulla base delle sue conoscenze e della sua coscienza professionale, senza essere condizionato dalla politica, possa decidere liberamente insieme al suo paziente/vaccinando se una vaccinazione sia opportuna nel singolo caso e se debba essere effettuata o meno.

L’obbligo di vaccinazione urta frontalmente con la libertà del medico e del vaccinando, invece richiesta dalla legge sui medicinali.

L’obbligo di vaccinazione prevede solo pochissimi casi in cui il medico può esentare una persona dalla vaccinazione. Dal punto di vista fatturale e giuridico, ciò è esattamente l’opposto della funzione del medico nella prescrizione medica.

Questo tema fondamentale, non solo dal punto di vista giuridico, ma proprio anche dal punto di vista dell’etica medica, sarebbe stato un argomento degno di informazione e discussione in un evento del Comitato Etico provinciale, riconosciuto pure ai fini della formazione continua dei medici.

Invece, è emerso che la giurista invitata dal Comitato etico provinciale (peraltro membro dello stesso Comitato etico!)  NON CONOSCEVA la legislazione sui medicinali, essenziale per l’uso conforme alla legge dei vaccini, e inoltre non sapeva che le decisioni di autorizzazione centralizzata per tutta l’UE dei vaccini da parte della Commissione europea prevedono una prescrizione medica come condizione imprescindibile per l’uso dei vaccini, perché così richiesto dalla legislazione sui medicinali.

Il teologo/filosofo ha infine spiegato ai medici presenti che, in sostanza, ciò che conta è “vendere” i vaccini in modo tale che i “vaccinati” credano di aver preso autonomamente la decisione di vaccinarsi.

La sua relazione ha tralasciato radicalmente il fatto che, invece, si dovrebbe garantire un’informazione completa nell’esclusivo interesse dei vaccinandi, anziché adottare una strategia di marketing a cui invita l’OMS gli operatori sanitari nella sua “Agenda Europea di Immunizzazione 2030”:

Alle pagine 13 e seguenti dell’European Immunization Agenda 2030 (Agenda vaccinale 2030) dell’OMS

https://www.who.int/europe/initiatives/the-european-immunization-agenda-2030

https://drive.google.com/file/d/1ZGp_-w2MqDjqF69Lxczm3w0PyscCwO7T/view?usp=drivesdk

viene illustrata la fondamentale strategia dell’OMS volta a trasformare gli operatori sanitari e i responsabili politici in propagandisti dei programmi di vaccinazione e quindi della crescita del fatturato dei produttori di vaccini, che ormai determinano l’attività dell’OMS.

https://gh.bmj.com/content/10/10/e015343

https://drive.google.com/file/d/1wHtT8ou_Otu7x32fLrXzrxUz13ixVJtA/view?usp=drivesdk

Significativo è l’obiettivo fissato a pagina 13 dell’Agenda di immunizzazione dell’OMS:

“Misure esemplari: identificazione e nomina di ‘campioni’ o ‘eroi della vaccinazione’ e modelli di buone pratiche per promuovere le vaccinazioni all’interno dei governi nazionali e/o delle comunità” … “Garantire condizioni di lavoro ottimali e utilizzare incentivi legati al rendimento per motivare gli operatori sanitari a sostenere e promuovere le vaccinazioni” … “Formare gli operatori sanitari e i portavoce sulle capacità di comunicazione e garantire un’interazione efficiente e fluida con i media e i giornalisti”.

L’OMS invita i governi a premiare gli operatori sanitari che aderiscono incondizionatamente alla propaganda a favore delle vaccinazioni, mentre il legislatore farmaceutico richiede che l’attività del medico nella prescrizione di un vaccino sia libera da qualsiasi influenza, anche di natura finanziaria!

Cfr. punto 50 delle premesse della Direttiva (CE) 2001/83 (Codice europeo dei medicinali): “Le persone autorizzate a prescrivere medicinali devono poter svolgere il loro compito in modo assolutamente obiettivo, senza essere soggette a incentivi finanziari diretti o indiretti”.

La quarta relatrice, Silvia Spertini, ha già dimostrato mesi fa di aver superato i limiti dell’eticità nella vaccinazione dei bambini. Ha infatti dichiarato che i bambini devono essere vaccinati perché sono diffusori di virus.

La “strumentalizzazione farmacologica dei bambini” supera chiaramente i limiti dell’etica e avrebbe dovuto essere oggetto di una discussione critica approfondita durante la serata. Il fatto che proprio questa responsabile sia stata invitata dal Comitato Etico come relatrice la dice lunga.

Dopo di me, altri ascoltatori presenti (tra cui anche medici) hanno posto domande o hanno rilasciato fondate dichiarazioni riguardo a questo evento propagandistico estremamente discutibile.

Alla fine, i relatori si sono mostrati “sorpresi e irritati” dal fatto che con le loro relazioni completamente in linea con l’Agenda di immunizzazione 2030 dell’OMS e la strategia di “nudging” applicata, non sono riusciti a soddisfare tutti gli ascoltatori. Dal fronte giuridico dei relatori sono state persino in modo del tutto inadeguato e inaccettabile pronunciate le parole “complottismo” e il medico tra le relazioni ha affermato che le domande e le dichiarazioni del pubblico (tra cui medici e avvocati) non avrebbero avuto nulla a che vedere con l’evento.

Potrebbe avere ragione, perché l’evento era stato evidentemente concepito dal Comitato Etico come un puro “evento di propaganda sui vaccini” secondo lo spirito propagandato dall’OMS con la sua Agenda di immunizzazione 2030.

In qualità di membro del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano nonché di e avvocato che da anni si occupa intensamente di questioni di diritto farmaceutico e costituzionale relative alle vaccinazioni, in stretta collaborazione con scienziati, medici e giuristi a livello internazionale, non posso congratularmi con il Comitato etico provinciale per questo evento.

Il Comitato etico provinciale non ha già adempiuto al suo importante compito durante i cosiddetti anni del coronavirus.

E con questo evento il Comitato etico provinciale ha dimostrato una volta di più di agire come “tirapiede” dei decisori politici e non come organo che solleva fondamentali questioni etiche nell’interesse dei cittadini e conduce una discussione obiettiva e non tendenziosa al riguardo.

 

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

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