ll Consiglio provinciale altoatesino contribuisce consapevolmente a maggioranza all’occultamento degli eventi avversi dei cosiddetti «vaccini» anti-Covid-19: questo è imperdonabile!

ll Consiglio provinciale altoatesino contribuisce consapevolmente a maggioranza all’occultamento degli eventi avversi dei cosiddetti «vaccini» anti-Covid-19: questo è imperdonabile!

Migliaia di altoatesini soffrono delle conseguenze del cosiddetto «vaccino» anti-Covid-19 e non sono pochi quelli che ne sono morti.

L’incidenza dei tumori è in aumento.

Ciononostante – o forse proprio per questo (?) – la politica provinciale (partiti di governo e anche parte dell’opposizione) non vuole che se ne riveli la causa, con ciò evitando di creare i presupposti per garantire una terapia adeguata alle persone colpite e impedendo che in futuro vengano applicate ai cittadini in campagne “vaccinali” altre sostanze sperimentali.

Questo è imperdonabile!

Nonostante che

  • l’audizione in commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano di esperti riconosciuti del sistema sanitario italiano (Prof.Dott.med. Mariano Bizzarri, Ordinario di Patologia Clinica, Medicina Spaziale e Medicina Sperimentale all’Università La Sapienza, Prof.Dott.med. Marco Cosentino, Ordinario di farmacologia medica presso l’Università dell’Insubria a Varese, e il dott. Maurizio Federico, direttore scientifico del Centro Nazionale per la Salute Globale presso l’Istituto Superiore di Sanità), nonché le risposte dell’Assessore alla Salute Hubert Messner a specifiche interrogazioni, abbiano evidenziato che anche in Italia/Alto Adige-Sudtirolo non esiste alcuna farmacovigilanza sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19
  • l’audizione e i documenti istituzionali confermino che l’efficacia e la sicurezza dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 non sono mai state dimostrate
  • le autorità sanitarie nascondino palesemente la mancanza dell’effetto desiderato e l’alto rischio per la vita e salute collegato a queste sostanze sperimentali (vedi la corrispondenza e-mail trapelata dell’AIFA, l’insabbiamento da parte del FDA reso pubblico in questi giorni negli Stati Uniti, ecc.),
  • ulteriori sostanze basate su RNA modificata vengano in continuazione autorizzate dall’EMA come “vaccini” (vedi il recente “vaccino” combinato contro l’influenza e il Covid-19 mCOMBRIAX di Moderna)
  • alle donne incinte (nonostante il drastico calo del tasso di natalità dal 2021), agli studenti di medicina ecc. i cosiddetti “vaccini” anti-Covid-19 continuino ad essere raccomandati,

oggi i consiglieri della Südtiroler Volkspartei, di Fratelli d’Italia (Marco Galateo), dei Freiheitlichen, di TEAM K (in riferimento al punto 1 della mozione), Forza Italia e Lista Civica hanno rigettato, con delle motivazioni assurde, la mia mozione https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_796472.pdf con la quale richiedevo l’istituzione urgente in Alto Adige-Sudtirolo di una farmacovigilanza attiva per i cosiddetti “vaccini” anti-Covid-19 e i cosiddetti vaccini a RNA modificata in generale, nonché la presentazione (nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome) al governo nazionale della urgente richiesta di voler istituire finalmente questa farmacovigilanza attiva a livello nazionale!

Franz Ploner (TEAM K) ha affermato che la farmacovigilanza sarebbe sufficientemente svolta a livello centrale dall’EMA e dall’AIFA, che non sarebbe opportuno farla a livello altoatesino, sebbene nella mozione fosse stato dimostrato, sulla base di documenti istituzionali,

  • che l’EMA ha autorizzato queste sostanze sperimentali come “vaccini”, contrariamente alla loro effettiva composizione e modalità d’azione (prodotti di terapia genica), senza che ne fosse mai stata dimostrata l’efficacia e la sicurezza
  • che i responsabili dell’AIFA hanno palesemente taciuto intenzionalmente i gravi effetti collaterali nonché la mancanza dell’effetto desiderato (vedi e-mail trapelate), così come hanno fatto e continuano a fare l’EMA a livello UE e la FDA negli Stati Uniti (vedi la relazione della commissione d’inchiesta sull’argomento pubblicata al Senato degli USA il 29.04.2026)
  • che la farmacovigilanza passiva, specialmente per i nuovi farmaci, è assolutamente insufficiente (è dimostrato che viene segnalato solo dall’1 al massimo il 10 per cento degli eventi avversi)
  • che, a causa del diabolico algoritmo stabilito dall’OMS a favore dei produttori di vaccini per determinare gli effetti collaterali delle vaccinazioni, in presenza anche di una sola possibile causa alternativa, la vaccinazione viene automaticamente esclusa come causa, e quindi di fatto gli effetti collaterali vengono riconosciuti ufficialmente molto raramente
  • in Italia, in Germania ecc. per i cosiddetti pazienti Long-Covid sistematicamente non viene preso in considerazione se siano stati “vaccinati” contro il Covid-19 o meno; ciò vale anche per l’Alto Adige, come confermato dall’assessore alla salute Hubert Messner in occasione della sua audizione nella settimana di aprile del Consiglio provinciale
  • che dalle commissioni medico-legali delle aziende sanitarie o dell’INPS e dai tribunali italiani, sulla base delle perizie medico-legali dei CTU, è già stato accertato il nesso causale tra i cosiddetti “vaccini” Covid-19 e gravi danni neurologici, come ad esempio la mielite trasversa, e alle persone colpite è stato riconosciuto, ai sensi della legge 210/1992, un indennizzo per “danno da vaccino”, sebbene tali patologie non siano ancora state inserite dall’EMA – a causa della farmacovigilanza ostacolata – nel catalogo ufficiale degli effetti collaterali
  • l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige gestisce un centro provinciale per la farmacovigilanza (https://centrofarmacovigilanzabolzano.it/it/), sebbene sotto la direzione di un responsabile afflitto da gravi conflitti di interesse (Prof. Ugo Moretti), che aveva propagandata la “vaccinazione” anti-Covid-19 dei bambini! Non è quindi vero che la farmacovigilanza non sia e non possa essere gestita a livello locale, come sostiene il consigliere Franz Ploner, ma abbiamo bisogno di responsabili competenti e privi di conflitti di interesse!

Per tutti i cittadini altoatesini risulta da registrazione digitale nell’Azienda Sanitaria se sono stati “vaccinati” contro il Covid-19, quante volte, con quale prodotto “vaccinale”, da quale lotto di “vaccino” è stata prelevata l’iniezione, ecc. Tutte queste informazioni sono a disposizione dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. Una farmacovigilanza retrospettiva non sarebbe quindi un problema per l’Azienda Sanitaria Alto Adige! Ma la maggioranza del Consiglio provinciale altoatesino non la vuole.

È incredibile quanto siano resistenti ai fatti non solo i membri del governo provinciale, ma anche i membri dell’opposizione, i quali – soprattutto se hanno una formazione medica – avrebbero dovuto già da tempo sollecitare una farmacovigilanza attiva.

Purtroppo è esattamente il contrario.

Il presidente della Provincia ha nuovamente relegato la mia mozione nell’ambito del complottismo e, così facendo – considerato che la mia richiesta di una farmacovigilanza attiva è sostenuta, tra gli altri, anche dagli esperti italiani di comprovata competenza auditi dalla Commissione d’inchiesta sul Covid dell’Alto Adige (Prof. Mariano Bizzarri, Prof. Marco Cosentino e il dott. Maurizio Federico) – ha de facto offeso e denigrato anche questi esperti.

Niente di nuovo, poiché l’arroganza, anziché un confronto oggettivo, contraddistingue il governatore in questa questione di vitale importanza.

L’assessore provinciale Hubert Messner, in teoria responsabile della sanità, ha letto come al solito una risposta preconfezionata e ha dimostrato ancora una volta la sua assoluta incompetenza.

A favore della mia mozione relativa alla richiesta di istituire una farmacovigilanza attiva e autonoma in Alto Adige-Sudtirolo per i cosiddetti “vaccini” anti-Covid-19 e per i vaccini a RNA modificata in generale, hanno votato i colleghi di NOI CITTADINI, JWA e Südtiroler Freiheit, mentre i consiglierei dei Verdi (Brigitte Foppa ha lasciato l’aula poco prima della votazione), Freie Liste, del PD e Anna Scarafoni (FdI) si sono astenuti. Oltre a Brigitte Foppa, anche Thomas Widmann non ha partecipato alla votazione.

A favore della mia mozione per un appello urgente, nell’ambito della Conferenza permanente tra Stato, regioni e province autonome, al governo centrale affinché istituisca con urgenza questa farmacovigilanza attiva, hanno votato i colleghi di WIR BÜRGER, JWA, Südtiroler Freiheit, Freie Liste, mentre i deputati dei Verdi (Brigitte Foppa ha lasciato l’aula poco prima della votazione), TEAM K, PD e Anna Scarafoni (FdI) si sono astenuti. Oltre a Brigitte Foppa, anche Thomas Widmann non ha partecipato alla votazione.

Il fatto che la presidente della Commissione d’inchiesta sulle misure del Covid del Consiglio provinciale altoatesino, che dopo aver sentito i massimi esperti italiani si era detta sconvolta per la mancanza di farmacovigilanza (così si è potuto leggere sulla stampa), non abbia poi ritenuto necessario partecipare alla votazione su questa mozione importante per la salute della popolazione altoatesina, è a dir poco “strano”.

Si veda il risultato della votazione nominale in allegato.

Posso solo raccomandare a ogni cittadino di non farsi più iniettare nulla di ciò per cui la politica fa propaganda, perché la politica (… comprese parti importanti dell’opposizione)

  • lascia i cittadini prima all’oscuro dei possibili effetti collaterali,
  • e poi da soli con gli eventi avversi senza una terapia adeguata,
  • e non fa nulla – nonostante sia a conoscenza della drammatica situazione – per impedire che sostanze sperimentali pericolose vengano utilizzate nei programmi di vaccinazione, arrivando persino alle donne incinte (e quindi ai nascituri).

namentliche Abstimmung – votazione nominale

EM a EM a MOZ 407 26 Pharmakovigilanz 02.05..2026 itAvv. DDr. Renate Holzeisen

 

Avv. DDr. Renate Holzeisen

Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Gruppo Consiliare VITA

 

 

 

Farmacovigilanza – un presupposto fondamentale per la sicurezza dei medicinali – per i vaccini di fatto inesistente. È necessario intervenire in particolare sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 e, in generale, sui cosiddetti “vaccini” a base di RNA modificata. Il massimo responsabile della farmacovigilanza in Alto Adige e in Veneto – Prof. Ugo Moretti – si trova in un inaccettabile conflitto di interessi. L’Alto Adige/Sudtirolo deve intraprendere immediatamente una strada autonoma!

Farmacovigilanza – un presupposto fondamentale per la sicurezza dei medicinali – per i vaccini di fatto inesistente

È necessario intervenire in particolare sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 e, in generale, sui cosiddetti “vaccini” a base di RNA modificata

Il massimo responsabile della farmacovigilanza in Alto Adige e in Veneto – Prof. Ugo Moretti – si trova in un inaccettabile conflitto di interessi

L’Alto Adige/Sudtirolo deve intraprendere immediatamente una strada autonoma!

L’audizione presso la Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio provinciale dell’Alto Adige / Sudtirolo di massimi esperti del sistema sanitario italiano (Prof. Mariano Bizzarri, Professore Ordinario di Patologia Clinica, Medicina Spaziale e Medicina Sperimentale, Università La Sapienza, Prof. Marco Cosentino, professore ordinario di farmacologia medica all’Università dell’Insubria a Varese, e il dott. Maurizio Federico, direttore scientifico del Centro Nazionale per la Salute Globale presso l’Istituto Superiore di Sanità), nonché le risposte dell’Assessore alla Salute Hubert Messner a una mia interrogazione, hanno confermato che non esiste alcuna farmacovigilanza sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19.

Ad esempio, si omette sistematicamente – e quindi intenzionalmente – di distinguere, nei cosiddetti “pazienti” da Long Covid, se i loro disturbi siano dovuti a una naturale infezione virale o a una cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19. Nel secondo caso, infatti, dovrebbero essere classificati e trattati come pazienti post-vaccinazione.

Secondo l’Assessore alla Salute Messner non ci sarebbero prove di un nesso causale tra la “vaccinazione” anti-Covid-19 e gravi danni neurologici (come la mielite, ALS ecc.) malattie autoimmuni e tumori: è vero esattamente il contrario!

In Italia, ad esempio, casi di mielite trasversa sono già stati riconosciuti ai sensi della legge 210/1992 (diritto all’indennizzo da danno vaccinale) dalle commissioni medico-legali delle aziende sanitarie (Alto Adige/Trentino) e dall’INPS (nel resto del territorio nazionale), nonché da sentenze giudiziarie, come conseguenza del cosiddetto “vaccino” anti-Covid-19.

Solo che questo viene intenzionalmente nascosto! Anche dal nostro governo provinciale.

(vedi i dettagli documentati nella mia mozione allegata o qui nella versione bilingue pubblicata sul sito del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano: https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_796472.pdf )

Ciò non sorprende, dato che il massimo responsabile della “farmacovigilanza” nella Provincia Autonoma di Bolzano è il Prof. Ugo Moretti (responsabile della farmacovigilanza anche della Regione Veneto):

https://centrofarmacovigilanzabolzano.it/de/

Egli si trova in un inaccettabile conflitto di interessi nei confronti della popolazione.

Ha infatti personalmente promosso la “vaccinazione” anti-Covid-19 per i bambini e difficilmente avrà interesse a che gli effetti collaterali di queste sostanze sperimentali operanti di fatto come una “terapia genica” vengano accertati nella loro reale entità:

https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2021/11/ven-verona-covid-tracciamento-ospedali-reparti-coronavirus-041db9f2-5a50-445b-b65a-c7f4767c070c.html

Ugo Moretti, considerato che gran parte della popolazione, tra cui molti bambini e adolescenti, è stata trattata con queste sostanze sperimentali su base di tecnologia genetica, non è accettabile come responsabile della farmacovigilanza!

Nella commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano è stato audito anche l’ex capo tossicologo di Pfizer in Europa, il dott. med. vet. Helmuth Sterz.

Egli ha illustrato quali test sarebbero stati necessari, vista la natura effettiva dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 (sostanze sperimentali composti e funzionanti come i prodotti di terapia genica), e quali test necessari a garantire efficacia e sicurezza non sono stati però effettuati dai produttori dei cosiddetti “vaccini” Covid-19.

Ha spiegato, ad esempio, che i ratti utilizzati per la sperimentazione sugli animali sono assolutamente inadatti, poiché i ratti femmina, ad esempio, non hanno un ciclo mestruale.

Nel frattempo, i tassi di natalità in tutto il mondo stanno diminuendo rapidamente dall’introduzione della cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19. Anche in Alto Adige-Sudtirolo, nel 2025 era molto al di sotto del valore del 2019.

https://www.rainews.it/tgr/tagesschau/articoli/2026/04/sudtirol-wachst-trotz-sinkender-geburten-99acff92-4332-4bea-be98-754824781f54.html

Anche la tendenza nazionale mostra questo calo accentuato dall’avvio della “campagna di vaccinazione” contro il Covid-19:

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/natalit-istat-fecondit-scende-ancora-a-1-14-figli-per-donna-prosegue-il-calo-delle-nascite-ma-popolazione-stabile-grazie-alle-migrazioni/

La sua grande competenza in qualità di ex capo tossicologo di Pfizer in Europa, nonché la descrizione dell’inconfondibile sperimentazione umana lanciata a livello mondiale, è stata nel frattempo diffusa in Europa e nel mondo grazie alla sua interrogazione, registrata in video, da parte del Prof. Dr. Stefan Homburg nella Commissione d’inchiesta sul coronavirus del Bundestag tedesco, e ha portato all’attenzione urgentemente necessaria:

qui la versione originale in lingua tedesca:

https://www.youtube.com/watch?v=T4fgoW5Ls2s

qui la versione tradotto in lingua inglese:

https://x.com/KennyCarmody/status/2035756476686373020/video/1

Il 29 aprile 2026, al Senato degli Stati Uniti è stata presentata la relazione della maggioranza della Commissione d’inchiesta permanente, dalla quale emerge, sulla base della corrispondenza interna della FDA (Food & Drug Administration) resa pubblica, che dopo l’introduzione del cosiddetto Covid-19 – sono stati immediatamente segnalati eventi avversi gravissimi, anche letali (anche i bambini sono stati colpiti) nel sistema statunitense di segnalazione degli effetti collaterali dei farmaci VEARS, ma queste segnalazioni e questi dati sono stati sistematicamente nascosti in modo intenzionale:

Ecco il rapporto in lingua inglese:

https://www.ronjohnson.senate.gov/services/files/4DF802C8-DE9B-46C7-B470-37DD85569A76

Ecco il rapporto tradotto con software di traduzione in lingua italiana:

https://drive.google.com/file/d/1OoUYBBLFJwWQryZ6MmyLa7Gy2H4ZA8FQ/view

Inoltre, pochi giorni fa, il braccio destro di Antony Fauci è stato arrestato negli Stati Uniti per aver insabbiato l’origine del virus SARS-CoV-2 (un evidente prodotto della cosiddetta ricerca gain-of-function):

https://www.justice.gov/opa/pr/former-senior-niaid-official-indicted-concealing-federal-records-during-covid-19-pandemic-0

https://www.science.org/content/article/guns-and-bulletproof-vests-how-federal-agents-arrested-fauci-aide

Lo stesso insabbiamento dei gravissimi eventi avversi sta avvenendo in Europa (l’autorità competente è l’EMA – Agenzia europea per i medicinali) e nella stragrande maggioranza degli Stati membri dell’Unione Europea, come l’Italia (l’autorità competente è l’AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco) e la Germania (PEI – Paul Ehrlich Institut), con il forte sostegno, purtroppo, di una giurisprudenza che non segue più i principi costituzionali.

In Italia, la corrispondenza interna dell’AIFA trapelata – di cui si è parlato per mesi nel 2023 alla televisione nazionale nel programma „Fuori dal Coro“ (Mario Giordano) su Rete 4 (Mediaset) e sul quotidiano “LaVerità”– ha rivelato come i responsabili dell’AIFA e del Ministero della Salute abbiano intenzionalmente insabbiato in modo criminale per “non uccidere il vaccino” l’inefficacia e la pericolosità (compresi i decessi) dei cosiddetti “vaccini” Covid-19, evidenti subito dopo l’avvio della cosiddetta “campagna vaccinale”.

Ecco alcuni esempi della copertura mediatica:

https://drive.google.com/file/d/1CE1NDe87MhcUc-W_Z8JR9f5hrguB4I-y/view

https://drive.google.com/file/d/1gUz3icTUPO8qL4MhXOSixPoaC1lxHvvt/view?usp=drivesdk

Poiché il governo Meloni, con il suo ministro della «Salute» Orazio Schillaci, porta avanti il sistema di assoluta opacità, tra l’altro sui cosiddetti «vaccini» anti-Covid-19, e la magistratura (con poche eccezioni) in Italia sostiene questa criminale opacità, i cittadini (compresi gli altoatesini / sudtirolesi) continuano a trovarsi di fronte alle conseguenze intollerabili di questa intenzionale e concertata omissione di una farmacovigilanza invece indispensabile per la sicurezza dei medicinali.

E ciò è assolutamente irresponsabile, considerato che nell’UE vengono autorizzati e utilizzati in Italia sempre più cosiddetti “vaccini” a base di RNA modificata (si veda la recente autorizzazione del “vaccino” combinato influenza/Covid-19 mCOMBRIAX di Moderna)!

Gli esperti scientifici auditi dalla Commissione d’inchiesta sulle misure del Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano hanno criticato la mancanza di farmacovigilanza in Italia per i cosiddetti “vaccini” Covid-19, nonché le gravi conseguenze che ne derivano.

Hanno chiarito in modo molto netto che questa situazione insostenibile non è cambiata nemmeno sotto il governo Meloni.

La risposta dell’Assessore alla Salute Hubert Messner alla mia interrogazione sulla farmacovigilanza relativa ai cosiddetti “vaccini” Covid-19 ha confermato la mancanza della farmacovigilanza necessaria per la sicurezza dei medicinali.

Qui la registrazione della interrogazione e la risposta dell’Assessore:

https://odysee.com/@renateholzeisen:e/RA-DDr.-Renate-Holzeisen-%E2%80%93-S%C3%BCdtiroler-Landtag-14.04.2026:9

Il Prof. Marco Cosentino (Professore ordinario di Farmacologia Medica) ha dichiarato, nel corso della sua audizione in Commissione d’inchiesta parlamentare sulle misure del Covid che i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19

  • sono di fatto terapie geniche,
  • possono provocare la produzione illimitata, in termini di tempo e quantità, della proteina spike tossica e citotossica in ogni cellula del corpo della persona così “trattata”,
  • nonché una lunga serie di gravi effetti collaterali, in parte già confermati ufficialmente (come ad esempio la miocardite).

Ecco le relative registrazioni video:

https://youtu.be/pR7w6na6LJc?is=EFOXHEio6XOn7s4w

https://youtu.be/8x-1oS9JyC4?is=YOKOWHWrc9BGRXOF

In questa situazione estremamente pericolosa per la salute della popolazione, è evidente l’urgente necessità di una farmacovigilanza attiva, anche retrospettiva!

L’urgenza è assoluta,

  • considerato il fatto che il Piano Nazionale di Vaccinazione viene determinato dai politici sulla base delle raccomandazioni di un’OMS controllata dai produttori di vaccini e dai cosiddetti filantropi (come la Fondazione Gates, che a sua volta investe massicciamente nel business dei vaccini) e dai loro tirapiedi:

(qui il link all’articolo in lingua inglese recentemente pubblicato sul British Medical Journal https://gh.bmj.com/content/10/10/e015343

e qui il link alla traduzione in lingua italiana:

https://drive.google.com/file/d/1wHtT8ou_Otu7x32fLrXzrxUz13ixVJtA/view?usp=drivesdk

  • il “vaccino” combinato a RNA modificata contro l’influenza e il Covid-19 (mCOMBRIAX del produttore Moderna) è stato approvato dalla Commissione Europea il 20 aprile 2026 senza prove di efficacia e sicurezza e sarà utilizzato in Italia/Alto Adige-Sudtirolo:

https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2026/20260420169328/dec_169328_it.pdf

https://ec.europa.eu/health/documents/community-register/2026/20260420169328/anx_169328_it.pdf

  • ulteriori cosiddetti “vaccini” a base di mRNA saranno presto approvati e, nel complesso, si sta promuovendo il passaggio a queste sostanze de facto di terapia genica nell’ambito dell’agenda di immunizzazione 2030 dell’OMS, tra l’altro perché i produttori hanno scelto un processo di produzione di massa molto economico – ovviamente con un alto rischio di residui di DNA pericolosi per la salute – e le autorità farmaceutiche lo lasciano passare in modo criminale
  • il tasso di natalità è in particolare forte calo dal 2021
  • non si può sperare nell’intervento della magistratura e delle autorità nazionali per evidenti ragioni intrinseche al sistema.

È giunto il momento che noi, in quanto responsabili politici per la salute dei cittadini altoatesini – sudtirolesi, facciamo ciò che in una situazione del genere è il minimo indispensabile: istituire immediatamente una farmacovigilanza autonoma e attiva!

E parallelamente dobbiamo esortare le autorità nazionali ad adempiere a questo loro dovere fondamentale nei confronti dei cittadini, atteso ormai da anni!

Per questo motivo ho presentato in Consiglio provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolo la seguente mozione, che questa settimana sarà discussa in Consiglio e sottoposta a votazione:

Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolo incarichi la Giunta provinciale,

  1. nella persona del Presidente della Provincia e dell’Assessore alla Salute, a istituire un sistema di farmacovigilanza attivo altoatesino/sudtirolese (anche retrospettivo), in aggiunta all’attuale sistema passivo e assolutamente insufficiente, specificamente per i cosiddetti “vaccini” Covid-19 e in generale per i cosiddetti “vaccini” a RNA modificata, sotto la guida di esperti non condizionati da conflitti di interesse
  2. a impegnarsi, nella persona del Governatore, a richiedere con urgenza alla Presidente del governo di voler convocare, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, al fine di adottare con urgenza la necessaria delibera sull’ istituzione di un sistema attivo di farmacovigilanza (anche retrospettivo) relativo ai cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 e, in generale, ai cosiddetti “vaccini” a RNA modificata, sotto la guida di esperti che non siano in conflitto di interessi con il diritto fondamentale dei cittadini a medicinali efficaci e sicuri.

Per i tanti dettagli istituzionalmente documentati nelle premesse della mia mozione n. 407/26 in lingua italiana vedi l’allegato, e qui la versione bilingue pubblicata sul sito web del Consiglio provinciale dell’Alto Adige – Sudtirolo:

https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_796472.pdf

EM a EM a MOZ 407 26 Pharmakovigilanz 02.05..2026 it

Avv. DDr. Renate Holzeisen

Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Gruppo Consiliare VITA

Se i direttori medici di ospedali pubblici consapevolmente non si informano sui medicinali e sui dispositivi medici prima di utilizzarli, la politica deve intervenire

Se i direttori medici di ospedali pubblici consapevolmente non si informano sui medicinali e sui dispositivi medici prima di utilizzarli, la politica deve intervenire

Le incredibili dichiarazioni rese nel corso dell’audizione in Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano dai direttori medici di tre ospedali altoatesini/sudtirolesi hanno portato alla luce uno scandalo enorme: persino i medici responsabili degli ospedali pubblici non si sentono in dovere di leggere le informazioni tecniche (riassunto delle caratteristiche del prodotto medicinale, RCP) sui medicinali e sui dispositivi medici (ad es. protesi) prima di utilizzarli sui pazienti o di raccomandarli su larga scala.

Che questa sia una situazione insostenibile, che mette a rischio la sicurezza dei pazienti, dovrebbe essere chiaro a tutti.

La base giuridica dell’obbligo dei medici di informarsi adeguatamente su un medicinale o un dispositivo medico prima dell’uso / raccomandazione / prescrizione, nonché le conseguenze che comporta una violazione di questo chiaro dovere medico, sono illustrate in modo documentato nella mia mozione n. 390/26 con la richiesta rivolta al Governo della Provincia Autonoma di Bolzano di voler tra l’altro, provvedere affinchè l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ricordi per iscritto ai medici ivi impiegati il loro dovere di informarsi adeguatamente sui medicinali prima di applicarli, considerando come livello minimo di informazione le informazioni tecniche ufficiali sul rispettivo prodotto medicinale (Riassunto delle caratteristiche del prodotto medicinale – RCP) fornite dall’Autorità del Farmaco al personale sanitario e pubblicate per dare accesso a tutti.

(vedi qui dalla pagina 28 in poi il testo in lingua italiana, oppure il documento solo italiano in allegato):

https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_793602.pdf

Questa mia mozione andrà in discussione e votazione probabilmente già oggi.

EM a EM a MOZ n. 390 2026 Obbligo dei medici di informarsi su natura efficacia e sicurezza dei medicinali 13.4.26

 

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

La riunione dei ministri della Salute tenutasi a Roma il 25 febbraio 2020 – l’evento chiave che ha portato successivamente all’adozione delle dannose misure anti-Covid in Italia e nella maggior parte dei paesi europei. Chi ha “guidato” i ministri della Salute?

La riunione dei ministri della Salute tenutasi a Roma il 25 febbraio 2020 – l’evento chiave che ha portato successivamente all’adozione delle dannose misure anti-Covid in Italia e nella maggior parte dei paesi europei

Chi ha “guidato” i ministri della Salute?

A un esame più attento, l’incontro dei ministri europei della Salute tenutosi a Roma alla fine di febbraio 2020 appare non solo come una svolta, ma anche come un evento chiave descritto in modo altamente contraddittorio dal punto di vista politico.

Già sulla questione di chi abbia effettivamente dato il via a questo incontro, le versioni divergono: Roberto Speranza descrive nel suo libro che, dal suo punto di vista, l’incontro è nato in risposta all’aggravarsi della situazione nel Nord Italia, presentandosi così come un attore attivo che informa e coinvolge gli altri Stati europei.

A ciò si contrappone però la versione di Alain Berset, il quale afferma chiaramente che l’incontro è avvenuto su iniziativa di Jens Spahn, il quale avrebbe insistito per discutere la situazione a livello ministeriale, in particolare per quanto riguarda le misure alle frontiere e le reazioni politiche.

Non si tratta di un dettaglio, ma di una contraddizione fondamentale, poiché a seconda di quale versione sia corretta, ne emerge un quadro completamente diverso: o l’Italia si trovava in una situazione oggettivamente in escalation e ha invitato l’Europa a coordinarsi, oppure la Germania – sebbene a malapena colpita – ha attivamente promosso un’escalation politica a livello europeo. Entrambe le versioni non possono essere vere contemporaneamente.

Questa contraddizione diventa ancora più grave se si considerano i dati effettivi disponibili al momento di tale riunione: secondo l’analisi dei rischi dell’ECDC del 23 febbraio 2020, il rischio per la popolazione in Europa era solo «da basso a moderato», il numero di casi era limitato e non si prevedeva espressamente un sovraccarico dei sistemi sanitari.

In altre parole: l’autorità europea competente non vedeva alcuna catastrofe imminente. Eppure i partecipanti a quell’incontro riferiscono di aver “percepito fisicamente” che la situazione fosse fuori controllo. Qui si apre un enorme divario tra percezione e realtà – e questo divario non è stato colmato per caso.

Infatti, subito dopo questo incontro, in tutta Europa è iniziata una seconda ondata di influenza: modelli matematici che in quasi tutti i paesi lavoravano con drastici scenari da “worst case” e venivano presentati ai decisori politici come base per l’azione.

Il messaggio era strutturato allo stesso modo ovunque e presentava una notevole concordanza: se non si fosse proceduto immediatamente alla chiusura, in brevissimo tempo si sarebbero verificati numeri catastrofici di decessi. In Svezia erano previsti fino a 85.000 morti, nel Regno Unito fino a 500.000, in Germania circa 400.000 e in Svizzera circa 100.000. Queste cifre non sono state comunicate come ipotesi teoriche estreme, ma inserite nel processo decisionale politico come scenari realistici.

Ciò ha creato una pressione enorme sui ministri della sanità di tutta Europa.

Che si descriva questo come una «consulenza» o come un’effettiva delega da parte dei modellisti è, in definitiva, secondario: ciò che conta è che il processo decisionale politico si è disaccoppiato in brevissimo tempo dai dati reali per orientarsi invece verso scenari catastrofici ipotetici e modellizzati. Istituzioni come la Fondazione Bruno Kessler hanno fornito proprio questo tipo di modelli, che non servivano principalmente a descrivere la realtà, ma a giustificare e guidare le misure politiche.

Parallelamente, in Italia è iniziata un’applicazione sostenuta dallo Stato di farmaci non sufficientemente testati, tra cui combinazioni antivirali come Lopinavir/Ritonavir, che sono state ampiamente utilizzate nonostante la mancanza di evidenze – di fatto un esperimento medico su larga scala in condizioni reali.

Nel quadro d’insieme, il quadro si cristallizza in un’escalation strutturale: un incontro di origine politica, o almeno strumentalizzato politicamente, la cui paternità viene presentata in modo contraddittorio, si scontra con una valutazione del rischio oggettivamente moderata, è immediatamente seguito da modelli diffusi in modo sincronizzato in tutta Europa con previsioni di mortalità estreme ed è accompagnato da interventi medici sperimentali. Da questa combinazione nasce, nel giro di pochi giorni, una dinamica che coinvolge tutta l’Europa e spiana la strada a lockdown, chiusure scolastiche e profondi interventi nella vita sociale.

Il punto cruciale è questo: l’escalation non è stata innescata da dati chiaramente documentati, ma da un’interazione tra iniziativa politica, impressioni soggettive e scenari di worst-case modellizzati, che sono stati posti come base decisionale. Il fatto che ancora oggi non sia stato chiarito in modo univoco chi abbia effettivamente avviato questo incontro cruciale sottolinea quanto poco trasparente fosse la base di quelle decisioni che hanno poi riguardato milioni di persone.

Le conclusioni e i dati dell’esperto di analisi dati Tom Lausen, membro della commissione d’inchiesta del Bundestag tedesco (Enquete-Kommission des Deutschen Bundestages: https://www.bundestag.de/ausschuesse/weitere_gremien/ee01/1107006 -1107006) devono essere trasmessi a ogni commissione d’inchiesta europea sulle misure Covid, in primo luogo alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2 del Parlamento della Repubblica Italiana, poiché è in Italia che ha avuto origine lo strumentalizzato scenario apocalittico, le cui cause vanno accertate fino in fondo.

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Picchi di mortalità a Bergamo e in altre località dell’UE non spiegabili con una pandemia

Picchi di mortalità a Bergamo e in altre località dell’UE non spiegabili con una pandemia

Nell’ambito della sua audizione in Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, l’analista di dati Tom Lausen ha dimostrato, sulla base di dati statistici ufficiali (Eurostat), che gli straordinari picchi di mortalità registrati a Bergamo e in alcune altre località dell’Unione Europea non sono spiegabili con le conseguenze naturali di una pandemia.

18 marzo 2020

https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/demo_r_mwk3_t__custom_13683824/default/line?lang=en

I dati sulla mortalità a Bergamo e in numerose regioni europee nella primavera del 2020 mostrano un andamento che, in questa forma, non è né epidemiologicamente plausibile né è stato finora sufficientemente spiegato.

Per anni, la mortalità settimanale a Bergamo è rimasta stabile a circa 190 decessi. Nel marzo 2020 si è poi verificato un picco estremo e singolare, in cui i decessi sono aumentati di molte volte nel giro di pochi giorni – per poi tornare immediatamente al livello originario. Un andamento del genere è estremamente insolito per un evento infettivo. Le epidemie classiche mostrano ondate, non picchi verticali con normalizzazione immediata.

La domanda centrale è quindi: quale evento genera un picco così breve e allo stesso tempo massiccio, senza alcun proseguimento duraturo?

Per escludere che si tratti di errori statistici, l’analista di dati Tom Lausen ha condotto una ricerca sul posto a Bergamo insieme a un team di ricercatori. In 27 cimiteri sono state contate e documentate migliaia di tombe. Il risultato è inequivocabile: i dati sui decessi sono corretti. Non si tratta di un artefatto statistico. Il picco è reale. Ciò sposta radicalmente la questione: dalla qualità dei dati alle cause effettive di questo evento.

Particolarmente scottante è il fatto che Bergamo non sia un caso isolato. A Madrid, Parigi, in Alsazia e in Castiglia e León si osservano modelli simili quasi contemporaneamente nella settimana 12 del 2020: picchi di mortalità brevi ed estremi che non proseguono in ondate di lunga durata.

Questa sincronia tra diversi paesi richiede una spiegazione. Sistemi sanitari diversi, strutture demografiche diverse e misure politiche diverse non portano normalmente a picchi identici e puntuali, ma piuttosto a andamenti differenziati. È proprio questa differenziazione che qui manca.

Dopo il picco, i dati sulla mortalità in tutte le regioni considerate tornano rapidamente a un livello corrispondente alla media pluriennale. A Bergamo si registrano nuovamente circa 190 decessi a settimana.

Se la causa fosse stata esclusivamente un virus, ci si chiede perché, dopo un’epidemia così esplosiva, esso praticamente scompaia senza lasciare una fase prolungata di mortalità elevata. Un comportamento del genere è difficilmente conciliabile con i modelli epidemiologici conosciuti.

Ciò porta l’attenzione su altri fattori di influenza che finora non sono stati sufficientemente studiati. Tra questi figurano le strategie di trattamento medico nella fase iniziale, possibili errori terapeutici, carenze nell’assistenza, interruzioni delle cure mediche regolari e la gestione dei gruppi particolarmente vulnerabili, specialmente nelle strutture di assistenza.

Si pone inoltre la questione se le decisioni politiche e le misure organizzative possano aver contribuito esse stesse a questa dinamica.

Questi aspetti non sono questioni marginali, ma centrali per la comprensione degli eventi osservati.

I dati disponibili impongono una rivalutazione. Non si tratta più di stabilire se ci sia stato un picco di mortalità eccezionale – questo è indiscutibile e empiricamente provato. Si tratta di capire perché abbia assunto proprio questa forma: estremamente ripido, estremamente breve e senza un seguito duraturo. La spiegazione finora dominante, secondo cui un virus di nuova generazione avrebbe causato da solo questo andamento, è insufficiente e lascia aperte questioni essenziali.

Chi non pone queste domande rinuncia alla ricerca della verità. Chi le pone non può fare a meno di verificare anche ipotesi scomode. Questo è esattamente il compito di un’analisi scientifica e sociale.

I dati sottostanti provengono dalla banca dati ufficiale di Eurostat e sono accessibili al pubblico.

Settimana 12 – 2020

16.03.20

Sovramortalità in % (2020, settimana 1-25)

30 dicembre – 21 giugno 2020

Dato di riferimento = 2.587.569, scostamento = + 175,731 morti (+ 6,8 %)

Poiché il grafico copre il primo semestre del 2020, è chiaro che questi cluster di mortalità in eccesso si riferiscono a un periodo molto breve di poche settimane e non sono il risultato di un aumento persistente della mortalità nel corso di mesi.

Poiché in particolare l’eccezionale andamento della mortalità a Bergamo (che si è verificato solo con l’imposizione del lockdown, come dimostrato da Tom Lausen sulla base dei dati statistici ufficiali nella Commissione d’inchiesta sul coronavirus della Provincia Autonoma di Bolzano – cfr. comunicato stampa di ieri) è stato strumentalizzato come scenario da incubo per l’estensione a livello europeo di misure anti-Covid anche letali e comunque dannose a lungo termine per le persone, la società e l’economia, e i dati statistici e la loro evoluzione impongono le domande sollevate dall’analista di dati Tom Lausen, spetta a ogni Commissione d’Inchiesta sul Covid in Europa approfondire queste questioni/domande. E, in particolare, alla Commissione d’inchiesta del Parlamento Italiano!

Mi auguro, dunque, che la Commissione d’inchiesta vorrà invitare in Commissione d’inchiesta del Parlamento italiano l’esperto di analisi dati Tom Lausen (peraltro nominato a membro della Enquete-Kommission del Deutsche Bundestag (commissione d’inchiesta del parlamento germanico) sulle misure Covid fino al 2027 nel suo ruolo di esperto

https://www.bundestag.de/ausschuesse/weitere_gremien/ee01/1107006-1107006)

per far luce su questo aspetto fondamentale.

Infatti, se non conosciamo le cause di questi eventi di mortalità straordinari e isolati, è impossibile raggiungere le conclusioni giuste per agire in futuro in modo ragionevole e adeguato nell’interesse dei cittadini.

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Non la realtà, bensì i modellisti matematici incaricati dalla politica hanno creato assurdi scenari apocalittici con cui sono state «giustificate» le misure anti-Covid

Non la realtà, bensì i modellisti matematici incaricati dalla politica hanno creato assurdi scenari apocalittici con cui sono state «giustificate» le misure anti-Covid

 

L’analista di dati Tom Lausen, invitato in qualità di esperto alla commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, muove gravi accuse contro il ruolo svolto dai modelli matematici durante la crisi del coronavirus.

Secondo l’analisi di Lausen, le decisioni politiche a livello mondiale non sono state prese sulla base di dati reali, ma sulla base di scenari di worst-case derivati da ipotesi di modello altamente incerte e riduttive.

Questi modelli si sono inseriti fin dall’inizio in un contesto politico e sono serviti espressamente a guidare le misure statali – non a descrivere in modo neutrale la realtà.

Dall’analisi delle presentazioni della Fondazione Bruno Kessler (FBK) emerge inoltre che in diversi paesi queste modellizzazioni sono state realizzate espressamente su incarico politico.

Anche in Italia la modellizzazione matematica è avvenuta su incarico diretto di enti statali, in particolare nel contesto del Comitato tecnico-scientifico (CTS), al fine di valutare e orientare opzioni concrete di intervento.

Ciò risulta particolarmente evidente nell’esempio della Svizzera. Secondo la valutazione di Lausen, tali modelli sono stati di fatto utilizzati come strumento di pressione politica: scenari con numeri di decessi estremi hanno agito come uno sfondo minaccioso, che ha esercitato una notevole pressione anche sui massimi responsabili politici, relegando in secondo piano strategie alternative. Lo stesso Alain Berset, all’epoca presidente della Confederazione, riferisce che nel quadro delle consultazioni internazionali è stato discusso uno scenario secondo cui, senza una chiusura totale, ci si sarebbe dovuti aspettare 100.000 morti. Allo stesso tempo, ammette di non aver potuto fare affidamento esclusivamente su questi modelli.

Per Lausen questa citazione mostra in modo esemplare la pressione a cui erano sottoposti i decisori politici: i governi si sono trovati ad affrontare fin dall’inizio previsioni estreme, tali da far apparire le misure di ampia portata come l’unica opzione possibile.

Questa dinamica trova conferma anche a livello internazionale. I modelli dell’Imperial College, sotto la guida di Neil Ferguson, prevedevano un numero drammatico di decessi in diversi paesi. Per la Svezia, ad esempio, si ipotizzavano fino a 85.000 decessi se il Paese non avesse adottato il lockdown. In realtà, però, il numero di morti è stato di gran lunga inferiore. Anche l’epidemiologo statale svedese Anders Tegnell ha spiegato a posteriori che i parametri dei modelli utilizzati, che circolavano in tutto il mondo, erano estremi e che per questo si era deciso consapevolmente di affidarsi alle proprie analisi basate sui dati.

Lausen vede in questo un problema strutturale: «Abbiamo a che fare con una cascata globale di ipotesi modellistiche che si sono rafforzate a vicenda. Scenari estremi sono stati comunicati a livello politico senza che i loro presupposti fossero stati sufficientemente verificati e, a quanto pare, proprio per questo motivo erano politicamente necessari per l’attuazione di misure di ampia portata».

Allo stesso tempo, le stesse analisi scientifiche dimostrano che i modelli non sono stati in grado di fornire previsioni affidabili e si basano su ipotesi incerte. Sono serviti piuttosto come strumenti per simulare opzioni politiche e legittimare decisioni. In questo modo, il ruolo della scienza si è spostato dall’analisi empirica verso uno strumento di controllo politico.

Particolarmente scottanti sono le valutazioni di Lausen sui dati di mortalità a livello regionale. Per l’Alto Adige e altre regioni, i dati relativi alle settimane fino al 1° marzo 2020 non mostrano alcun indizio di una mortalità eccezionale. Al contrario: la mortalità era in parte inferiore alla media degli anni dal 2015 al 2019.

I dati reali contraddicono quindi le ipotesi diffuse in seguito, secondo cui il virus circolava già in modo capillare sin dalle prime fasi e avrebbe portato a una diffusione incontrollata. Allo stesso tempo, Lausen sottolinea che l’ipotesi di una circolazione capillare del virus sin dalle prime fasi è in contraddizione con i dati di mortalità osservati. Un virus che circola già da settimane senza causare un aumento della mortalità e che solo in concomitanza con le misure politiche porta improvvisamente a un massiccio eccesso di mortalità non è epidemiologicamente plausibile. Per Lausen ciò indica che l’ipotesi in questione nei modelli FBK rappresenta di per sé un errore fondamentale.

Per Lausen ne deriva una conclusione fondamentale: «Le misure politiche non sono state innescate da segnali di crisi visibili, ma da scenari modellizzati. Questi scenari si basavano su ipotesi, non su osservazioni».

Egli valuta in modo particolarmente critico il fatto che i modelli semplificassero sistematicamente e non rappresentassero in modo adeguato fattori di influenza centrali come le differenze regionali, la struttura per età o i cluster locali. Allo stesso tempo, i loro risultati sono stati utilizzati come base apparentemente oggettiva per interventi profondi nella società, nell’economia e nell’assistenza sanitaria.

Lausen chiede quindi una revisione completa del ruolo della modellizzazione matematica nella politica sul coronavirus. In particolare, occorre chiarire come i processi decisionali politici, l’incertezza scientifica e la comunicazione mediatica siano stati collegati tra loro – e perché scenari estremi abbiano potuto svolgere un ruolo così dominante.

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Le reali cause dei decessi anomali a Bergamo, strumentalizzati in tutta Europa per giustificare le letali misure anti-Covid, devono essere accertate. I dati statistici sull’andamento dei decessi contraddicono la versione ufficiale di una pandemia pericolosa

Le reali cause dei decessi anomali a Bergamo, strumentalizzati in tutta Europa per giustificare le letali misure anti-Covid, devono essere accertate

I dati statistici sull’andamento dei decessi contraddicono la versione ufficiale di una pandemia pericolosa

Eccesso di mortalità nella fase iniziale della pandemia di Covid-19 dal 1° gennaio 2020 al 1° marzo 2020

Dato di riferimento = 61.836, scostamento = – 4.586 morti (-7,4%)

Eccesso di mortalità nelle regioni italiane delle aree NUTS «ITH» e «ITC» rispetto alla media degli anni dal 2015 al 2019

Questo grafico mostra lo scostamento dei decessi rispetto al valore di riferimento pluriennale e consente una classificazione precisa degli andamenti anomali nel corso del tempo.

L’analisi dei dati sui decessi nel Nord Italia confuta le ipotesi principali sulla diffusione iniziale del SARS-CoV-2.

L’analista di dati tedesco Tom Lausen, esperto della Commissione d’inchiesta sulle misure Corona del Parlamento della Germania (Enquete-Komission des Deutschen Bundestages) (mandato fino a giugno 2027), ha presentato questi risultati il 1° aprile 2026 nella Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano.

L’attenzione si concentra sulle regioni di Lodi, Bergamo e Cremona.

Mentre nei media, ad esempio in un articolo della Repubblica (https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/11/news/covid_nuovo_paziente_1_in_italia_e_una_donna_milanese_positiva_a_novembre_del_2019-282064769/? ref=RHTP-BH-I281542667-P2-S1-T1)

si sosteneva che il virus circolasse già nel novembre 2019, i dati dimostrano il contrario:

Fino al 1° marzo 2020 non si è registrata alcuna sovramortalità, né a Lodi né a Bergamo o a Cremona. In alcuni casi si è addirittura registrata una sottomortalità. È solo a partire dall’inizio di marzo che il numero dei decessi esplode – in concomitanza con i lockdown e gli interventi drastici.

Un virus che per mesi non causa una mortalità misurabile non può improvvisamente portare a un massiccio aumento della mortalità nel giro di pochi giorni. Questa discrepanza non è scientificamente spiegabile e finora non è stata verificata.

Tom Lausen ha inoltre esaminato di persona la situazione a Bergamo e ha verificato i dati ufficiali contando le tombe. Ne deriva una chiara richiesta: Bergamo deve essere oggetto di un’indagine approfondita. Ogni defunto aveva una storia. Se delle persone sono morte a causa dell’isolamento, dei divieti di visita o dell’interruzione delle cure, allora queste cause devono essere accertate e indicate.

Se dovesse confermarsi che i lockdown e i divieti di visita hanno contribuito essi stessi alla mortalità, la valutazione del rischio si ribalterebbe: non il virus, ma le misure sarebbero il vero pericolo – in particolare per gli anziani e le persone non autosufficienti

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

La violazione di principi fondamentali del diritto sui medicinali con l’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia è ora oggetto di processi di rilevanza nazionale ed europea dinanzi al TAR del Lazio (Roma). Considerata la rilevanza nazionale dell’oggetto processuale, il Consiglio di Stato, su richiesta di genitori altoatesini, ha accertato la competenza del TAR di Roma (Lazio) per i processi avviati dinanzi al TAR di Bolzano. L’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia (10 vaccinazioni obbligatorie) avrebbe dovuto essere sottoposto almeno tre volte, a partire dal 2017, a una revisione prevista dalla legge. Anche il governo Meloni con il suo ministro alla Salute Orazio Schillaci non ha adempiuto a questo e ad altri obblighi derivanti dalla normativa eurounionale sui medicinali avente efficacia primaria

La violazione di principi fondamentali del diritto sui medicinali con l’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia è ora oggetto di processi di rilevanza nazionale ed  europea dinanzi al TAR del Lazio (Roma)

Considerata la rilevanza nazionale dell’oggetto processuale, il Consiglio di Stato, su richiesta di genitori altoatesini, ha accertato la competenza del TAR di Roma (Lazio) per i processi avviati dinanzi al TAR di Bolzano

L’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia (10 vaccinazioni obbligatorie) avrebbe dovuto essere sottoposto almeno tre volte, a partire dal 2017, a una revisione prevista dalla legge

Anche il governo Meloni con il suo ministro alla Salute Orazio Schillaci non ha adempiuto a questo e ad altri obblighi derivanti dalla normativa eurounionale sui medicinali avente efficacia primaria

Su incarico di gruppi di genitori altoatesini, insieme al collega Alessandro Fusillo ho impugnato decisioni delle direzioni delle scuole dell’infanzia della Provincia Autonoma di Bolzano, nonché, tra l’altro, circolari del Ministero della Salute, in quanto violano disposizioni fondamentali della normativa regolante l’applicazione dei medicinali (inclusi i vaccini), come ad esempio la prescrizione medica – prevista dalla normativa sui medicinali e dalle decisioni della Commissione Europea di autorizzazione centralizzata per tutta l’UE dei prodotti vaccinali – come requisito necessario per l’applicazione conforme alla legge di tutti i prodotti vaccinali pediatrici utilizzati in Italia (e nell’Unione Europea).

Attualmente in Italia vengono utilizzati esclusivamente vaccini pediatrici esavalenti e quadrivalenti, autorizzati a livello centrale dalla Commissione Europea per l’intera Unione Europea.

Una prescrizione medica deve riferirsi a un bambino specifico e a uno specifico prodotto vaccinale e deve provenire da un medico.

Il piano vaccinale nazionale viene deciso dai politici (in Italia nell’ambito della Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome) e si riferisce a un gruppo di popolazione anonimo e non a un prodotto vaccinale specifico. Ciò non corrisponde ovviamente a una prescrizione medica, così come, invece prevista e regolata dalla normativa europea in materia di medicinali e dalla normativa italiana.

Tutti i prodotti vaccinali autorizzati dalla Commissione Europea ai sensi della normativa UE sui medicinali (come ad esempio tutti i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19, i vaccini contro l’RSV, l’HPV ecc.) richiedono, per un’applicazione conforme alla legge, una prescrizione medica riferita ad una specifica persona e ad uno specifico prodotto vaccinale.

Secondo la normativa europea in materia di medicinali recepita in Italia e negli Stati membri dell’UE, nonché secondo la ulteriore normativa italiana in materia di medicinali e il Codice deontologico dei medici, i medici devono essere liberi da qualsiasi condizionamento di natura politica e finanziaria nella loro decisione di prescrivere o meno per uno specifico bambino la vaccinazione con uno specifico prodotto vaccinale pediatrico!

Ciò significa che i politici non possono sostituirsi ai medici nella loro esclusiva competenza di rilasciare una prescrizione medica. I politici non possono privare i medici della loro competenza decisionale, che deve essere esercitata esclusivamente sulla base delle conoscenze mediche e della coscienza professionale, riguardo alla raccomandazione di un trattamento vaccinale! Per buoni motivi, come ci insegna la storia (anche quella degli ultimi anni) – vedi le origini del Codice di Norimberga – la politica non ha il diritto di sostituirsi al medico nella sua scelta, come – appunto – stabilito dal legislatore europeo in materia di medicinali, in un’epoca in cui Epstein, Gates & Co. e l’OMS (da ormai decenni nelle man di questa banda criminale) non avevano ancora completamente preso il controllo della politica sanitaria.

L’obbligo vaccinale vigente in Italia implica però che il medico vaccinatore possa al massimo verificare i motivi di esenzione deliberati dai politici, in modo tale da lasciare al medico la sola possibilità di concedere un’esenzione nei pochi casi eccezionali stabiliti dai politici. Ciò contraddice naturalmente all’essenza stessa dell’obbligo e della libertà di prescrizione medica di un medicinale.

In base all’obbligo di prescrizione medica per l’applicazione legittima dei vaccini pediatrici (così come di tutti i vaccini), di principio non può esistere alcun obbligo di vaccinazione pediatrica e, in generale, non può esister alcun obbligo di vaccinazione nell’Unione Europea!

I principi inderogabili del diritto dei medicinali europeo, che saranno ora trattati dal TAR di Roma e, di conseguenza, forse anche dalla Corte di giustizia dell’UE, hanno quindi rilevanza non solo a livello nazionale ma anche a livello dell’UE e riguardano tutti gli obblighi vaccinali imposti dagli Stati membri nell’Unione Europea.

L’obbligo di vaccinazione pediatrico – così come qualsiasi obbligo di vaccinazione che debba essere soddisfatto con prodotti vaccinali che possono essere somministrati per legge e decisione di autorizzazione da parte della Commissione Europea solo in presenza di una prescrizione medica (è la norma nell’Unione Europea, a differenza degli Stati Uniti – vedi art. 71 della direttiva 2001/83/CE e l’allegato II, punto B, della rispettiva decisione di autorizzazione all’immissione in commercio della Commissione Europea) – è di principio contrario al diritto del farmaco dell’Unione Europea, perché il diritto regolante l’applicazione dei medicinali ha efficacia primaria.

Abbiamo inoltre riscontrato ulteriori violazioni di natura fondamentale della normativa dei medicinali nell’uso dei vaccini pediatrici in Italia. Ad esempio, i vaccini esavalenti, sebbene non autorizzati dalla Commissione Europea per i bambini di età oltre i 24 mesi, in Italia vengono somministrati anche a bambini a partire dai 24 mesi nell’ambito dell’obbligo vaccinale.

Va da sé che l’uso di un vaccino non può mai essere reso obbligatorio in contrasto con l’indicazione terapeutica (che riguarda anche l’età) risultante dall’autorizzazione rilasciata dall’autorità competente in materia di medicinali (Commissione Europea).

Abbiamo riscontrato dei “strani” errori di traduzione in lingua italiana del riassunto delle caratteristiche dei prodotti vaccinali pediatrici autorizzati in via centralizzata dalla Commissione Europea (… come era già successo riguardo al certificato verde introdotto dall’UE nel 2021 con la chiara disposizione che nessuna persona non “vaccinata” potesse essere discriminata, previsione che invece – guarda caso – si era miracolosamente persa nella originaria traduzione in lingua italiana, corretta solo dopo che noi giuristi italiano lo abbiamo scoperto e denunciato!).

Nel caso dei prodotti vaccinali esavalenti, guarda caso, la traduzione in lingua italiana non corrisponde alla versione in lingua francese (quella facente fede legale come previsto espressamente nelle rispettive decisioni di autorizzazione centralizzata della Commissione Europea), in lingua inglese, tedesca ecc. e così, a differenza delle altre versioni linguistiche, in quella italiana è prevista – contrariamente a quanto deciso dalla Commissione Europea – i vaccini esavalenti sarebbero indicati anche per i bambini oltre i 24 mesi di età.

Strane deviazioni nella traduzione in lingua italiana di decisioni degli organi dell’UE che ovviamente devono valere nello stesso testo e tenore in ogni Stato membro dell’UE.

Questi sono solo due esempi delle molteplici e gravi violazioni del diritto dei medicinali che abbiamo sollevato con i ricorsi da noi inizialmente presentati al TAR di Bolzano contro l’esclusione dalla scuola dell’infanzia di una serie di bambini altoatesini/sudtirolesi non vaccinati o anche solo parzialmente non vaccinati.

Poiché i tre processi da noi avviati riguardano anche l’evidente illegittimità, sotto il profilo del diritto dei medicinali, delle circolari del Ministero della Salute (alle quali fa riferimento la Provincia Autonoma di Bolzano), e poiché la decisione sulla loro illegittimità e annullamento spetta al TAR del Lazio (Roma), il Consiglio di Stato ha ora disposto, sulla base della richiesta presentata dai genitori altoatesini/sudtirolesi, la competenza del TAR di Roma (Lazio) per la decisione sui ricorsi da noi presentati per conto dei genitori altoatesini/sudtirolesi contro l’esclusione dei loro figli dalle scuole dell’infanzia altoatesini/sudtirolesi.

I processi iniziati a Bolzano saranno ora da noi proseguiti presso il TAR di Roma in ragione della loro portata nazionale (riguardano anche l’illegittimità delle circolari del Ministero della Salute italiano a cui si attengono l’Autorità sanitaria altoatesina e le autorità sanitarie di tutte le regioni d’Italia).

Speriamo che nei tre procedimenti giudiziari avviati per gruppi di genitori altoatesini/sudtirolesi e ora da proseguire a Roma, si giunga finalmente a un chiarimento, atteso da tempo, sulla necessaria garanzia del rispetto delle disposizioni fondamentali del diritto dei medicinali, che riguarda inoltre, con riferimento all’obbligo di prescrizione medica di un prodotto vaccinale vigente nell’Unione Europea, tutte le vaccinazioni, e quindi l’esclusione di principio della legittimità, in base al diritto dei medicinali dell’UE avente efficacia primaria, di qualsiasi obbligo vaccinale in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

I tre procedimenti giudiziari sull’obbligo vaccinale dei bambini, provenienti dalla Provincia Autonoma di Bolzano, riguardano quindi questioni giuridiche fondamentali del diritto dei medicinali dell’Unione Europea e sono pertanto rilevanti non solo a livello nazionale ma anche a livello dell’Unione Europea.

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

I massimi esperti ascoltati in commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano dimostrano sulla base di dati statistici l’infondatezza delle misure anti-Covid e la necessità di sospendere immediatamente l’applicazione dei cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19. I risultati delle audizioni hanno finora chiaramente dimostrato che è indispensabile indagare su un possibile nesso tra il drastico calo delle nascite registrato dal 2021 e la cosiddetta «vaccinazione» contro il Covid-19. La Südtiroler Volkspartei e i Verdi non mostrano alcun interesse al riguardo. Pfizer e Moderna sospendono negli Stati Uniti il loro studio clinico sul nuovo “vaccino” Covid a RNA modificato poiché non sono in grado di soddisfare i nuovi requisiti più severi della FDA

I massimi esperti ascoltati in commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano dimostrano sulla base di dati statistici

l’infondatezza delle misure anti-Covid

e

la necessità di sospendere immediatamente l’applicazione dei cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19

I risultati delle audizioni hanno finora chiaramente dimostrato che è indispensabile indagare su un possibile nesso tra il drastico calo delle nascite registrato dal 2021 e la cosiddetta «vaccinazione» contro il Covid-19

La Südtiroler Volkspartei e i Verdi non mostrano alcun interesse al riguardo

Pfizer e Moderna sospendono negli Stati Uniti il loro studio clinico sul nuovo “vaccino” Covid a RNA modificato poiché non sono in grado di soddisfare i nuovi requisiti più severi della FDA

Ieri abbiamo avuto nuovamente a disposizione un concentrato di competenze specialistiche di altissimo livello presso la Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano: Univ. Prof. Dr. med. Andreas Sönnichsen, Univ.Prof. Stefan Homburg, Dr. med. Wolfgang Wodarg, Univ.Prof. Sucharit Bhakdi, Univ.Prof. Ulrike Kämmerer, Univ.Doz. Michael Nehls, Dr.med.vet. Helmut Sterz (ex capo tossicologo di Pfizer-Europa) e l’analista di dati Tom Lausen.

Dalle argomentazioni, supportate da dati statistici, degli esperti di fama internazionale è emerso, tra l’altro, quanto segue:

  • Nel periodo 2020-2023 non c’è stata più “pandemia” di quanta ne sia usuale nei semestri invernali
  • Nel 2020 e negli anni successivi non c’è stata alcuna pandemia rilevante
  • In nessun momento si è verificata una “situazione epidemica di portata nazionale” ossia uno “stato di emergenza”
  • Le restrizioni dei diritti fondamentali non sono mai state giustificate né proporzionate
  • In nessun momento si è verificato un sovraccarico rilevante degli ospedali o delle unità di terapia intensiva. Ci sono sempre state e ci sono tuttora eccezioni locali per vari motivi.
  • I vaccini anti-Covid non proteggono né dal contagio né dalla malattia e nemmeno dai decorsi gravi
  • Era noto fin dall’inizio che non fossero disponibili dati sufficienti sull’efficacia e la sicurezza. Ciò è chiaramente documentato nei contratti d’acquisto e nella documentazione di autorizzazione di queste sostanze
  • Era noto fin dall’inizio che la vaccinazione servisse al massimo all’autoprotezione e non alla protezione altrui. Un obbligo vaccinale o una discriminazione dei “non vaccinati” non sono mai stati giustificati
  • Il lockdown ha causato danni enormi a livello economico, sanitario, psicologico e sociale e ha anche distrutto un periodo importante della vita anche proprio dei bambini e adolescenti
  • Non ci sono dati convincenti che dimostrino un beneficio rilevante dei lockdown e delle chiusure scolastiche
  • I «calcoli modellistici» utilizzati nella propaganda e dai «consulenti governativi» si basano su ipotesi che non corrispondono alla realtà.
  • Le mascherine non proteggono dalle infezioni virali e sono dannose per la salute
  • I test di massa non mirati simulano una pandemia attraverso risultati falsi positivi
  • Un test PCR non può mai dimostrare l’infettività della persona
  • L’OMS, nella sua forma di partenariato pubblico-privato con i produttori di vaccini, è espressione di un conflitto di interessi galattico e di un’«agenzia per insider trading» (Dr. med. Wolfgang Wodarg), che ha ripetutamente dimostrato nel corso della storia di proclamare pandemie senza motivo, basandosi esclusivamente su modelli matematici grossolanamente errati (di Neil Morris Ferguson, Imperial College), per poi far somministrare nuovi vaccini, e quanto definito tale, in tutto il mondo
  • I ministri della salute (ad eccezione del ministro della salute svedese) si sono impegnati, in un “briefing” tenutosi in Italia nel marzo 2020, ad adottare misure del tutto prive di fondamento scientifico ed estremamente dannose

Ieri è stato reso noto che Pfizer e Moderna non sono attualmente in grado di soddisfare i requisiti più severi imposti dalla FDA per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del loro “vaccino” Covid-19 aggiornato, tra l’altro perché non sono stati trovati abbastanza partecipanti allo studio (probandi) disposti o in grado di farsi somministrare il sesto “booster” (e, dunque, la settima dose) del cosiddetto “vaccino” a RNA modificata:

https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/pfizer-biontech-halt-us-covid-vaccine-study-after-recruitment-struggles-2026-04-01/?utm_medium=Social&utm_source=twitter

La consapevolezza, già acquisita nelle audizioni degli esperti italiani (Univ.Prof. Dr.med. Mariano Bizzarri, Univ.Prof. Marco Cosentino, Dott. Maurizio Federico) e in precedenza dal microbiologo Univ.Prof. Dr. Klaus Steger, che i cosiddetti “vaccini”-Covid-19 non sono vaccini, bensì sostanze sperimentali basate sull’ingegneria genetica che non avrebbero mai dovuto essere somministrate alla popolazione come vaccini (anche perché non sono mai stati condotti gli studi necessari in punto efficacia e sicurezza), è stata di nuovo confermata ieri in tutta la sua evidenza.

L’ex capo della tossicologia di Pfizer-Europa, il Dr. med. Helmuth Sterz, ha ad esempio sottolineato che per i cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono stati condotti studi solo su ratti femmine, che però sono assolutamente inadatte per poter escludere, ad esempio, effetti negativi sulla fertilità della donna nonché sul feto.

I ratti femminili non hanno un ciclo mestruale e, quindi, il ratto è una specie animale adatta a questo tipo di studi.

Nel frattempo, ovunque vi sia stata una massiccia diffusione della “campagna di vaccinazione” contro il Covid-19, assistiamo dal 2021 ad un massiccio e persistente crollo del tasso di natalità, come proprio anche nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Fanno eccezione solo i paesi in cui negli ultimi anni si è registrato un massiccio afflusso di giovani, con conseguente distorsione dei dati statistici.

Per far valutare questo aspetto estremamente preoccupante da un esperto riconosciuto, ho richiesto l’audizione dell’economista della sanità Univ.Prof. Dr. Konstantin Beck (Università di Lucerna – Svizzera), che da anni studia il calo delle nascite in Europa.

Nella seduta di ieri della commissione d’inchiesta, sia la presidente Brigitte Foppa (Verdi) che la rappresentante della SVP (Rosmarie Pamer) si sono espresse contro la decisione di convocare l’esperto, contrariamente alla prassi finora seguita in commissione.

La commissione deciderà quindi solo in futuro se vorrà ascoltare o meno l’esperto sul tema del brusco calo delle nascite in Alto Adige dal 2021 e una possibile connessione con l’inizio della “vaccinazione” dei giovani contro il Covid-19 nel 2021.

Ieri ho dovuto constatare un vero e proprio “muro” costruito dalla rappresentante dell’SVP Rosmarie Pamer (SVP) e la presidente della commissione d’inchiesta Brigitte Foppa (Verdi) contro il flusso di informazioni concrete e basate su dati oggettivi, informazioni evidentemente non gradite.

Così, alla Uni.Prov.Dr.Ulrike Kämmerer, nonostante ne avesse fatto richiesta – e contrariamente all’annuncio della presidente della commissione secondo cui sarebbe stata possibile una breve dichiarazione conclusiva – non è stato permesso di fornire un’importante informazione aggiuntiva nei due minuti rimanenti fino alla fine prevista dell’audizione.

La presidente della commissione ha radicalmente concluso l’audizione due minuti prima della fine prevista, nonostante le mie proteste e quelle di altri membri della commissione.

La Prof. Ulrike Kämmerer presenterà ora per iscritto, come richiesto da me e da altri membri della commissione, le informazioni che avrebbe voluto e potuto fornire in meno di due minuti prima della fine della seduta.

E il Prof. Dr. med. Andreas Sönnichsen (un esperto di Public Health di comprovata esperienza e competenza, che in passato è stato incaricato della formazione dei medici in Alto Adige/Sudtirolo), il quale ha dimostrato in dettaglio – secondo la migliore tradizione degli esperti di sanità pubblica – sulla base di dati statistici, che le misure anti-Covid non erano mai giustificate, ha dovuto subire dalla rappresentante della Südtiroler Volkspartei Rosmarie Pamer (alla quale i fatti basati sull’evidenza sembrano dare particolarmente fastidio) la domanda, sotto ogni punto di vista inappropriata e poco intelligente, se fosse un “negazionista del Covid”. Invece di confrontarsi finalmente seriamente con i fatti (cosa che non farebbe affatto male all’ex sindaca della Südtiroler Volkspartei di San Martino della Val Passiria, dato che lei stessa è responsabile di misure anti-Covid), preferisce attaccare personalmente i veri esperti e bloccare l’audizione di altri esperti.

Coloro che in Alto Adige/Sudtirolo hanno votato a favore delle misure Covid-19 e che anche ancora pochi mesi fa hanno votato, ad esempio, contro la sospensione in Alto Adige/Sudtirolo della somministrazione dei cosiddetti «vaccini» Covid-19 alle donne incinte e alla popolazione in età fertile – come, tra gli altri, i Verdi e la Südtiroler Volkspartei– hanno evidentemente sempre più difficoltà a prendere atto dei fatti basati su prove scientifiche forniti nella Commissione d’inchiesta sul Covid, e per questo ora improvvisamente ostacolano l’audizione degli esperti.

L’esame del possibile nesso tra i cosiddetti “vaccini” anti-Covid-19 e il brusco calo delle nascite è di indispensabile necessità, dato che questi cosiddetti «vaccini» continuano ad essere raccomandati alle donne incinte in Italia/Alto Adige/Sudtirolo (è dimostrato che l’RNA modificata attraversa la barriera placentare e che la proteina spike tossica vaccinale raggiunge il feto) e che, in generale, tutti i cittadini in età fertile possono ancora oggi farsi «vaccinare» con queste sostanze a base di RNA modificato: in autunno sarà disponibile il vaccino combinato influenza-Covid a base di RNA modificato e che è stato autorizzato sulla base di ZERO studi!

Chi ora, in seno alla commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano, inizia ad opporsi alle audizioni degli esperti e vuole sbrigarsi per far chiudere i lavori della commissione d’inchiesta sul Covid (come ben sappiamo) indesiderata – e che si è voluto tenere sotto controllo fin dall’inizio assumendone la presidenza – si comporta ancora una volta – sebbene sia stato dimostrato che è stato/a informato/a nei dettagli da diversi esperti qualificati già da tempo – in modo assolutamente irresponsabile nei confronti della popolazione e dovrà assumersi la rispettiva responsabilità.

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

I medici non devono essere semplici esecutori acritici di misure autoritarie di «politica sanitaria», ma devono agire, liberi da ogni condizionamento, innanzitutto secondo scienza e coscienza. L’ex presidente dell’Ordine dei medici di Bolzano, la dott.ssa Monika Oberrauch, la vede diversamente

I medici non devono essere semplici esecutori acritici di misure autoritarie di «politica sanitaria», ma devono agire, liberi da ogni condizionamento, innanzitutto secondo scienza e coscienza

L’ex presidente dell’Ordine dei medici di Bolzano, la dott.ssa Monika Oberrauch, la vede diversamente

I medici che esercitano in Italia sono tenuti a orientare la propria condotta in conformità al Codice deontologico dei medici:

https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2023/08/CODICE-DEONTOLOGIA-MEDICA-2014-e-aggiornamenti_acc.pdf

Il loro giuramento professionale, riportato all’inizio del Codice deontologico dei medici, obbliga i medici a:

  • esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento, contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione
  • ispirare  la soluzione di ogni divergenza di  opinioni al reciproco rispetto
  • prestare, in scienza e coscienza, l’opera, con diligenza, perizia e prudenza e  secondo  equità,  osservando le norme deontologiche che  regolano l’esercizio della professione.

Ai sensi dell’art. 4 del Codice deontologico a cui i medici sono tenuti ad attenersi (Libertà e indipendenza della professione. Autonomia e responsabilità del medico)  L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e  responsabilità.  Il medico ispira la propria attività  professionale ai principi e alle regole  della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni  o condizionamenti di qualsiasi natura.   

L’operato dell’Ordine dei Medici di Bolzano e della maggior parte degli Ordini dei Medici in Italia durante la cosiddetta pandemia è stato, tuttavia, caratterizzato proprio dalla gravissima violazione di questi principi dell’etica professionale medica.

I medici che hanno espresso critiche nei confronti delle misure autoritarie, come la cosiddetta “vaccinazione” anti-Covid-19, l’obbligo della mascherina ecc., sono stati perseguitati con procedimenti disciplinari e con la minaccia del divieto di esercitare la professione.

La libera espressione delle opinioni scientifiche non è stata assolutamente gradita, in particolare all’Ordine dei Medici di Bolzano.

Ricordo, ad esempio, come in particolare la dott.ssa Monika Oberrauch si sia distinta per aver pubblicamente prospettato il divieto di esercitare la professione per quei medici che nel 2021 avevano partecipato a un video critico nei confronti delle cosiddette “vaccinazioni” contro il Covid-19:

https://www.rainews.it/tgr/tagesschau/audio/2021/03/ tag-suedtirol-impfkritiker-video-aerzte-arztvideo-coronavirus-covid-19-aerztekammer-bozen-warnung-a9b07960-5141-452e-b324-c9c1e8891035.html

Il solo fatto di prendere in considerazione la possibilità di un divieto di esercitare la professione perché i medici – oltre a nutrire legittime preoccupazioni (come nel frattempo è stato più che chiaramente confermato) – hanno espresso perplessità riguardo all’applicazione in “campagna vaccinale” di (de facto non vaccinazioni, ma) iniezioni sperimentali di ingegneria genetica e che viola i principi fondamentali del diritto farmaceutico (critiche che, nella loro assoluta fondatezza, sono state confermate, tra l’altro, il 25 marzo 2026 dai massimi esperti ascoltati dalla Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio provinciale dell’Alto Adige: il Prof. Mariano Bizzarri (Professore Ordinario di Patologia Clinica e Medicina Sperimentale all’Università La Sapienza di Roma), Prof. Marco Cosentino (Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università dell’Insubria, Varese) e il Dott. Maurizio Federico, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità), costituisce una grave violazione dei diritti fondamentali e dei doveri dei medici in questione e un chiaro e grave abuso d’ufficio da parte dei responsabili dell’Ordine dei medici. In questo modo, infatti, si è perseguita una strategia autoritaria di intimidazione e repressione – analoga ai meccanismi fascisti – e, inoltre, una grave disinformazione indiretta della popolazione.

Infatti, attraverso questa dichiarazione ufficiale rivolta ai medici critici nei confronti del cosiddetto “vaccino” anti-Covid-19, i responsabili dell’Ordine dei Medici hanno trasmesso alla popolazione una presunta “verità”, del tutto priva di fondamento scientifico, in punto efficacia e sicurezza di questi presunti “vaccini”.

Invece di impegnarsi in un dibattito scientifico aperto

  • sulla natura effettiva (non vaccinazione, ma manipolazione genetica sperimentale simile a una terapia genica, che non può mai essere resa obbligatoria per legge, come hanno confermato gli esperti nell’audizione del 25 marzo 2026),
  • sulla efficacia (di cui già nel marzo 2021 si sapeva che era di fatto pari a zero, come hanno confermato i tre massimi esperti italiani)
  • e la presunta sicurezza (che non è mai stata garantita, dato che i cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19 non sono mai stati testati in tal senso… ad oggi non esistono studi sulla genotossicità, la cancerogenicità e la mutagenicità, sebbene la natura di queste sostanze lo avrebbe richiesto prima della loro autorizzazione; mentre l’incidenza dei tumori è in aumento e il tasso di natalità è in forte calo dal 2021, ecc., come hanno confermato gli esperti nell’audizione presso il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano),

la dott.ssa Monika Oberrauch, all’epoca vicepresidente dell’Ordine dei medici, ha chiesto all’Azienda sanitaria di fornire i nomi dei medici che non si avevano fatto trattare con queste sostanze sperimentali, al fine di poter imporre loro un divieto di esercitare la professione:

https://www.rainews.it/tgr/tagesschau/video/2021/10/tag-aerztekammer-namen-ungeimpfter-aerzte-suedtirol-sanitaetsbetrieb-a0283b2a-a012-41ad-9b7d-1b723ef0ef96.html

Anziché proteggere la propria categoria professionale da una misura autoritaria e disumana, l’Ordine dei medici di Bolzano ha attivamente dato la caccia a quei medici che, agendo secondo scienza e coscienza, hanno protetto se stessi e i propri pazienti da questo diktat che viola il Codice di Norimberga.

L’affermazione della dott.ssa Monika Oberrauch, secondo cui si sarebbe voluto proteggere i medici dal contagio, è la prova di ignoranza unita alla riluttanza a confrontarsi con le conoscenze che, ovviamente, erano già note da tempo a molti altri medici. Un simile modo di procedere è assolutamente inaccettabile, soprattutto per i responsabili di un Ordine dei medici, e costituisce un modello di sviluppo di sistemi autoritari, antidemocratici e disumani. Il fatto che proprio i medici abbiano svolto un ruolo di primo piano in questo contesto è particolarmente grave.

In qualità di avvocato che in quel brutto periodo ha difeso con successo molti medici dinanzi a vari ordini dei medici in Italia, nei confronti dei quali erano stati avviati procedimenti disciplinari con la minaccia del divieto del diritto di esercitate la professione solo per essersi espressi in modo critico nei confronti dei cosiddetti “vaccini” o, in generale, in modo critico nei confronti delle misure, sono inoltre estremamente sconcertata dall’affermazione della dott.ssa Oberrauch secondo cui i medici non “vaccinati” contro il Covid-19 sarebbero stati sospesi dal diritto di esercitare la professione solo per 2 o 3 settimane… sic! Questo corrisponde a una vera e propria menzogna! Infatti, i medici che si sono rifiutati di farsi somministrare un’iniezione genetica sperimentale sono stati sospesi per molti mesi, e precisamente fino a quando non hanno potuto dimostrare con un test molecolare una cosiddetta “infezione” naturale da Covid-19, e quindi la cosiddetta “guarigione” (e questo peraltro solo dopo che nel 2022 la guarigione è stata finalmente riconosciuta come esenzione dall’«obbligo vaccinale» contro il Covid-19), oppure persino fino a quando l’«obbligo vaccinale» contro il Covid-19 è stato revocato nell’autunno del 2022.

All’epoca anche i pediatri che rilasciavano ai bambini in età scolare un certificato di esenzione dalla mascherina, poiché questi soffrivano fisicamente e psicologicamente perché dovevano per ore e ore coprire naso e bocca (misura del tutto priva di fondamento scientifico e quindi priva di senso, come ha confermato il Prof. Dr. med. Mariano Bizzarri – La Sapienza, Roma, nell’audizione dinanzi alla Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano), venivano perseguiti disciplinarmente dall’Ordine dei medici di Bolzano. E che proprio la dott.ssa Oberrauch cerchi alla fine di scaricare la responsabilità sui suoi colleghi nel consiglio dell’Ordine è piuttosto sfacciato, dato che è stata proprio lei a violare massicciamente pure fondamentali disposizioni procedurali (come il diritto all’uso della madre lingua che spetta ai cittadini altoatesini/sudtirolesi in sede di ogni “autorità” e amministrazione) e la corretta messa a verbale delle dichiarazioni dei medici citati davanti al “tribunale professionale”, e che questa inaudita violazione è stata infine terminata solo grazie a un cedimento dell’allora presidente, a seguito della necessaria e massiccia protesta legale da parte mia.

Resta da sperare che la classe medica non permetta mai più che la propria autonomia, la propria etica professionale, il proprio obbligo di agire solo secondo scienza e coscienza, vengano messi in discussione e violati da esecutori compiacenti di misure autoritarie e disumane.

Perché in caso di ulteriori attacchi globali prevedibili «in nome della salute pubblica» ai nostri Diritti Umani (la cricca costruita da Epstein, Gates & Co. aspetta solo la prossima occasione che si presenterà o che verrà evocata

https://www.renate-holzeisen.eu/it/anche-litalia-alto-adige-sudtirolo-nelle-grinfie-dei-piani-eugenetici-della-banda-criminale-attorno-a-epstein-gates-co/

la classe medica è di fondamentale importanza, affinché la popolazione non sia ulteriormente esposta a misure disumane e non venga degradata definitivamente a cavie di affaristi senza scrupoli e maniaci del controllo.

«Nessuno ha il diritto di obbedire» (Hannah Arendt).

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

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