Anche i rappresentanti di FRATELLI D’ITALIA – come l’intera Giunta della Provincia autonoma di Bolzano (Südtiroler Volkspartei / Fratelli d’Italia / Forza Italia / Lista Civica e Freiheitliche) nonché Verdi e Für Südtirol con Widmann – non ravvisano alcun problema nel fatto che persino i Medici Direttori degli ospedali pubblici altoatesini dichiarano apertamente di omettere sistematicamente la lettura delle informazioni tecniche (Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto medicinale – RCP) relative ai medicinali e ai dispositivi medici da loro utilizzati / prescritti / impiegati. La politica sanitaria altoatesina ha toccato il fondo

Anche i rappresentanti di FRATELLI D’ITALIA – come l’intera Giunta della Provincia autonoma di Bolzano (Südtiroler Volkspartei / Fratelli d’Italia / Forza Italia / Lista Civica e Freiheitliche) nonché Verdi e  Für Südtirol con Widmann – non ravvisano alcun problema nel fatto che persino i Medici Direttori degli ospedali pubblici altoatesini dichiarano apertamente di omettere sistematicamente la lettura delle informazioni tecniche (Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto medicinale – RCP) relative ai medicinali e ai dispositivi medici da loro utilizzati / prescritti / impiegati

La politica sanitaria altoatesina ha toccato il fondo

I rappresentanti di Fratelli d’Italia come l’intero Governo provinciale altoatesino (Südtiroler Volkspartei, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista Civica e Freiheitliche) con il voto contrario alla mia mozione n. 390/26 hanno dimostrato di non ravvisare alcun problema nel fatto che persino i Medici Direttori degli ospedali pubblici dichiarino apertamente di omettere sistematicamente la lettura delle informazioni tecniche (Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto medicinale – RCP) relative ai medicinali (farmaci e vaccini) e ai dispositivi medici da loro utilizzati / prescritti / applicati.

I Verdi e Thomas Widmann di Südtirol con Widmann si sono astenuti, omettendo così di esprimere il loro voto a tutela dei cittadini da errati trattamenti farmacologici e non farmacologici, programmati a questo punto, visto che i medici non si informano come invece dovrebbero per imposizione giuridica e medico-etica (Codice Deontologico art. 13) fare.

Tutti gli altri colleghi del Consiglio provinciale altoatesino/sudtirolese (i rappresentanti di TEAM K, Südtiroler Freiheit, Wir Bürger, JWA, Freie Fraktion e anche del PD) hanno votato a favore della mozione da me presentata, e dunque vorrei ringraziare i colleghi.

È assurdo che i due membri della Giunta provinciale altoatesina appartenenti al partito di Fratelli d’Italia (Marco Galateo e Anna Scarafoni) votino contro una mozione più che ragionevole, anzi – vista la situazione scandalosa che si è rivelata durante le audizioni in Commissione d’inchiesta sulle misure Covid – senz’altro a tutela dei cittadini dovuta!

Però, qui in Alto Adige / Sudtirolo vediamo in continuazione un comportamento di votazione in Consiglio provinciale dei rappresentanti di Fratelli d’Italia certo non consono alla tutela della salute dei cittadini.

Vedi la votazione per appello nominale sotto in allegato.

Le incredibili dichiarazioni rese nel corso dell’audizione in Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano dai medici direttori di tre ospedali altoatesini/sudtirolesi hanno portato alla luce uno scandalo enorme: persino i medici responsabili degli ospedali pubblici non si sentono in dovere di leggere le informazioni tecniche (riassunto delle caratteristiche del prodotto medicinale, RCP) sui medicinali e sui dispositivi medici (ad es. protesi) prima di utilizzarli sui pazienti o di raccomandarli su larga scala.

Che questa sia una situazione insostenibile, che mette a rischio la sicurezza dei pazienti / vaccinandi, dovrebbe essere chiaro a tutti, ma evidentemente non ai rappresentanti di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista Civica, Südtiroler Volkspartei, Freiheitliche, Grüne e Südtirol mit Widmann.

La base giuridica dell’obbligo dei medici di informarsi adeguatamente su un medicinale o un dispositivo medico prima dell’uso / raccomandazione / prescrizione, nonché le conseguenze che comporta una violazione di questo chiaro dovere medico, sono state illustrate in modo documentato nella mia mozione n. 390/26 terminando nella seguente richiesta:

«Il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano impegni la Giunta Provinciale, nella persona dell’Assessore alla Salute, a voler

  1. ricordare – in forma adeguata (comunicato stampa, lettera aperta all’Ordine dei medici ecc.) – a tutti i medici che esercitano in Alto Adige/Sudtirolo che devono, nell’interesse della salute pubblica e dei loro pazienti, adempiere al loro obbligo di informarsi adeguatamente sulla natura, l’efficacia e la sicurezza di un medicinale prima di raccomandarlo, prescriverlo o somministrarlo
  2. chiedere all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, nella persona del Direttore Generale, che questa, nella sua qualità di datore di lavoro ossia committente, voglia ricordare per iscritto ai medici impiegati presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige il loro obbligo di informarsi adeguatamente sulla natura, l’efficacia e la sicurezza di un medicinale  prima di raccomandarlo, prescriverlo o somministrarlo, nell’interesse della salute pubblica e dei propri pazienti.” 

(vedi qui dalla pagina 28 in poi il testo in lingua italiana, oppure il documento solo in lingua italiana sotto in allegato):

https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_793602.pdf

Sebbene persino i medici direttori degli ospedali pubblici altoatesini dichiarano di sistematicamente omettere la lettura delle informazioni tecniche (Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto medicinale – RCP), i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista Civica, Südtiroler Volkspartei, Freiheitliche, Verdi e Südtirol mit Widmann non ravvisano alcuna necessità di intervenire, esponendo così i cittadini al gravissimo rischio di errati trattamenti farmacologici e non farmacologici.

La politica sanitaria altoatesina ha toccato il fondo.

EM a EM a MOZ n. 390 2026 Obbligo dei medici di informarsi su natura efficacia e sicurezza dei medicinali 13.4.26

Namentliche Abstimmung votazione nominale

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Se i direttori medici di ospedali pubblici consapevolmente non si informano sui medicinali e sui dispositivi medici prima di utilizzarli, la politica deve intervenire

Se i direttori medici di ospedali pubblici consapevolmente non si informano sui medicinali e sui dispositivi medici prima di utilizzarli, la politica deve intervenire

Le incredibili dichiarazioni rese nel corso dell’audizione in Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano dai direttori medici di tre ospedali altoatesini/sudtirolesi hanno portato alla luce uno scandalo enorme: persino i medici responsabili degli ospedali pubblici non si sentono in dovere di leggere le informazioni tecniche (riassunto delle caratteristiche del prodotto medicinale, RCP) sui medicinali e sui dispositivi medici (ad es. protesi) prima di utilizzarli sui pazienti o di raccomandarli su larga scala.

Che questa sia una situazione insostenibile, che mette a rischio la sicurezza dei pazienti, dovrebbe essere chiaro a tutti.

La base giuridica dell’obbligo dei medici di informarsi adeguatamente su un medicinale o un dispositivo medico prima dell’uso / raccomandazione / prescrizione, nonché le conseguenze che comporta una violazione di questo chiaro dovere medico, sono illustrate in modo documentato nella mia mozione n. 390/26 con la richiesta rivolta al Governo della Provincia Autonoma di Bolzano di voler tra l’altro, provvedere affinchè l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ricordi per iscritto ai medici ivi impiegati il loro dovere di informarsi adeguatamente sui medicinali prima di applicarli, considerando come livello minimo di informazione le informazioni tecniche ufficiali sul rispettivo prodotto medicinale (Riassunto delle caratteristiche del prodotto medicinale – RCP) fornite dall’Autorità del Farmaco al personale sanitario e pubblicate per dare accesso a tutti.

(vedi qui dalla pagina 28 in poi il testo in lingua italiana, oppure il documento solo italiano in allegato):

https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_793602.pdf

Questa mia mozione andrà in discussione e votazione probabilmente già oggi.

EM a EM a MOZ n. 390 2026 Obbligo dei medici di informarsi su natura efficacia e sicurezza dei medicinali 13.4.26

 

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

La riunione dei ministri della Salute tenutasi a Roma il 25 febbraio 2020 – l’evento chiave che ha portato successivamente all’adozione delle dannose misure anti-Covid in Italia e nella maggior parte dei paesi europei. Chi ha “guidato” i ministri della Salute?

La riunione dei ministri della Salute tenutasi a Roma il 25 febbraio 2020 – l’evento chiave che ha portato successivamente all’adozione delle dannose misure anti-Covid in Italia e nella maggior parte dei paesi europei

Chi ha “guidato” i ministri della Salute?

A un esame più attento, l’incontro dei ministri europei della Salute tenutosi a Roma alla fine di febbraio 2020 appare non solo come una svolta, ma anche come un evento chiave descritto in modo altamente contraddittorio dal punto di vista politico.

Già sulla questione di chi abbia effettivamente dato il via a questo incontro, le versioni divergono: Roberto Speranza descrive nel suo libro che, dal suo punto di vista, l’incontro è nato in risposta all’aggravarsi della situazione nel Nord Italia, presentandosi così come un attore attivo che informa e coinvolge gli altri Stati europei.

A ciò si contrappone però la versione di Alain Berset, il quale afferma chiaramente che l’incontro è avvenuto su iniziativa di Jens Spahn, il quale avrebbe insistito per discutere la situazione a livello ministeriale, in particolare per quanto riguarda le misure alle frontiere e le reazioni politiche.

Non si tratta di un dettaglio, ma di una contraddizione fondamentale, poiché a seconda di quale versione sia corretta, ne emerge un quadro completamente diverso: o l’Italia si trovava in una situazione oggettivamente in escalation e ha invitato l’Europa a coordinarsi, oppure la Germania – sebbene a malapena colpita – ha attivamente promosso un’escalation politica a livello europeo. Entrambe le versioni non possono essere vere contemporaneamente.

Questa contraddizione diventa ancora più grave se si considerano i dati effettivi disponibili al momento di tale riunione: secondo l’analisi dei rischi dell’ECDC del 23 febbraio 2020, il rischio per la popolazione in Europa era solo «da basso a moderato», il numero di casi era limitato e non si prevedeva espressamente un sovraccarico dei sistemi sanitari.

In altre parole: l’autorità europea competente non vedeva alcuna catastrofe imminente. Eppure i partecipanti a quell’incontro riferiscono di aver “percepito fisicamente” che la situazione fosse fuori controllo. Qui si apre un enorme divario tra percezione e realtà – e questo divario non è stato colmato per caso.

Infatti, subito dopo questo incontro, in tutta Europa è iniziata una seconda ondata di influenza: modelli matematici che in quasi tutti i paesi lavoravano con drastici scenari da “worst case” e venivano presentati ai decisori politici come base per l’azione.

Il messaggio era strutturato allo stesso modo ovunque e presentava una notevole concordanza: se non si fosse proceduto immediatamente alla chiusura, in brevissimo tempo si sarebbero verificati numeri catastrofici di decessi. In Svezia erano previsti fino a 85.000 morti, nel Regno Unito fino a 500.000, in Germania circa 400.000 e in Svizzera circa 100.000. Queste cifre non sono state comunicate come ipotesi teoriche estreme, ma inserite nel processo decisionale politico come scenari realistici.

Ciò ha creato una pressione enorme sui ministri della sanità di tutta Europa.

Che si descriva questo come una «consulenza» o come un’effettiva delega da parte dei modellisti è, in definitiva, secondario: ciò che conta è che il processo decisionale politico si è disaccoppiato in brevissimo tempo dai dati reali per orientarsi invece verso scenari catastrofici ipotetici e modellizzati. Istituzioni come la Fondazione Bruno Kessler hanno fornito proprio questo tipo di modelli, che non servivano principalmente a descrivere la realtà, ma a giustificare e guidare le misure politiche.

Parallelamente, in Italia è iniziata un’applicazione sostenuta dallo Stato di farmaci non sufficientemente testati, tra cui combinazioni antivirali come Lopinavir/Ritonavir, che sono state ampiamente utilizzate nonostante la mancanza di evidenze – di fatto un esperimento medico su larga scala in condizioni reali.

Nel quadro d’insieme, il quadro si cristallizza in un’escalation strutturale: un incontro di origine politica, o almeno strumentalizzato politicamente, la cui paternità viene presentata in modo contraddittorio, si scontra con una valutazione del rischio oggettivamente moderata, è immediatamente seguito da modelli diffusi in modo sincronizzato in tutta Europa con previsioni di mortalità estreme ed è accompagnato da interventi medici sperimentali. Da questa combinazione nasce, nel giro di pochi giorni, una dinamica che coinvolge tutta l’Europa e spiana la strada a lockdown, chiusure scolastiche e profondi interventi nella vita sociale.

Il punto cruciale è questo: l’escalation non è stata innescata da dati chiaramente documentati, ma da un’interazione tra iniziativa politica, impressioni soggettive e scenari di worst-case modellizzati, che sono stati posti come base decisionale. Il fatto che ancora oggi non sia stato chiarito in modo univoco chi abbia effettivamente avviato questo incontro cruciale sottolinea quanto poco trasparente fosse la base di quelle decisioni che hanno poi riguardato milioni di persone.

Le conclusioni e i dati dell’esperto di analisi dati Tom Lausen, membro della commissione d’inchiesta del Bundestag tedesco (Enquete-Kommission des Deutschen Bundestages: https://www.bundestag.de/ausschuesse/weitere_gremien/ee01/1107006 -1107006) devono essere trasmessi a ogni commissione d’inchiesta europea sulle misure Covid, in primo luogo alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2 del Parlamento della Repubblica Italiana, poiché è in Italia che ha avuto origine lo strumentalizzato scenario apocalittico, le cui cause vanno accertate fino in fondo.

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Picchi di mortalità a Bergamo e in altre località dell’UE non spiegabili con una pandemia

Picchi di mortalità a Bergamo e in altre località dell’UE non spiegabili con una pandemia

Nell’ambito della sua audizione in Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, l’analista di dati Tom Lausen ha dimostrato, sulla base di dati statistici ufficiali (Eurostat), che gli straordinari picchi di mortalità registrati a Bergamo e in alcune altre località dell’Unione Europea non sono spiegabili con le conseguenze naturali di una pandemia.

18 marzo 2020

https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/demo_r_mwk3_t__custom_13683824/default/line?lang=en

I dati sulla mortalità a Bergamo e in numerose regioni europee nella primavera del 2020 mostrano un andamento che, in questa forma, non è né epidemiologicamente plausibile né è stato finora sufficientemente spiegato.

Per anni, la mortalità settimanale a Bergamo è rimasta stabile a circa 190 decessi. Nel marzo 2020 si è poi verificato un picco estremo e singolare, in cui i decessi sono aumentati di molte volte nel giro di pochi giorni – per poi tornare immediatamente al livello originario. Un andamento del genere è estremamente insolito per un evento infettivo. Le epidemie classiche mostrano ondate, non picchi verticali con normalizzazione immediata.

La domanda centrale è quindi: quale evento genera un picco così breve e allo stesso tempo massiccio, senza alcun proseguimento duraturo?

Per escludere che si tratti di errori statistici, l’analista di dati Tom Lausen ha condotto una ricerca sul posto a Bergamo insieme a un team di ricercatori. In 27 cimiteri sono state contate e documentate migliaia di tombe. Il risultato è inequivocabile: i dati sui decessi sono corretti. Non si tratta di un artefatto statistico. Il picco è reale. Ciò sposta radicalmente la questione: dalla qualità dei dati alle cause effettive di questo evento.

Particolarmente scottante è il fatto che Bergamo non sia un caso isolato. A Madrid, Parigi, in Alsazia e in Castiglia e León si osservano modelli simili quasi contemporaneamente nella settimana 12 del 2020: picchi di mortalità brevi ed estremi che non proseguono in ondate di lunga durata.

Questa sincronia tra diversi paesi richiede una spiegazione. Sistemi sanitari diversi, strutture demografiche diverse e misure politiche diverse non portano normalmente a picchi identici e puntuali, ma piuttosto a andamenti differenziati. È proprio questa differenziazione che qui manca.

Dopo il picco, i dati sulla mortalità in tutte le regioni considerate tornano rapidamente a un livello corrispondente alla media pluriennale. A Bergamo si registrano nuovamente circa 190 decessi a settimana.

Se la causa fosse stata esclusivamente un virus, ci si chiede perché, dopo un’epidemia così esplosiva, esso praticamente scompaia senza lasciare una fase prolungata di mortalità elevata. Un comportamento del genere è difficilmente conciliabile con i modelli epidemiologici conosciuti.

Ciò porta l’attenzione su altri fattori di influenza che finora non sono stati sufficientemente studiati. Tra questi figurano le strategie di trattamento medico nella fase iniziale, possibili errori terapeutici, carenze nell’assistenza, interruzioni delle cure mediche regolari e la gestione dei gruppi particolarmente vulnerabili, specialmente nelle strutture di assistenza.

Si pone inoltre la questione se le decisioni politiche e le misure organizzative possano aver contribuito esse stesse a questa dinamica.

Questi aspetti non sono questioni marginali, ma centrali per la comprensione degli eventi osservati.

I dati disponibili impongono una rivalutazione. Non si tratta più di stabilire se ci sia stato un picco di mortalità eccezionale – questo è indiscutibile e empiricamente provato. Si tratta di capire perché abbia assunto proprio questa forma: estremamente ripido, estremamente breve e senza un seguito duraturo. La spiegazione finora dominante, secondo cui un virus di nuova generazione avrebbe causato da solo questo andamento, è insufficiente e lascia aperte questioni essenziali.

Chi non pone queste domande rinuncia alla ricerca della verità. Chi le pone non può fare a meno di verificare anche ipotesi scomode. Questo è esattamente il compito di un’analisi scientifica e sociale.

I dati sottostanti provengono dalla banca dati ufficiale di Eurostat e sono accessibili al pubblico.

Settimana 12 – 2020

16.03.20

Sovramortalità in % (2020, settimana 1-25)

30 dicembre – 21 giugno 2020

Dato di riferimento = 2.587.569, scostamento = + 175,731 morti (+ 6,8 %)

Poiché il grafico copre il primo semestre del 2020, è chiaro che questi cluster di mortalità in eccesso si riferiscono a un periodo molto breve di poche settimane e non sono il risultato di un aumento persistente della mortalità nel corso di mesi.

Poiché in particolare l’eccezionale andamento della mortalità a Bergamo (che si è verificato solo con l’imposizione del lockdown, come dimostrato da Tom Lausen sulla base dei dati statistici ufficiali nella Commissione d’inchiesta sul coronavirus della Provincia Autonoma di Bolzano – cfr. comunicato stampa di ieri) è stato strumentalizzato come scenario da incubo per l’estensione a livello europeo di misure anti-Covid anche letali e comunque dannose a lungo termine per le persone, la società e l’economia, e i dati statistici e la loro evoluzione impongono le domande sollevate dall’analista di dati Tom Lausen, spetta a ogni Commissione d’Inchiesta sul Covid in Europa approfondire queste questioni/domande. E, in particolare, alla Commissione d’inchiesta del Parlamento Italiano!

Mi auguro, dunque, che la Commissione d’inchiesta vorrà invitare in Commissione d’inchiesta del Parlamento italiano l’esperto di analisi dati Tom Lausen (peraltro nominato a membro della Enquete-Kommission del Deutsche Bundestag (commissione d’inchiesta del parlamento germanico) sulle misure Covid fino al 2027 nel suo ruolo di esperto

https://www.bundestag.de/ausschuesse/weitere_gremien/ee01/1107006-1107006)

per far luce su questo aspetto fondamentale.

Infatti, se non conosciamo le cause di questi eventi di mortalità straordinari e isolati, è impossibile raggiungere le conclusioni giuste per agire in futuro in modo ragionevole e adeguato nell’interesse dei cittadini.

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Non la realtà, bensì i modellisti matematici incaricati dalla politica hanno creato assurdi scenari apocalittici con cui sono state «giustificate» le misure anti-Covid

Non la realtà, bensì i modellisti matematici incaricati dalla politica hanno creato assurdi scenari apocalittici con cui sono state «giustificate» le misure anti-Covid

 

L’analista di dati Tom Lausen, invitato in qualità di esperto alla commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, muove gravi accuse contro il ruolo svolto dai modelli matematici durante la crisi del coronavirus.

Secondo l’analisi di Lausen, le decisioni politiche a livello mondiale non sono state prese sulla base di dati reali, ma sulla base di scenari di worst-case derivati da ipotesi di modello altamente incerte e riduttive.

Questi modelli si sono inseriti fin dall’inizio in un contesto politico e sono serviti espressamente a guidare le misure statali – non a descrivere in modo neutrale la realtà.

Dall’analisi delle presentazioni della Fondazione Bruno Kessler (FBK) emerge inoltre che in diversi paesi queste modellizzazioni sono state realizzate espressamente su incarico politico.

Anche in Italia la modellizzazione matematica è avvenuta su incarico diretto di enti statali, in particolare nel contesto del Comitato tecnico-scientifico (CTS), al fine di valutare e orientare opzioni concrete di intervento.

Ciò risulta particolarmente evidente nell’esempio della Svizzera. Secondo la valutazione di Lausen, tali modelli sono stati di fatto utilizzati come strumento di pressione politica: scenari con numeri di decessi estremi hanno agito come uno sfondo minaccioso, che ha esercitato una notevole pressione anche sui massimi responsabili politici, relegando in secondo piano strategie alternative. Lo stesso Alain Berset, all’epoca presidente della Confederazione, riferisce che nel quadro delle consultazioni internazionali è stato discusso uno scenario secondo cui, senza una chiusura totale, ci si sarebbe dovuti aspettare 100.000 morti. Allo stesso tempo, ammette di non aver potuto fare affidamento esclusivamente su questi modelli.

Per Lausen questa citazione mostra in modo esemplare la pressione a cui erano sottoposti i decisori politici: i governi si sono trovati ad affrontare fin dall’inizio previsioni estreme, tali da far apparire le misure di ampia portata come l’unica opzione possibile.

Questa dinamica trova conferma anche a livello internazionale. I modelli dell’Imperial College, sotto la guida di Neil Ferguson, prevedevano un numero drammatico di decessi in diversi paesi. Per la Svezia, ad esempio, si ipotizzavano fino a 85.000 decessi se il Paese non avesse adottato il lockdown. In realtà, però, il numero di morti è stato di gran lunga inferiore. Anche l’epidemiologo statale svedese Anders Tegnell ha spiegato a posteriori che i parametri dei modelli utilizzati, che circolavano in tutto il mondo, erano estremi e che per questo si era deciso consapevolmente di affidarsi alle proprie analisi basate sui dati.

Lausen vede in questo un problema strutturale: «Abbiamo a che fare con una cascata globale di ipotesi modellistiche che si sono rafforzate a vicenda. Scenari estremi sono stati comunicati a livello politico senza che i loro presupposti fossero stati sufficientemente verificati e, a quanto pare, proprio per questo motivo erano politicamente necessari per l’attuazione di misure di ampia portata».

Allo stesso tempo, le stesse analisi scientifiche dimostrano che i modelli non sono stati in grado di fornire previsioni affidabili e si basano su ipotesi incerte. Sono serviti piuttosto come strumenti per simulare opzioni politiche e legittimare decisioni. In questo modo, il ruolo della scienza si è spostato dall’analisi empirica verso uno strumento di controllo politico.

Particolarmente scottanti sono le valutazioni di Lausen sui dati di mortalità a livello regionale. Per l’Alto Adige e altre regioni, i dati relativi alle settimane fino al 1° marzo 2020 non mostrano alcun indizio di una mortalità eccezionale. Al contrario: la mortalità era in parte inferiore alla media degli anni dal 2015 al 2019.

I dati reali contraddicono quindi le ipotesi diffuse in seguito, secondo cui il virus circolava già in modo capillare sin dalle prime fasi e avrebbe portato a una diffusione incontrollata. Allo stesso tempo, Lausen sottolinea che l’ipotesi di una circolazione capillare del virus sin dalle prime fasi è in contraddizione con i dati di mortalità osservati. Un virus che circola già da settimane senza causare un aumento della mortalità e che solo in concomitanza con le misure politiche porta improvvisamente a un massiccio eccesso di mortalità non è epidemiologicamente plausibile. Per Lausen ciò indica che l’ipotesi in questione nei modelli FBK rappresenta di per sé un errore fondamentale.

Per Lausen ne deriva una conclusione fondamentale: «Le misure politiche non sono state innescate da segnali di crisi visibili, ma da scenari modellizzati. Questi scenari si basavano su ipotesi, non su osservazioni».

Egli valuta in modo particolarmente critico il fatto che i modelli semplificassero sistematicamente e non rappresentassero in modo adeguato fattori di influenza centrali come le differenze regionali, la struttura per età o i cluster locali. Allo stesso tempo, i loro risultati sono stati utilizzati come base apparentemente oggettiva per interventi profondi nella società, nell’economia e nell’assistenza sanitaria.

Lausen chiede quindi una revisione completa del ruolo della modellizzazione matematica nella politica sul coronavirus. In particolare, occorre chiarire come i processi decisionali politici, l’incertezza scientifica e la comunicazione mediatica siano stati collegati tra loro – e perché scenari estremi abbiano potuto svolgere un ruolo così dominante.

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Le reali cause dei decessi anomali a Bergamo, strumentalizzati in tutta Europa per giustificare le letali misure anti-Covid, devono essere accertate. I dati statistici sull’andamento dei decessi contraddicono la versione ufficiale di una pandemia pericolosa

Le reali cause dei decessi anomali a Bergamo, strumentalizzati in tutta Europa per giustificare le letali misure anti-Covid, devono essere accertate

I dati statistici sull’andamento dei decessi contraddicono la versione ufficiale di una pandemia pericolosa

Eccesso di mortalità nella fase iniziale della pandemia di Covid-19 dal 1° gennaio 2020 al 1° marzo 2020

Dato di riferimento = 61.836, scostamento = – 4.586 morti (-7,4%)

Eccesso di mortalità nelle regioni italiane delle aree NUTS «ITH» e «ITC» rispetto alla media degli anni dal 2015 al 2019

Questo grafico mostra lo scostamento dei decessi rispetto al valore di riferimento pluriennale e consente una classificazione precisa degli andamenti anomali nel corso del tempo.

L’analisi dei dati sui decessi nel Nord Italia confuta le ipotesi principali sulla diffusione iniziale del SARS-CoV-2.

L’analista di dati tedesco Tom Lausen, esperto della Commissione d’inchiesta sulle misure Corona del Parlamento della Germania (Enquete-Komission des Deutschen Bundestages) (mandato fino a giugno 2027), ha presentato questi risultati il 1° aprile 2026 nella Commissione d’inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano.

L’attenzione si concentra sulle regioni di Lodi, Bergamo e Cremona.

Mentre nei media, ad esempio in un articolo della Repubblica (https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/01/11/news/covid_nuovo_paziente_1_in_italia_e_una_donna_milanese_positiva_a_novembre_del_2019-282064769/? ref=RHTP-BH-I281542667-P2-S1-T1)

si sosteneva che il virus circolasse già nel novembre 2019, i dati dimostrano il contrario:

Fino al 1° marzo 2020 non si è registrata alcuna sovramortalità, né a Lodi né a Bergamo o a Cremona. In alcuni casi si è addirittura registrata una sottomortalità. È solo a partire dall’inizio di marzo che il numero dei decessi esplode – in concomitanza con i lockdown e gli interventi drastici.

Un virus che per mesi non causa una mortalità misurabile non può improvvisamente portare a un massiccio aumento della mortalità nel giro di pochi giorni. Questa discrepanza non è scientificamente spiegabile e finora non è stata verificata.

Tom Lausen ha inoltre esaminato di persona la situazione a Bergamo e ha verificato i dati ufficiali contando le tombe. Ne deriva una chiara richiesta: Bergamo deve essere oggetto di un’indagine approfondita. Ogni defunto aveva una storia. Se delle persone sono morte a causa dell’isolamento, dei divieti di visita o dell’interruzione delle cure, allora queste cause devono essere accertate e indicate.

Se dovesse confermarsi che i lockdown e i divieti di visita hanno contribuito essi stessi alla mortalità, la valutazione del rischio si ribalterebbe: non il virus, ma le misure sarebbero il vero pericolo – in particolare per gli anziani e le persone non autosufficienti

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

La violazione di principi fondamentali del diritto sui medicinali con l’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia è ora oggetto di processi di rilevanza nazionale ed europea dinanzi al TAR del Lazio (Roma). Considerata la rilevanza nazionale dell’oggetto processuale, il Consiglio di Stato, su richiesta di genitori altoatesini, ha accertato la competenza del TAR di Roma (Lazio) per i processi avviati dinanzi al TAR di Bolzano. L’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia (10 vaccinazioni obbligatorie) avrebbe dovuto essere sottoposto almeno tre volte, a partire dal 2017, a una revisione prevista dalla legge. Anche il governo Meloni con il suo ministro alla Salute Orazio Schillaci non ha adempiuto a questo e ad altri obblighi derivanti dalla normativa eurounionale sui medicinali avente efficacia primaria

La violazione di principi fondamentali del diritto sui medicinali con l’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia è ora oggetto di processi di rilevanza nazionale ed  europea dinanzi al TAR del Lazio (Roma)

Considerata la rilevanza nazionale dell’oggetto processuale, il Consiglio di Stato, su richiesta di genitori altoatesini, ha accertato la competenza del TAR di Roma (Lazio) per i processi avviati dinanzi al TAR di Bolzano

L’obbligo vaccinale pediatrico vigente in Italia (10 vaccinazioni obbligatorie) avrebbe dovuto essere sottoposto almeno tre volte, a partire dal 2017, a una revisione prevista dalla legge

Anche il governo Meloni con il suo ministro alla Salute Orazio Schillaci non ha adempiuto a questo e ad altri obblighi derivanti dalla normativa eurounionale sui medicinali avente efficacia primaria

Su incarico di gruppi di genitori altoatesini, insieme al collega Alessandro Fusillo ho impugnato decisioni delle direzioni delle scuole dell’infanzia della Provincia Autonoma di Bolzano, nonché, tra l’altro, circolari del Ministero della Salute, in quanto violano disposizioni fondamentali della normativa regolante l’applicazione dei medicinali (inclusi i vaccini), come ad esempio la prescrizione medica – prevista dalla normativa sui medicinali e dalle decisioni della Commissione Europea di autorizzazione centralizzata per tutta l’UE dei prodotti vaccinali – come requisito necessario per l’applicazione conforme alla legge di tutti i prodotti vaccinali pediatrici utilizzati in Italia (e nell’Unione Europea).

Attualmente in Italia vengono utilizzati esclusivamente vaccini pediatrici esavalenti e quadrivalenti, autorizzati a livello centrale dalla Commissione Europea per l’intera Unione Europea.

Una prescrizione medica deve riferirsi a un bambino specifico e a uno specifico prodotto vaccinale e deve provenire da un medico.

Il piano vaccinale nazionale viene deciso dai politici (in Italia nell’ambito della Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome) e si riferisce a un gruppo di popolazione anonimo e non a un prodotto vaccinale specifico. Ciò non corrisponde ovviamente a una prescrizione medica, così come, invece prevista e regolata dalla normativa europea in materia di medicinali e dalla normativa italiana.

Tutti i prodotti vaccinali autorizzati dalla Commissione Europea ai sensi della normativa UE sui medicinali (come ad esempio tutti i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19, i vaccini contro l’RSV, l’HPV ecc.) richiedono, per un’applicazione conforme alla legge, una prescrizione medica riferita ad una specifica persona e ad uno specifico prodotto vaccinale.

Secondo la normativa europea in materia di medicinali recepita in Italia e negli Stati membri dell’UE, nonché secondo la ulteriore normativa italiana in materia di medicinali e il Codice deontologico dei medici, i medici devono essere liberi da qualsiasi condizionamento di natura politica e finanziaria nella loro decisione di prescrivere o meno per uno specifico bambino la vaccinazione con uno specifico prodotto vaccinale pediatrico!

Ciò significa che i politici non possono sostituirsi ai medici nella loro esclusiva competenza di rilasciare una prescrizione medica. I politici non possono privare i medici della loro competenza decisionale, che deve essere esercitata esclusivamente sulla base delle conoscenze mediche e della coscienza professionale, riguardo alla raccomandazione di un trattamento vaccinale! Per buoni motivi, come ci insegna la storia (anche quella degli ultimi anni) – vedi le origini del Codice di Norimberga – la politica non ha il diritto di sostituirsi al medico nella sua scelta, come – appunto – stabilito dal legislatore europeo in materia di medicinali, in un’epoca in cui Epstein, Gates & Co. e l’OMS (da ormai decenni nelle man di questa banda criminale) non avevano ancora completamente preso il controllo della politica sanitaria.

L’obbligo vaccinale vigente in Italia implica però che il medico vaccinatore possa al massimo verificare i motivi di esenzione deliberati dai politici, in modo tale da lasciare al medico la sola possibilità di concedere un’esenzione nei pochi casi eccezionali stabiliti dai politici. Ciò contraddice naturalmente all’essenza stessa dell’obbligo e della libertà di prescrizione medica di un medicinale.

In base all’obbligo di prescrizione medica per l’applicazione legittima dei vaccini pediatrici (così come di tutti i vaccini), di principio non può esistere alcun obbligo di vaccinazione pediatrica e, in generale, non può esister alcun obbligo di vaccinazione nell’Unione Europea!

I principi inderogabili del diritto dei medicinali europeo, che saranno ora trattati dal TAR di Roma e, di conseguenza, forse anche dalla Corte di giustizia dell’UE, hanno quindi rilevanza non solo a livello nazionale ma anche a livello dell’UE e riguardano tutti gli obblighi vaccinali imposti dagli Stati membri nell’Unione Europea.

L’obbligo di vaccinazione pediatrico – così come qualsiasi obbligo di vaccinazione che debba essere soddisfatto con prodotti vaccinali che possono essere somministrati per legge e decisione di autorizzazione da parte della Commissione Europea solo in presenza di una prescrizione medica (è la norma nell’Unione Europea, a differenza degli Stati Uniti – vedi art. 71 della direttiva 2001/83/CE e l’allegato II, punto B, della rispettiva decisione di autorizzazione all’immissione in commercio della Commissione Europea) – è di principio contrario al diritto del farmaco dell’Unione Europea, perché il diritto regolante l’applicazione dei medicinali ha efficacia primaria.

Abbiamo inoltre riscontrato ulteriori violazioni di natura fondamentale della normativa dei medicinali nell’uso dei vaccini pediatrici in Italia. Ad esempio, i vaccini esavalenti, sebbene non autorizzati dalla Commissione Europea per i bambini di età oltre i 24 mesi, in Italia vengono somministrati anche a bambini a partire dai 24 mesi nell’ambito dell’obbligo vaccinale.

Va da sé che l’uso di un vaccino non può mai essere reso obbligatorio in contrasto con l’indicazione terapeutica (che riguarda anche l’età) risultante dall’autorizzazione rilasciata dall’autorità competente in materia di medicinali (Commissione Europea).

Abbiamo riscontrato dei “strani” errori di traduzione in lingua italiana del riassunto delle caratteristiche dei prodotti vaccinali pediatrici autorizzati in via centralizzata dalla Commissione Europea (… come era già successo riguardo al certificato verde introdotto dall’UE nel 2021 con la chiara disposizione che nessuna persona non “vaccinata” potesse essere discriminata, previsione che invece – guarda caso – si era miracolosamente persa nella originaria traduzione in lingua italiana, corretta solo dopo che noi giuristi italiano lo abbiamo scoperto e denunciato!).

Nel caso dei prodotti vaccinali esavalenti, guarda caso, la traduzione in lingua italiana non corrisponde alla versione in lingua francese (quella facente fede legale come previsto espressamente nelle rispettive decisioni di autorizzazione centralizzata della Commissione Europea), in lingua inglese, tedesca ecc. e così, a differenza delle altre versioni linguistiche, in quella italiana è prevista – contrariamente a quanto deciso dalla Commissione Europea – i vaccini esavalenti sarebbero indicati anche per i bambini oltre i 24 mesi di età.

Strane deviazioni nella traduzione in lingua italiana di decisioni degli organi dell’UE che ovviamente devono valere nello stesso testo e tenore in ogni Stato membro dell’UE.

Questi sono solo due esempi delle molteplici e gravi violazioni del diritto dei medicinali che abbiamo sollevato con i ricorsi da noi inizialmente presentati al TAR di Bolzano contro l’esclusione dalla scuola dell’infanzia di una serie di bambini altoatesini/sudtirolesi non vaccinati o anche solo parzialmente non vaccinati.

Poiché i tre processi da noi avviati riguardano anche l’evidente illegittimità, sotto il profilo del diritto dei medicinali, delle circolari del Ministero della Salute (alle quali fa riferimento la Provincia Autonoma di Bolzano), e poiché la decisione sulla loro illegittimità e annullamento spetta al TAR del Lazio (Roma), il Consiglio di Stato ha ora disposto, sulla base della richiesta presentata dai genitori altoatesini/sudtirolesi, la competenza del TAR di Roma (Lazio) per la decisione sui ricorsi da noi presentati per conto dei genitori altoatesini/sudtirolesi contro l’esclusione dei loro figli dalle scuole dell’infanzia altoatesini/sudtirolesi.

I processi iniziati a Bolzano saranno ora da noi proseguiti presso il TAR di Roma in ragione della loro portata nazionale (riguardano anche l’illegittimità delle circolari del Ministero della Salute italiano a cui si attengono l’Autorità sanitaria altoatesina e le autorità sanitarie di tutte le regioni d’Italia).

Speriamo che nei tre procedimenti giudiziari avviati per gruppi di genitori altoatesini/sudtirolesi e ora da proseguire a Roma, si giunga finalmente a un chiarimento, atteso da tempo, sulla necessaria garanzia del rispetto delle disposizioni fondamentali del diritto dei medicinali, che riguarda inoltre, con riferimento all’obbligo di prescrizione medica di un prodotto vaccinale vigente nell’Unione Europea, tutte le vaccinazioni, e quindi l’esclusione di principio della legittimità, in base al diritto dei medicinali dell’UE avente efficacia primaria, di qualsiasi obbligo vaccinale in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

I tre procedimenti giudiziari sull’obbligo vaccinale dei bambini, provenienti dalla Provincia Autonoma di Bolzano, riguardano quindi questioni giuridiche fondamentali del diritto dei medicinali dell’Unione Europea e sono pertanto rilevanti non solo a livello nazionale ma anche a livello dell’Unione Europea.

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

I massimi esperti ascoltati in commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano dimostrano sulla base di dati statistici l’infondatezza delle misure anti-Covid e la necessità di sospendere immediatamente l’applicazione dei cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19. I risultati delle audizioni hanno finora chiaramente dimostrato che è indispensabile indagare su un possibile nesso tra il drastico calo delle nascite registrato dal 2021 e la cosiddetta «vaccinazione» contro il Covid-19. La Südtiroler Volkspartei e i Verdi non mostrano alcun interesse al riguardo. Pfizer e Moderna sospendono negli Stati Uniti il loro studio clinico sul nuovo “vaccino” Covid a RNA modificato poiché non sono in grado di soddisfare i nuovi requisiti più severi della FDA

I massimi esperti ascoltati in commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano dimostrano sulla base di dati statistici

l’infondatezza delle misure anti-Covid

e

la necessità di sospendere immediatamente l’applicazione dei cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19

I risultati delle audizioni hanno finora chiaramente dimostrato che è indispensabile indagare su un possibile nesso tra il drastico calo delle nascite registrato dal 2021 e la cosiddetta «vaccinazione» contro il Covid-19

La Südtiroler Volkspartei e i Verdi non mostrano alcun interesse al riguardo

Pfizer e Moderna sospendono negli Stati Uniti il loro studio clinico sul nuovo “vaccino” Covid a RNA modificato poiché non sono in grado di soddisfare i nuovi requisiti più severi della FDA

Ieri abbiamo avuto nuovamente a disposizione un concentrato di competenze specialistiche di altissimo livello presso la Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano: Univ. Prof. Dr. med. Andreas Sönnichsen, Univ.Prof. Stefan Homburg, Dr. med. Wolfgang Wodarg, Univ.Prof. Sucharit Bhakdi, Univ.Prof. Ulrike Kämmerer, Univ.Doz. Michael Nehls, Dr.med.vet. Helmut Sterz (ex capo tossicologo di Pfizer-Europa) e l’analista di dati Tom Lausen.

Dalle argomentazioni, supportate da dati statistici, degli esperti di fama internazionale è emerso, tra l’altro, quanto segue:

  • Nel periodo 2020-2023 non c’è stata più “pandemia” di quanta ne sia usuale nei semestri invernali
  • Nel 2020 e negli anni successivi non c’è stata alcuna pandemia rilevante
  • In nessun momento si è verificata una “situazione epidemica di portata nazionale” ossia uno “stato di emergenza”
  • Le restrizioni dei diritti fondamentali non sono mai state giustificate né proporzionate
  • In nessun momento si è verificato un sovraccarico rilevante degli ospedali o delle unità di terapia intensiva. Ci sono sempre state e ci sono tuttora eccezioni locali per vari motivi.
  • I vaccini anti-Covid non proteggono né dal contagio né dalla malattia e nemmeno dai decorsi gravi
  • Era noto fin dall’inizio che non fossero disponibili dati sufficienti sull’efficacia e la sicurezza. Ciò è chiaramente documentato nei contratti d’acquisto e nella documentazione di autorizzazione di queste sostanze
  • Era noto fin dall’inizio che la vaccinazione servisse al massimo all’autoprotezione e non alla protezione altrui. Un obbligo vaccinale o una discriminazione dei “non vaccinati” non sono mai stati giustificati
  • Il lockdown ha causato danni enormi a livello economico, sanitario, psicologico e sociale e ha anche distrutto un periodo importante della vita anche proprio dei bambini e adolescenti
  • Non ci sono dati convincenti che dimostrino un beneficio rilevante dei lockdown e delle chiusure scolastiche
  • I «calcoli modellistici» utilizzati nella propaganda e dai «consulenti governativi» si basano su ipotesi che non corrispondono alla realtà.
  • Le mascherine non proteggono dalle infezioni virali e sono dannose per la salute
  • I test di massa non mirati simulano una pandemia attraverso risultati falsi positivi
  • Un test PCR non può mai dimostrare l’infettività della persona
  • L’OMS, nella sua forma di partenariato pubblico-privato con i produttori di vaccini, è espressione di un conflitto di interessi galattico e di un’«agenzia per insider trading» (Dr. med. Wolfgang Wodarg), che ha ripetutamente dimostrato nel corso della storia di proclamare pandemie senza motivo, basandosi esclusivamente su modelli matematici grossolanamente errati (di Neil Morris Ferguson, Imperial College), per poi far somministrare nuovi vaccini, e quanto definito tale, in tutto il mondo
  • I ministri della salute (ad eccezione del ministro della salute svedese) si sono impegnati, in un “briefing” tenutosi in Italia nel marzo 2020, ad adottare misure del tutto prive di fondamento scientifico ed estremamente dannose

Ieri è stato reso noto che Pfizer e Moderna non sono attualmente in grado di soddisfare i requisiti più severi imposti dalla FDA per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del loro “vaccino” Covid-19 aggiornato, tra l’altro perché non sono stati trovati abbastanza partecipanti allo studio (probandi) disposti o in grado di farsi somministrare il sesto “booster” (e, dunque, la settima dose) del cosiddetto “vaccino” a RNA modificata:

https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/pfizer-biontech-halt-us-covid-vaccine-study-after-recruitment-struggles-2026-04-01/?utm_medium=Social&utm_source=twitter

La consapevolezza, già acquisita nelle audizioni degli esperti italiani (Univ.Prof. Dr.med. Mariano Bizzarri, Univ.Prof. Marco Cosentino, Dott. Maurizio Federico) e in precedenza dal microbiologo Univ.Prof. Dr. Klaus Steger, che i cosiddetti “vaccini”-Covid-19 non sono vaccini, bensì sostanze sperimentali basate sull’ingegneria genetica che non avrebbero mai dovuto essere somministrate alla popolazione come vaccini (anche perché non sono mai stati condotti gli studi necessari in punto efficacia e sicurezza), è stata di nuovo confermata ieri in tutta la sua evidenza.

L’ex capo della tossicologia di Pfizer-Europa, il Dr. med. Helmuth Sterz, ha ad esempio sottolineato che per i cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono stati condotti studi solo su ratti femmine, che però sono assolutamente inadatte per poter escludere, ad esempio, effetti negativi sulla fertilità della donna nonché sul feto.

I ratti femminili non hanno un ciclo mestruale e, quindi, il ratto è una specie animale adatta a questo tipo di studi.

Nel frattempo, ovunque vi sia stata una massiccia diffusione della “campagna di vaccinazione” contro il Covid-19, assistiamo dal 2021 ad un massiccio e persistente crollo del tasso di natalità, come proprio anche nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Fanno eccezione solo i paesi in cui negli ultimi anni si è registrato un massiccio afflusso di giovani, con conseguente distorsione dei dati statistici.

Per far valutare questo aspetto estremamente preoccupante da un esperto riconosciuto, ho richiesto l’audizione dell’economista della sanità Univ.Prof. Dr. Konstantin Beck (Università di Lucerna – Svizzera), che da anni studia il calo delle nascite in Europa.

Nella seduta di ieri della commissione d’inchiesta, sia la presidente Brigitte Foppa (Verdi) che la rappresentante della SVP (Rosmarie Pamer) si sono espresse contro la decisione di convocare l’esperto, contrariamente alla prassi finora seguita in commissione.

La commissione deciderà quindi solo in futuro se vorrà ascoltare o meno l’esperto sul tema del brusco calo delle nascite in Alto Adige dal 2021 e una possibile connessione con l’inizio della “vaccinazione” dei giovani contro il Covid-19 nel 2021.

Ieri ho dovuto constatare un vero e proprio “muro” costruito dalla rappresentante dell’SVP Rosmarie Pamer (SVP) e la presidente della commissione d’inchiesta Brigitte Foppa (Verdi) contro il flusso di informazioni concrete e basate su dati oggettivi, informazioni evidentemente non gradite.

Così, alla Uni.Prov.Dr.Ulrike Kämmerer, nonostante ne avesse fatto richiesta – e contrariamente all’annuncio della presidente della commissione secondo cui sarebbe stata possibile una breve dichiarazione conclusiva – non è stato permesso di fornire un’importante informazione aggiuntiva nei due minuti rimanenti fino alla fine prevista dell’audizione.

La presidente della commissione ha radicalmente concluso l’audizione due minuti prima della fine prevista, nonostante le mie proteste e quelle di altri membri della commissione.

La Prof. Ulrike Kämmerer presenterà ora per iscritto, come richiesto da me e da altri membri della commissione, le informazioni che avrebbe voluto e potuto fornire in meno di due minuti prima della fine della seduta.

E il Prof. Dr. med. Andreas Sönnichsen (un esperto di Public Health di comprovata esperienza e competenza, che in passato è stato incaricato della formazione dei medici in Alto Adige/Sudtirolo), il quale ha dimostrato in dettaglio – secondo la migliore tradizione degli esperti di sanità pubblica – sulla base di dati statistici, che le misure anti-Covid non erano mai giustificate, ha dovuto subire dalla rappresentante della Südtiroler Volkspartei Rosmarie Pamer (alla quale i fatti basati sull’evidenza sembrano dare particolarmente fastidio) la domanda, sotto ogni punto di vista inappropriata e poco intelligente, se fosse un “negazionista del Covid”. Invece di confrontarsi finalmente seriamente con i fatti (cosa che non farebbe affatto male all’ex sindaca della Südtiroler Volkspartei di San Martino della Val Passiria, dato che lei stessa è responsabile di misure anti-Covid), preferisce attaccare personalmente i veri esperti e bloccare l’audizione di altri esperti.

Coloro che in Alto Adige/Sudtirolo hanno votato a favore delle misure Covid-19 e che anche ancora pochi mesi fa hanno votato, ad esempio, contro la sospensione in Alto Adige/Sudtirolo della somministrazione dei cosiddetti «vaccini» Covid-19 alle donne incinte e alla popolazione in età fertile – come, tra gli altri, i Verdi e la Südtiroler Volkspartei– hanno evidentemente sempre più difficoltà a prendere atto dei fatti basati su prove scientifiche forniti nella Commissione d’inchiesta sul Covid, e per questo ora improvvisamente ostacolano l’audizione degli esperti.

L’esame del possibile nesso tra i cosiddetti “vaccini” anti-Covid-19 e il brusco calo delle nascite è di indispensabile necessità, dato che questi cosiddetti «vaccini» continuano ad essere raccomandati alle donne incinte in Italia/Alto Adige/Sudtirolo (è dimostrato che l’RNA modificata attraversa la barriera placentare e che la proteina spike tossica vaccinale raggiunge il feto) e che, in generale, tutti i cittadini in età fertile possono ancora oggi farsi «vaccinare» con queste sostanze a base di RNA modificato: in autunno sarà disponibile il vaccino combinato influenza-Covid a base di RNA modificato e che è stato autorizzato sulla base di ZERO studi!

Chi ora, in seno alla commissione d’inchiesta sul Covid della Provincia Autonoma di Bolzano, inizia ad opporsi alle audizioni degli esperti e vuole sbrigarsi per far chiudere i lavori della commissione d’inchiesta sul Covid (come ben sappiamo) indesiderata – e che si è voluto tenere sotto controllo fin dall’inizio assumendone la presidenza – si comporta ancora una volta – sebbene sia stato dimostrato che è stato/a informato/a nei dettagli da diversi esperti qualificati già da tempo – in modo assolutamente irresponsabile nei confronti della popolazione e dovrà assumersi la rispettiva responsabilità.

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

I medici non devono essere semplici esecutori acritici di misure autoritarie di «politica sanitaria», ma devono agire, liberi da ogni condizionamento, innanzitutto secondo scienza e coscienza. L’ex presidente dell’Ordine dei medici di Bolzano, la dott.ssa Monika Oberrauch, la vede diversamente

I medici non devono essere semplici esecutori acritici di misure autoritarie di «politica sanitaria», ma devono agire, liberi da ogni condizionamento, innanzitutto secondo scienza e coscienza

L’ex presidente dell’Ordine dei medici di Bolzano, la dott.ssa Monika Oberrauch, la vede diversamente

I medici che esercitano in Italia sono tenuti a orientare la propria condotta in conformità al Codice deontologico dei medici:

https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/2023/08/CODICE-DEONTOLOGIA-MEDICA-2014-e-aggiornamenti_acc.pdf

Il loro giuramento professionale, riportato all’inizio del Codice deontologico dei medici, obbliga i medici a:

  • esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento, contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione
  • ispirare  la soluzione di ogni divergenza di  opinioni al reciproco rispetto
  • prestare, in scienza e coscienza, l’opera, con diligenza, perizia e prudenza e  secondo  equità,  osservando le norme deontologiche che  regolano l’esercizio della professione.

Ai sensi dell’art. 4 del Codice deontologico a cui i medici sono tenuti ad attenersi (Libertà e indipendenza della professione. Autonomia e responsabilità del medico)  L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e  responsabilità.  Il medico ispira la propria attività  professionale ai principi e alle regole  della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni  o condizionamenti di qualsiasi natura.   

L’operato dell’Ordine dei Medici di Bolzano e della maggior parte degli Ordini dei Medici in Italia durante la cosiddetta pandemia è stato, tuttavia, caratterizzato proprio dalla gravissima violazione di questi principi dell’etica professionale medica.

I medici che hanno espresso critiche nei confronti delle misure autoritarie, come la cosiddetta “vaccinazione” anti-Covid-19, l’obbligo della mascherina ecc., sono stati perseguitati con procedimenti disciplinari e con la minaccia del divieto di esercitare la professione.

La libera espressione delle opinioni scientifiche non è stata assolutamente gradita, in particolare all’Ordine dei Medici di Bolzano.

Ricordo, ad esempio, come in particolare la dott.ssa Monika Oberrauch si sia distinta per aver pubblicamente prospettato il divieto di esercitare la professione per quei medici che nel 2021 avevano partecipato a un video critico nei confronti delle cosiddette “vaccinazioni” contro il Covid-19:

https://www.rainews.it/tgr/tagesschau/audio/2021/03/ tag-suedtirol-impfkritiker-video-aerzte-arztvideo-coronavirus-covid-19-aerztekammer-bozen-warnung-a9b07960-5141-452e-b324-c9c1e8891035.html

Il solo fatto di prendere in considerazione la possibilità di un divieto di esercitare la professione perché i medici – oltre a nutrire legittime preoccupazioni (come nel frattempo è stato più che chiaramente confermato) – hanno espresso perplessità riguardo all’applicazione in “campagna vaccinale” di (de facto non vaccinazioni, ma) iniezioni sperimentali di ingegneria genetica e che viola i principi fondamentali del diritto farmaceutico (critiche che, nella loro assoluta fondatezza, sono state confermate, tra l’altro, il 25 marzo 2026 dai massimi esperti ascoltati dalla Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio provinciale dell’Alto Adige: il Prof. Mariano Bizzarri (Professore Ordinario di Patologia Clinica e Medicina Sperimentale all’Università La Sapienza di Roma), Prof. Marco Cosentino (Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università dell’Insubria, Varese) e il Dott. Maurizio Federico, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità), costituisce una grave violazione dei diritti fondamentali e dei doveri dei medici in questione e un chiaro e grave abuso d’ufficio da parte dei responsabili dell’Ordine dei medici. In questo modo, infatti, si è perseguita una strategia autoritaria di intimidazione e repressione – analoga ai meccanismi fascisti – e, inoltre, una grave disinformazione indiretta della popolazione.

Infatti, attraverso questa dichiarazione ufficiale rivolta ai medici critici nei confronti del cosiddetto “vaccino” anti-Covid-19, i responsabili dell’Ordine dei Medici hanno trasmesso alla popolazione una presunta “verità”, del tutto priva di fondamento scientifico, in punto efficacia e sicurezza di questi presunti “vaccini”.

Invece di impegnarsi in un dibattito scientifico aperto

  • sulla natura effettiva (non vaccinazione, ma manipolazione genetica sperimentale simile a una terapia genica, che non può mai essere resa obbligatoria per legge, come hanno confermato gli esperti nell’audizione del 25 marzo 2026),
  • sulla efficacia (di cui già nel marzo 2021 si sapeva che era di fatto pari a zero, come hanno confermato i tre massimi esperti italiani)
  • e la presunta sicurezza (che non è mai stata garantita, dato che i cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19 non sono mai stati testati in tal senso… ad oggi non esistono studi sulla genotossicità, la cancerogenicità e la mutagenicità, sebbene la natura di queste sostanze lo avrebbe richiesto prima della loro autorizzazione; mentre l’incidenza dei tumori è in aumento e il tasso di natalità è in forte calo dal 2021, ecc., come hanno confermato gli esperti nell’audizione presso il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano),

la dott.ssa Monika Oberrauch, all’epoca vicepresidente dell’Ordine dei medici, ha chiesto all’Azienda sanitaria di fornire i nomi dei medici che non si avevano fatto trattare con queste sostanze sperimentali, al fine di poter imporre loro un divieto di esercitare la professione:

https://www.rainews.it/tgr/tagesschau/video/2021/10/tag-aerztekammer-namen-ungeimpfter-aerzte-suedtirol-sanitaetsbetrieb-a0283b2a-a012-41ad-9b7d-1b723ef0ef96.html

Anziché proteggere la propria categoria professionale da una misura autoritaria e disumana, l’Ordine dei medici di Bolzano ha attivamente dato la caccia a quei medici che, agendo secondo scienza e coscienza, hanno protetto se stessi e i propri pazienti da questo diktat che viola il Codice di Norimberga.

L’affermazione della dott.ssa Monika Oberrauch, secondo cui si sarebbe voluto proteggere i medici dal contagio, è la prova di ignoranza unita alla riluttanza a confrontarsi con le conoscenze che, ovviamente, erano già note da tempo a molti altri medici. Un simile modo di procedere è assolutamente inaccettabile, soprattutto per i responsabili di un Ordine dei medici, e costituisce un modello di sviluppo di sistemi autoritari, antidemocratici e disumani. Il fatto che proprio i medici abbiano svolto un ruolo di primo piano in questo contesto è particolarmente grave.

In qualità di avvocato che in quel brutto periodo ha difeso con successo molti medici dinanzi a vari ordini dei medici in Italia, nei confronti dei quali erano stati avviati procedimenti disciplinari con la minaccia del divieto del diritto di esercitate la professione solo per essersi espressi in modo critico nei confronti dei cosiddetti “vaccini” o, in generale, in modo critico nei confronti delle misure, sono inoltre estremamente sconcertata dall’affermazione della dott.ssa Oberrauch secondo cui i medici non “vaccinati” contro il Covid-19 sarebbero stati sospesi dal diritto di esercitare la professione solo per 2 o 3 settimane… sic! Questo corrisponde a una vera e propria menzogna! Infatti, i medici che si sono rifiutati di farsi somministrare un’iniezione genetica sperimentale sono stati sospesi per molti mesi, e precisamente fino a quando non hanno potuto dimostrare con un test molecolare una cosiddetta “infezione” naturale da Covid-19, e quindi la cosiddetta “guarigione” (e questo peraltro solo dopo che nel 2022 la guarigione è stata finalmente riconosciuta come esenzione dall’«obbligo vaccinale» contro il Covid-19), oppure persino fino a quando l’«obbligo vaccinale» contro il Covid-19 è stato revocato nell’autunno del 2022.

All’epoca anche i pediatri che rilasciavano ai bambini in età scolare un certificato di esenzione dalla mascherina, poiché questi soffrivano fisicamente e psicologicamente perché dovevano per ore e ore coprire naso e bocca (misura del tutto priva di fondamento scientifico e quindi priva di senso, come ha confermato il Prof. Dr. med. Mariano Bizzarri – La Sapienza, Roma, nell’audizione dinanzi alla Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano), venivano perseguiti disciplinarmente dall’Ordine dei medici di Bolzano. E che proprio la dott.ssa Oberrauch cerchi alla fine di scaricare la responsabilità sui suoi colleghi nel consiglio dell’Ordine è piuttosto sfacciato, dato che è stata proprio lei a violare massicciamente pure fondamentali disposizioni procedurali (come il diritto all’uso della madre lingua che spetta ai cittadini altoatesini/sudtirolesi in sede di ogni “autorità” e amministrazione) e la corretta messa a verbale delle dichiarazioni dei medici citati davanti al “tribunale professionale”, e che questa inaudita violazione è stata infine terminata solo grazie a un cedimento dell’allora presidente, a seguito della necessaria e massiccia protesta legale da parte mia.

Resta da sperare che la classe medica non permetta mai più che la propria autonomia, la propria etica professionale, il proprio obbligo di agire solo secondo scienza e coscienza, vengano messi in discussione e violati da esecutori compiacenti di misure autoritarie e disumane.

Perché in caso di ulteriori attacchi globali prevedibili «in nome della salute pubblica» ai nostri Diritti Umani (la cricca costruita da Epstein, Gates & Co. aspetta solo la prossima occasione che si presenterà o che verrà evocata

https://www.renate-holzeisen.eu/it/anche-litalia-alto-adige-sudtirolo-nelle-grinfie-dei-piani-eugenetici-della-banda-criminale-attorno-a-epstein-gates-co/

la classe medica è di fondamentale importanza, affinché la popolazione non sia ulteriormente esposta a misure disumane e non venga degradata definitivamente a cavie di affaristi senza scrupoli e maniaci del controllo.

«Nessuno ha il diritto di obbedire» (Hannah Arendt).

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Massimi esperti del sistema sanitario italiano, nel corso dell’audizione in Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, denunciano la mancanza di una farmacovigilanza sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19. Anche sotto il governo Meloni non è purtroppo cambiato nulla al riguardo. È urgentemente necessaria l’istituzione di un sistema autonomo di farmacovigilanza in Alto Adige/Sudtirolo. Confermato l’abuso dei test PCR e l’inefficacia delle mascherine nel contenere la circolazione del virus

Massimi esperti del sistema sanitario italiano, nel corso dell’audizione in Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, denunciano la mancanza di una farmacovigilanza sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19.

Anche sotto il governo Meloni non è purtroppo cambiato nulla al riguardo.

È urgentemente necessaria l’istituzione di un sistema autonomo di farmacovigilanza in Alto Adige/Sudtirolo.

Confermato l’abuso dei test PCR e l’inefficacia delle mascherine nel contenere la circolazione del virus

Ieri, nell’ambito dell’audizione degli esperti da parte della Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, sono stati ascoltati tre massimi esperti (vedi CV professionale in allegato) del sistema sanitario italiano:

  1. Prof. Mariano Bizzarri, Professore ordinario di Patologia clinica all’Università La Sapienza (Roma), Ricerca in medicina spaziale e Direttore del Laboratorio di biotecnologie
  2. Prof. Marco Cosentino, Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università dell’Insubria (Varese), Direttore del Centro di Ricerca di Farmacologia Medica
  3. Dott. Maurizio Federico, Dirigente di Ricerca del Centro per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità.

I tre esperti hanno illustrato quanto segue:

  1. L’inefficacia dei cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19. Il dirigente di ricerca del Centro Nazionale per la Salute Globale presso l’Istituto Superiore di Sanità – dott. Maurizio Federico – ha spiegato in dettaglio che una sostanza iniettata nel muscolo del braccio non porta a una significativa risposta immunitaria nell’area di ingresso del virus respiratorio, cioè nel tratto respiratorio. Questo è un fatto noto da sempre già per i vaccini antinfluenzali, i quali che per questo motivo non funzionano. Pertanto, non solo è data l’inefficacia dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 per quanto riguarda l’interruzione della catena di trasmissione virale, ma anche per quanto riguarda la prevenzione della malattia grave. Quando i cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono stati immessi sul mercato, il virus originario aveva inoltre già subito innumerevoli mutazioni.
  2. Il carattere sperimentale dei cosiddetti “vaccini” Covid-19, per i quali – contrariamente alla necessità derivante dalla loro composizione e dal loro meccanismo d’azione, che corrisponde a quello di un farmaco per la terapia genicanon sono stati condotti studi né in punto di genotossicità né di cancerogenicità né di mutagenicità.

Il Prof. Cosentino ha esposto molto chiaramente che era ed è assolutamente irresponsabile somministrare ripetutamente a gran parte della popolazione sostanze che sono composte (da acido nucleico impacchettato in nanolipidi) e che agiscono come terapie geniche, senza aver accertato l’insussistenza di questi enormi rischi per la salute (genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità, ovvero alterazione del genoma umano).

Il Prof. Bizzarri, esperto riconosciuto anche nel campo dell’oncologia, ha sottolineato che si osserva un aumento particolarmente marcato dei tumori proprio tra i giovani dall’introduzione della cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19, e che la portata dell’impatto sull’incidenza dei tumori dell’uso ripetuto su gran parte della popolazione di sostanze non testate in punto di cancerogenicità e genotossicità sarà riconoscibile solo nei prossimi anni.

  1. Tutti e tre gli esperti hanno sottolineato che non esiste alcuna farmacovigilanza adeguata per questi cosiddetti “vaccini” Covid-19. Ciò significa che, anche sotto il governo Meloni, non viene in alcun modo registrata o studiata in modo mirato e sistematico la possibilità di un nesso tra la cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19 e un’ampia gamma di malattie che possono arrivare fino alla morte.

Il che, considerando il numero elevato in termini assoluti di persone affette da una malattia anche molto grave dopo la cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19, è di ulteriore sfacciata irresponsabilità.

Infatti, in assenza di una farmacovigilanza degna di questa definizione, gli effetti collaterali non vengono rilevati né in termini di qualità né di quantità. Ciò comporta che sostanze pericolose continuino ad essere somministrate  – persino alle donne in gravidanza – e che a molte delle persone colpite dagli effetti collaterali non si possa mai davvero dare una adeguata terapia.

Per la Provincia Autonoma di Bolzano, il Prof. Ugo Moretti è il massimo responsabile della “farmacovigilanza”. Egli si trova tuttavia in un inaccettabile conflitto di interessi nei confronti della popolazione. Perché ha personalmente propagandato la “vaccinazione” anti-Covid-19 pure per i bambini e, dunque, è poco probabile che abbia un serio interesse a che gli effetti collaterali di queste sostanze sperimentali su base di tecnologia genetica vengano accertati nella loro reale entità:

https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2021/11/ven-verona-covid-tracciamento-ospedali-reparti-coronavirus-041db9f2-5a50-445b-b65a-c7f4767c070c.html

In un contesto in cui gran parte della popolazione, tra cui molti bambini e adolescenti, è stata trattata con queste sostanze sperimentali, è inaccettabile che Ugo Moretti si trovi in cima al sistema della farmacovigilanza della Provincia Autonoma di Bolzano.

  1. Il dott. Federico ha espressamente sottolineato che, sia a livello nazionale che internazionale, gli studi sul cosiddetto Long Covid non distinguono in alcun modo i partecipanti in base al loro “stato vaccinale” contro il Covid-19.

Ciò significa che consapevolmente (cioè intenzionalmente) non viene fatto alcuna distinzione tra chi ha sofferto dei disturbi a causa di una cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19 e chi a causa di una naturale infezione da Covid-19.

Pertanto, tutti i dati sul cosiddetto Long Covid sono per lo più privi di valore, poiché si deve presumere che una parte molto consistente (se non persino la stragrande parte) dei cosiddetti casi di Long Covid sia stata causata dalla cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19. E poiché nella maggior parte dei casi ciò non viene ufficialmente preso in considerazione (consapevolmente e quindi intenzionalmente), anche in questo caso molto spesso non viene offerta una adeguata terapia ai pazienti. Infatti, la persistenza continua della proteina spike vaccinale (che, a differenza della proteina spike virale naturale, è stabilizzata e, grazie all’incapsulamento nelle particelle nanolipidiche, può raggiungere tutte le parti del corpo, superando anche la barriera emato-encefalica (e purtroppo anche il feto superando la barriera placentare) richiede ovviamente un specifico accertamento e conseguente trattamento del paziente.

  1. Il Prof. Bizzarri ha espressamente sottolineato che le ultime varianti dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono state approvate sulla base di zero (cioè NESSUNO) studio. La Commissione Europea (guidata da Ursula von der Leyen, che si trova personalmente in un gravissimo conflitto di interessi nei confronti della popolazione, dato che suo marito opera proprio in questo settore farmaceutico) fa riferimento, nell’autorizzazione, esclusivamente ai “dati di esperienza” dei “vaccini” modRNA Covid-19 già approvati nel 2020 e nel 2021 senza gli studi necessari e senza la necessaria farmacovigilanza.

La totale follia e irresponsabilità evidentemente non conoscono limiti nell’era delle autorità farmaceutiche che si trovano nelle mani della banda criminale di Epstein, Gates & Co. E la politica – con rarissime eccezioni – sembra non interessarsene. Le ragioni di ciò sono probabilmente illustrate negli Epstein Files, sul cui contenuto – che riguarda il sistema sanitario occidentale – c’è l’omertà della politica e dei media del sistema … le ragioni si possono ricavare, ancora una volta, dagli Epstein Files:

https://www.renate-holzeisen.eu/it/la-stragrande-maggioranza-dei-membri-del-consiglio-della-provincia-autonoma-di-bolzano-incluso-marco-galateo-di-fratelli-ditalia-consapevolmente-continua-a-consegnare-la-popolazione-alla-ba/

  1. Per tutti e tre gli esperti è assolutamente inaccettabile che i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 continuino ad essere somministrati innanzitutto alle donne in gravidanza. 
  1. Il Prof. Bizzarri ha inoltre sottolineato l’inutilità dell’uso delle mascherine per prevenire la trasmissione del virus, come confermata dal meta-studio Cochrane, nonché lo scandaloso abuso dei test molecolari.

In questa situazione altamente preoccupante per la salute della popolazione, chiedo alla Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano di voler istituire con urgenza, in modo autonomo, un’adeguata farmacovigilanza attiva sotto la guida di un responsabile libero da conflitti di interesse.

CV Prof. Mariano Bizzarri

CV breve Prof. M. Cosentino

CV Maurizio FEDERICO italiano 19-12-25

 

 

RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen

Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

Fraktion VITA – Gruppo Consiliare VITA

Exit mobile version