Massimi esperti del sistema sanitario italiano, nel corso dell’audizione in Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, denunciano la mancanza di una farmacovigilanza sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19.
Anche sotto il governo Meloni non è purtroppo cambiato nulla al riguardo.
È urgentemente necessaria l’istituzione di un sistema autonomo di farmacovigilanza in Alto Adige/Sudtirolo.
Confermato l’abuso dei test PCR e l’inefficacia delle mascherine nel contenere la circolazione del virus
Ieri, nell’ambito dell’audizione degli esperti da parte della Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, sono stati ascoltati tre massimi esperti (vedi CV professionale in allegato) del sistema sanitario italiano:
Prof. Mariano Bizzarri, Professore ordinario di Patologia clinica all’Università La Sapienza (Roma), Ricerca in medicina spaziale e Direttore del Laboratorio di biotecnologie
Prof. Marco Cosentino, Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università dell’Insubria (Varese), Direttore del Centro di Ricerca di Farmacologia Medica
Dott. Maurizio Federico, Dirigente di Ricerca del Centro per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità.
I tre esperti hanno illustrato quanto segue:
L’inefficacia dei cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19. Il dirigente di ricerca del Centro Nazionale per la Salute Globale presso l’Istituto Superiore di Sanità – dott. Maurizio Federico – ha spiegato in dettaglio che una sostanza iniettata nel muscolo del braccio non porta a una significativa risposta immunitaria nell’area di ingresso del virus respiratorio, cioè nel tratto respiratorio. Questo è un fatto noto da sempre già per i vaccini antinfluenzali, i quali che per questo motivo non funzionano. Pertanto, non solo è data l’inefficacia dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 per quanto riguarda l’interruzione della catena di trasmissione virale, ma anche per quanto riguarda la prevenzione della malattia grave. Quando i cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono stati immessi sul mercato, il virus originario aveva inoltre già subito innumerevoli mutazioni.
Il carattere sperimentale dei cosiddetti “vaccini” Covid-19, per i quali – contrariamente alla necessità derivante dalla loro composizione e dal loro meccanismo d’azione, che corrisponde a quello di un farmaco per la terapia genica – non sono stati condotti studi né in punto di genotossicità né di cancerogenicità né di mutagenicità.
Il Prof. Cosentino ha esposto molto chiaramente che era ed è assolutamente irresponsabile somministrare ripetutamente a gran parte della popolazione sostanze che sono composte (da acido nucleico impacchettato in nanolipidi) e che agiscono come terapie geniche, senza aver accertato l’insussistenza di questi enormi rischi per la salute (genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità, ovvero alterazione del genoma umano).
Il Prof. Bizzarri, esperto riconosciuto anche nel campo dell’oncologia, ha sottolineato che si osserva un aumento particolarmente marcato dei tumori proprio tra i giovani dall’introduzione della cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19, e che la portata dell’impatto sull’incidenza dei tumori dell’uso ripetuto su gran parte della popolazione di sostanze non testate in punto di cancerogenicità e genotossicità sarà riconoscibile solo nei prossimi anni.
Tutti e tre gli esperti hanno sottolineato che non esiste alcuna farmacovigilanza adeguata per questi cosiddetti “vaccini” Covid-19. Ciò significa che, anche sotto il governo Meloni, non viene in alcun modo registrata o studiata in modo mirato e sistematico la possibilità di un nesso tra la cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19 e un’ampia gamma di malattie che possono arrivare fino alla morte.
Il che, considerando il numero elevato in termini assoluti di persone affette da una malattia anche molto grave dopo la cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19, è di ulteriore sfacciata irresponsabilità.
Infatti, in assenza di una farmacovigilanza degna di questa definizione, gli effetti collaterali non vengono rilevati né in termini di qualità né di quantità. Ciò comporta che sostanze pericolose continuino ad essere somministrate – persino alle donne in gravidanza – e che a molte delle persone colpite dagli effetti collaterali non si possa mai davvero dare una adeguata terapia.
Per la Provincia Autonoma di Bolzano, il Prof. Ugo Moretti è il massimo responsabile della “farmacovigilanza”. Egli si trova tuttavia in un inaccettabile conflitto di interessi nei confronti della popolazione. Perché ha personalmente propagandato la “vaccinazione” anti-Covid-19 pure per i bambini e, dunque, è poco probabile che abbia un serio interesse a che gli effetti collaterali di queste sostanze sperimentali su base di tecnologia genetica vengano accertati nella loro reale entità:
In un contesto in cui gran parte della popolazione, tra cui molti bambini e adolescenti, è stata trattata con queste sostanze sperimentali, è inaccettabile che Ugo Moretti si trovi in cima al sistema della farmacovigilanza della Provincia Autonoma di Bolzano.
Il dott. Federico ha espressamente sottolineato che, sia a livello nazionale che internazionale, gli studi sul cosiddetto Long Covid non distinguono in alcun modo i partecipanti in base al loro “stato vaccinale” contro il Covid-19.
Ciò significa che consapevolmente (cioè intenzionalmente) non viene fatto alcuna distinzione tra chi ha sofferto dei disturbi a causa di una cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19 e chi a causa di una naturale infezione da Covid-19.
Pertanto, tutti i dati sul cosiddetto Long Covid sono per lo più privi di valore, poiché si deve presumereche una parte molto consistente (se non persino la stragrande parte) dei cosiddetti casi di Long Covid sia stata causata dalla cosiddetta “vaccinazione” contro il Covid-19. E poiché nella maggior parte dei casi ciò non viene ufficialmente preso in considerazione (consapevolmente e quindi intenzionalmente), anche in questo caso molto spesso non viene offerta una adeguata terapia ai pazienti. Infatti, la persistenza continua della proteina spike vaccinale (che, a differenza della proteina spike virale naturale, è stabilizzata e, grazie all’incapsulamento nelle particelle nanolipidiche, può raggiungere tutte le parti del corpo, superando anche la barriera emato-encefalica (e purtroppo anche il feto superando la barriera placentare) richiede ovviamente un specifico accertamento e conseguente trattamento del paziente.
Il Prof. Bizzarri ha espressamente sottolineato che le ultime varianti dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono state approvate sulla base di zero (cioè NESSUNO) studio. La Commissione Europea (guidata da Ursula von der Leyen, che si trova personalmente in un gravissimo conflitto di interessi nei confronti della popolazione, dato che suo marito opera proprio in questo settore farmaceutico) fa riferimento, nell’autorizzazione, esclusivamente ai “dati di esperienza” dei “vaccini” modRNA Covid-19 già approvati nel 2020 e nel 2021 senza gli studi necessari e senza la necessaria farmacovigilanza.
La totale follia e irresponsabilità evidentemente non conoscono limiti nell’era delle autorità farmaceutiche che si trovano nelle mani della banda criminale di Epstein, Gates & Co. E la politica – con rarissime eccezioni – sembra non interessarsene. Le ragioni di ciò sono probabilmente illustrate negli Epstein Files, sul cui contenuto – che riguarda il sistema sanitario occidentale – c’è l’omertà della politica e dei media del sistema … le ragioni si possono ricavare, ancora una volta, dagli Epstein Files:
Per tutti e tre gli esperti è assolutamente inaccettabile che i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 continuino ad essere somministrati innanzitutto alle donne in gravidanza.
Il Prof. Bizzarri ha inoltre sottolineato l’inutilità dell’uso delle mascherine per prevenire la trasmissione del virus, come confermata dal meta-studio Cochrane, nonché lo scandaloso abuso dei test molecolari.
In questa situazione altamente preoccupante per la salute della popolazione, chiedo alla Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano di voler istituire con urgenza, in modo autonomo, un’adeguata farmacovigilanza attiva sotto la guida di un responsabile libero da conflitti di interesse.
I medici devono informarsi adeguatamente sulla natura, efficacia e sicurezza dei medicinali prima della raccomandazione, prescrizione o somministrazione.
Giunta Provinciale e Azienda Sanitaria devono esigere l’adempimento di tale obbligo nell’interesse dei cittadini
In Italia, come in tutti gli Stati membri dell’UE, il medico ha un chiaro obbligo legale e deontologico di informarsi costantemente e approfonditamente sui medicinali da lui raccomandati / prescritti / utilizzati.
Le informazioni tecniche e dettagliate, di cui si avvale il medico, devono provenire, in primo luogo, da fonti ufficiali:
Si tratta dalla cosiddetta informazione tecnica, che consiste nelle seguenti informazioni:
Riassunto delle caratteristiche del medicinale (allegato I alla decisione di esecuzione della Commissione europea relativa all’autorizzazione per l‘immissione in commercio di un medicinale autorizzato a livello centralizzato per l’intera UE)
Dati relativi al produttore, condizioni e limitazioni d’uso (come ad esempio l’obbligo di prescrizione medica), obblighi specifici relativi all’attuazione di misure post-autorizzazione in «condizioni particolari» (Allegato II alla decisione di esecuzione della Commissione Europea relativa all’autorizzazione all’immissione in commercio di un medicinale autorizzato a livello centrale per l’intera UE).
La informazione tecnica sul medicinale è una documentazione dettagliata che contiene, tra l’altro,dati sulla composizione, le indicazioni terapeutiche, l’efficacia, la forma farmaceutica e il dosaggio, gli effetti collaterali, le interazioni farmacologiche e le controindicazioni del prodotto, nonché l’eventuale obbligo di prescrizione medica (sempre previsto per i vaccini).
Il Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) è rivolto principalmente agli operatori sanitari, ma è accessibile a tutti i cittadini e consultabile online sui siti delle autorità competenti in materia di medicinali:
Il testo delle informazioni tecniche (in primis del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto – RCP) viene periodicamente aggiornato e approvato dall’autorità del farmaco, ovvero dalla Commissione Europea (su proposta dell’Agenzia Europea per i Medicinali, EMA) per i medicinali autorizzati nell’UE a livello centralizzato, oppure dalla corrispondente autorità nazionale competente in materia di medicinali (in Italia l’AIFA) per i medicinali autorizzati a livello nazionale.
L’obbligo dei medici di informarsi adeguatamente prima di usare un medicinale, è di fondamentale importanza per garantire la sicurezza del paziente, l’efficacia della terapia e il corretto utilizzo del medicinale.
Il medico è tenuto a disporre di conoscenze sufficienti sulle caratteristiche, gli effetti (indicazioni, controindicazioni, interazioni) e le reazioni individuali prevedibili dei medicinali. Deve inoltre essere aggiornato sull’uso appropriato, efficace e sicuro dei mezzi terapeutici. Ciò include anche l’informazione relativa all’eventuale esecuzione di determinati studi su un medicinale prima della sua autorizzazione all’immissione in commercio.
Ad esempio, per i cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19 non sono stati condotti studi né sulla genotossicità, né sulla cancerogenicità e mutagenicità, e tanto meno sugli effetti a lungo termine, come risulta espressamente dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) relativo al rispettivo «vaccino» contro il Covid-19.
Inoltre, dalle informazioni tecniche risulta che i “vaccini” Covid-19, come tutti i vaccini, possono essere applicati solo previa prescrizione medica.
Una prescrizione medica presuppone la valutazione dell’opportunità del trattamento di uno specifico paziente / vaccinando con uno specifico prodotto farmaceutico.
La prescrizione medica di un vaccino (o ciò che viene definito come tale in un caso di sfacciata ed estremamente pericolosa ingannevole etichettatura – resa possibile dalla Commissione europea nel 2009 sotto la guida dell’allora presidente José Manuel Barroso, attualmente presidente del consiglio di amministrazione di GAVI) non può essere sostituita dal piano vaccinale nazionale. deciso a livello politico dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome – non per un singolo individuo specifico, ma per interi anonimi gruppi di popolazione, nonché solo per tipi di vaccinazione, ma non in riferimento a specifici prodotti vaccinali.
La prescrizione medica deve però essere riferita ad una specifica persona e uno specifico prodotto vaccinale.
Il medico è tenuto ad attenersi alle indicazioni terapeutiche, alle vie e ai metodi di somministrazione previsti nella documentazione di autorizzazione del medicinale. Ciò presuppone la conoscenza delle informazioni tecniche relative al medicinale.
Se il medico intende utilizzare un medicinale al di fuori delle indicazioni terapeutiche (cioè off-label), deve comunicarlo al paziente / vaccinando e ottenere a tal fine un consenso specifico dal paziente / vaccinato (art. 3 del D.L. Di Bella n. 23/1998).
Durante il cosiddetto periodo del coronavirus, i cittadini sono stati indirizzati ai centri di vaccinazione o ai medici di base (in Italia anche con un ampio obbligo di vaccinazione diretto e indiretto) per farsi iniettare sostanze sperimentali a base di tecnologia genetica anche a scopo di presunta protezione altrui.
Bastava dare un’occhiata al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) per non dar credito alla bugia della “efficacia protettiva degli altri”.
Inoltre, sarebbe bastato dare un’occhiata alle informazioni tecniche (Allegato II, punto B – Condizioni e restrizioni per la distribuzione, allegato alla decisione della Commissione UE sull’autorizzazione all’immissione in commercio) per constatare che l’uso anche di questi cosiddetti “vaccini”, in assenza di una prescrizione medica riferita al singolo individuo, non era e non è consentito.
La prescrizione di un medicinale deve basarsi su prove scientifiche e non su informazioni parziali.
I medici sono tenuti a segnalare gli effetti collaterali (farmacovigilanza) per garantire la sicurezza dei medicinali anche dopo la loro immissione in commercio. Anche questo presuppone la conoscenza del Riassunto delle Caratteristiche (RCP) del medicinale. Infatti, solo un medico informato è in grado di sviluppare un sospetto fondato riguardo a un effetto collaterale di un medicinale.
Per quanto riguarda i cosiddetti “vaccini” Covid-19, solo un medico che si è informato perlomeno sulla base del RCP, è a conoscenza del fatto che per i cosiddetti “vaccini” Covid-19 non sono mai stati effettuati studi di genotossicità, carcinogenicità, mutagenicità e studi a lungo termine. Ciò risulta espressamente dal Riassunto delle Caratteristiche del medicinale RCP (Allegato I alla decisione di autorizzazione all’immissione in commercio della Commissione UE).
Sulla base di queste informazioni, ogni medico, in casi di insorgenza improvvisa di malattie autoimmuni, tumori (sin dall’avvio della “campagna vaccinale” Covid-19 si è registrato un aumento dei cosiddetti “turbo-tumori” o di tipi di tumori che fino ad allora erano considerati estremamente rari) o di altre patologie (di natura neurologica, ecc.) in persone trattate con queste sostanze, devre prendere in considerazione la possibilità che la malattia possa essere stata causata da queste sostanze sperimentali basate sull’ingegneria genetica.
Questa valutazione è inevitabile anche per provvedere ai necessari accertamenti (p.e. verifica della presenza della spike vaccinale, che secondo studi peer-reviewed può rimanere ed essere attiva nel corpo dei „vaccinati“ anche per lungo tempo) e, dunque, garantire i presupposti, per poter offrire ai paziente l’adeguata terapia.
Nel caso di medicinali autorizzati solo in via condizionata e di nuovi medicinali, è, tra l’altro, neccesario che il medico legga anche il rapporto di valutazione dell’autorità del farmaco (Assessment Report) e il piano di gestione del rischio (Risk Manaegment Plan) approvato dall’autorità del farmaco.
Solo i medici che conoscono il contenuto di queste fonti ufficiali – contenuto che purtroppo certo non sempre corrisponde a una rappresentazione corretta o completa della situazione reale, ma che costituisce lo standard minimo di conoscenza che può essere richiesto giuridicamente a un medico – possono, partendo da questo, farsi un quadro più approfondito attraverso la lettura di studi e articoli scientifici.
E in tal modo, in alcuni casi – come nel caso dei cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 – constatare che l’autorizzazione come “vaccini” per l’uso su larga scala di queste sostanze, composte e funzionanti come terapie geniche, non avrebbe mai dovuto essere concessa, e che pertanto i medici farebbero bene a tenerne conto nell’ambito del loro dovere di prescrizione e informazione.
Ma chi non conosce le informazioni tecniche, il rapporto di valutazione e il piano di gestione dei rischi di un medicinale, non può, in qualità di medico, valutare in modo autonomo la natura, l’efficacia e la sicurezza di un medicinale, e e quindi l’opportunità e la giustificabilità della sua applicazione su un determinato paziente / vaccinando.
Soprattutto nel caso di nuovi farmaci, i medici sono tenuti, se intendono utilizzarli, a informarsi in modo esaustivo.
In occasione delle audizioni dei direttori sanitari di tre ospedali altoatesini / sudtirolesi, tenutesi a febbraio in Commissione d’inchiesta „Corona“ del Consiglio provinciale dell’Alto Adige, abbiamo dovuto constatare che nessuno di loro disponeva di informazioni fondate sui cosiddetti “vaccini” anti-Covid-19.
Alla domanda se avessero letto le informazioni tecniche al riguardo, due hanno risposto “no” e il terzo ha affermato di averle lette “in parte”, e tutti e tre hanno dichiarato di essersi affidati alle “società scientifiche”.
Ma proprio queste cosiddette “società scientifiche” sono state da tempo „catturati“ dall’industria farmaceutica, e più specificamente da Epstein, Gates & Co. nell’ambito delle loro attività di Global Health.
Allo stesso tempo, i tre direttori sanitari degli ospedali altoatesini / sudtirolesi hanno sottolineato con fervore la convinzione che solo i “vaccini” contro il Covid-19 ci avrebbero salvati dalla crisi, esprimendo in generale che per loro la vaccinazione è un quasi-dogma intoccabile.
Uno dei direttori, alla domanda sul perché non fosse stata presa in considerazione l’opinione di esperti rinomati, come quella del Prof. Sucharit Bhakdi, ha risposto che non dà ascolto a «qualunque ciarlatano».
Il Prof. Dr. med. Sucharit Bhakdi è professore emerito di biologia molecolare e per molti anni è stato direttore dell’Istituto di Microbiologia e Igiene presso l’Ospedale Universitario di Magonza. È stato uno dei primi a segnalare, in modo scientificamente fondato, nel 2020, in collaborazione con altri esperti in un‘associazione scientifica internazionale, i pericoli e la follia dei cosiddetti «vaccini» contro il Covid-19, e ciò in piena trasparenza, con pubblicazioni e lettere aperte alle autorità (EMA ecc.), e ha pubblicato diversi libri sull’argomento, tutti bestseller.
Alla domanda se conoscesse le informazioni tecniche relative al rispettivo “vaccino” Covid-19, il direttore sanitario dell’ospedale ha risposto “no”, aggiungendo che d’altronde non legge nemmeno le informazioni tecniche delle protesi che impianta ai propri pazienti … sic!
E a un’ulteriore domanda rivolta ai tre direttori sanitari degli ospedali su come valutano il fatto che i “vaccini” sperimentali contro il Covid-19 basati sull’ingegneria genetica non fossero mai stati testati in punto genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità, e tantomeno per gli effetti a lungo termine, ma fossero comunque stati iniettati più volte alla maggior parte della popolazione – anche sotto costrizione (obbligo vaccinale diretto e indiretto) – quel responsabile, che non dà ascolto a “sciocchezze” come quelle del Prof. Dr. Bakhdi, professore emerito di microbiologia clinica, ha risposto che non poteva e non voleva rispondere a ciò, poiché è un ortopedico… sic!
Interpellato in merito a questa situazione scandalosa e intollerabile nel corso di un’interrogazione orale, l’Assessore alla Sanità dell’Alto Adige/Sudtirolo ha dicharato di non negare il carattere scandaloso della situazione, ma di non ritenersi personalmente responsabile, poiché ciò rientrerebbe nella discrezionalità e nella decisione del singolo medico, e che, dunque, lui non vedrebbe alcuna necessità di intervenire, né per se stesso, né per l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige (datore di lavoro di questi direttori sanitari ospedalieri).
Su questo punto, però, l’Assessore alla Sanità e, con lui, la Giunta Provinciale dell’Alto Adige / Sudtirolo, si sbagliano di grosso, poiché esiste una differenza fondamentale tra
l’obbligo per legge e deontologico dei medici di conoscere almeno le cosiddette informazioni tecniche (tra i quali il RCP) prima di prendere la decisione sull’uso di un medicinale
e la libertà e la responsabilità personale del medico di utilizzare o meno un medicinale, alla luce delle informazioni che emergono dalle informazioni tecniche (in primis RCP) e da ulteriori informazioni ufficiali (Assessment Report, Risk Management Plan), nonché, nel migliore dei casi, da ulteriore letteratura specialistica (studi pubblicati e articoli scientifici).
Secondo la premessa n. 52 del Codice europeo dei medicinali (Direttiva/CE 2001/83), le persone autorizzate a prescrivere medicinali devono disporre di una fonte di informazione neutrale e obiettiva sui medicinali offerti sul mercato. Spetta agli Stati membri adottare le misure adeguate a tal fine.
Ciò significa che quando i medici (e in particolare i direttori sanitari degli ospedali pubblici) dichiarano di raccomandare medicinali, pur non conoscendo nemmeno le relative informazioni tecniche (RCP), ma basandosi solo sull’opinione delle “società scientifiche”, i responsabili della sanità pubblica a livello nazionale, regionale e, in Alto Adige / Sudtirolo (e nel Trentino) a livello provinciale, devono intervenire ed esortare immediatamente i medici a informarsi sui medicinali utilizzati / raccomandati / prescritti almeno sulla base delle informazioni tecniche per gli operatori sanitari, e ricordare loro che, in caso contrario, violano un obbligo medico fondamentale!
Che i medici si informino adeguatamente sui farmaci che prescrivono (almeno sulla base delle informazioni tecniche – RCP, che rappresentano l’assoluto minimo standard, e che purtroppo, a causa della presa di potere da parte dell’industria farmaceutica e di “pseudo-filantropi” come Bill Gates & Co. nelle autorità farmaceutiche EMA, AIFA & Co., da tempo non sono più sufficienti) è di interesse pubblico e riguarda noi tutti!
Non si tratta di una questione privata di un medico abilitato, tanto meno se opera nel servizio sanitario pubblico, e particolarmente tanto meno se opera nella funzione di direttore sanitario di una struttura ospedaliera pubblica.
Il medico è in ultima analisi responsabile della prescrizione / somministrazione di un medicinale e deve assicurarsi di disporre delle informazioni necessarie per una decisione terapeutica consapevole e fondata e per l’informazione che deve fornire al paziente / al vaccinando.
Solo in questo modo, infatti, il paziente / vaccinando può prendere una decisione informata e quindi libera e dare il proprio consenso al trattamento farmacologico.
Il continuo aggiornamento delle conoscenze sui medicinali da parte del medico (il punto di partenza, ovvero lo standard minimo, è la conoscenza delle cosiddette «informazioni tecniche», l‘RCP) non è solo una buona pratica, ma un obbligo giuridico e deontologico a tutela della salute dei pazienti.
L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, nella sua veste di datore di lavoro, non può restare inerte quando persino medici che ricoprono ruoli dirigenziali dichiarano apertamente di non leggere le informazioni tecmocje relative ai trattamenti farmacologici che essi stessi raccomandano.
Secondo il Codice deontologico dei medici che esercitano in Italia vale quanto segue (con la previsione dell’apertura di procedimento disciplinare nel caso di violazione):
Art. 6 Qualità professionale e gestionale
Il medico fonda l’esercizio delle proprie competenze tecnico-professionali sui principi di efficacia e di appropriatezza, aggiornandoli alle conoscenze scientifiche disponibili e mediante una costante verifica e revisione dei propri atti.
Art. 13 Prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione
La prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico. La prescrizione deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull’uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza.
Il medico tiene conto delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l’applicabilità al caso specifico. L’adozione di protocolli diagnostico-terapeutici o di percorsi clinico-assistenziali impegna la diretta responsabilità del medico nella verifica della tollerabilità e dell’efficacia sui soggetti coinvolti.
Il medico è tenuto a un’adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci prescritti, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e reazioni individuali prevedibili e delle modalità di impiego appropriato, efficace e sicuro dei mezzi diagnostico-terapeutici.
Il medico segnala tempestivamente all’Autorità competente le reazioni avverse o sospette da farmaci e gli eventi sfavorevoli o sospetti derivanti dall’utilizzo di presidi biomedicali.
Il medico può prescrivere farmaci non ancora registrati o non autorizzati al commercio oppure per indicazioni o a dosaggi non previsti dalla scheda tecnica, se la loro tollerabilità ed efficacia è scientificamente fondata e i rischi sono proporzionati ai benefici attesi; in tali casi motiva l’attività, acquisisce il consenso informato scritto del paziente e valuta nel tempo gli effetti.
Il medico può prescrivere, sotto la sua diretta responsabilità e per singoli casi, farmaci che abbiano superato esclusivamente le fasi di sperimentazione relative alla sicurezza e alla tollerabilità, nel rigoroso rispetto dell’ordinamento. Il medico non acconsente alla richiesta di una prescrizione da parte dell’assistito al solo scopo di compiacerlo. Il medico non adotta né diffonde pratiche diagnostiche o terapeutiche delle quali non è resa disponibile idonea documentazione scientifica e clinica valutabile dalla comunità professionale e dall’Autorità competente. Il medico non deve adottare né diffondere terapie segrete.
Art. 14 Prevenzione e gestione di eventi avversi e sicurezza delle cure
Il medico opera al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza del paziente e degli operatori coinvolti, promuovendo a tale scopo l’adeguamento dell’organizzazione delle attività e dei comportamenti professionali e contribuendo alla prevenzione e alla gestione del rischio clinico attraverso: – l’adesione alle buone pratiche cliniche; – l’attenzione al processo di informazione e di raccolta del consenso, nonché alla comunicazione di un evento indesiderato e delle sue cause; – lo sviluppo continuo di attività formative e valutative sulle procedure di sicurezza delle cure; – la rilevazione, la segnalazione e la valutazione di eventi sentinella, errori, “quasi-errori” ed eventi avversi valutando le cause e garantendo la natura riservata e confidenziale delle informazioni raccolte.
Art. 15 Sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali
Il medico può prescrivere e adottare, sotto la sua diretta responsabilità, sistemi e metodi di prevenzione, diagnosi e cura non convenzionali nel rispetto del decoro e della dignità della professione. Il medico non deve sottrarre la persona assistita a trattamenti scientificamente fondati e di comprovata efficacia. Il medico garantisce sia la qualità della propria formazione specifica nell’utilizzo dei sistemi e dei metodi non convenzionali, sia una circostanziata informazione per l’acquisizione del consenso. Il medico non deve collaborare né favorire l’esercizio di terzi non medici nelle discipline non convenzionali riconosciute quali attività esclusive e riservate alla professione medica.
Art. 16 Procedure diagnostiche e interventi terapeutici non proporzionati
Il medico, tenendo conto delle volontà espresse dal paziente o dal suo rappresentante legale e dei principi di efficacia e di appropriatezza delle cure, non intraprende né insiste in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, dai quali non ci si possa fondatamente attendere un effettivo beneficio per la salute e/o un miglioramento della qualità della vita. Il controllo efficace del dolore si configura, in ogni condizione clinica, come trattamento appropriato e proporzionato. Il medico che si astiene da trattamenti non proporzionati non pone in essere in alcun caso un comportamento finalizzato a provocare la morte.
Art. 18 Trattamenti che incidono sull’integrità psico-fisica
I trattamenti che incidono sull’integrità psico-fisica sono attuati al fine esclusivo di procurare un concreto beneficio clinico alla persona.
Art. 33Informazione e comunicazione con la persona assistita
Il medico garantisce alla persona assistita o al suo rappresentante legale un’informazione comprensibile ed esaustiva sulla prevenzione, sul percorso diagnostico, sulla diagnosi, sulla prognosi, sulla terapia e sulle eventuali alternative diagnostico-terapeutiche, sui prevedibili rischi e complicanze, nonché sui comportamenti che il paziente dovrà osservare nel processo di cura.
Art. 35 Consenso e dissenso informato
L’acquisizione del consenso o del dissenso è un atto di specifica ed esclusiva competenza del medico, non delegabile.
La stragrande maggioranza dei medici non ha alcuna formazione nel campo della vaccinazione, o di ciò che viene definito come tale, ed è stata indottrinata esclusivamente tramite campagne di propaganda della lobby vaccinale (aziende farmaceutiche, GAVI, OMS e sin dal 2009 anche dalla Commissione Europea) nonchè addestrata a liquidare qualsiasi critica come disinformazione e fake news, senza disporre nemmeno minimamente di un’adeguata formazione e informazione tecnica in questo settore.
Secondo la premessa n. 52 del Codice europeo dei medicinali (Direttiva 2001/83/CE ratificata in Italia con il D.Lgs 219/2006) le persone autorizzate a prescrivere medicinali, devono disporre di una fonte di informazione neutrale e obiettiva sui medicinali offerti sul mercato; spetta agli Stati membri adottare le misure adeguate a tal fine.
L’OMS richiede ai propri membri nella sua Agenda Europea per l’immunizzazione 2030, senza mezzi termini, persino la corruzione del personale sanitario (si parla di «incentivi»), affinché il personale sanitario sostenga acriticamente la «propaganda vaccinale»
vedi pagina 13 dell’Agenda europea per l’immunizzazione 2030 dell’OMS, dove viene raccomandato ai paesi membri (tra cui l’Italia) il seguente piano d’azione:
Ma gli “incentivi basati sui risultati” e volti a motivare il personale sanitario a impegnarsi a favore della vaccinazione e a promuoverla – come raccomandati nel programma di immunizzazione 2030 agli Stati membri dall’OMS, determinata nelle sue azioni da Gates e Gavi – violano gravemente la normativa sui medicinali dell’Unione Europea.
Si veda il considerando n. 50 del Codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (Direttiva 83/2001 UE):
con il quale il legislatore dell’UE nel 2001 (in un’epoca in cui le istituzioni dell’UE non erano ancora state prese in ostaggio da Epstein, Gates & Co.) ha ragionevolmente previsto quanto segue a tutela dei pazienti e dei cittadini:
«I soggetti autorizzati a prescrivere medicinali devono poter svolgere il proprio compito in modo assolutamente obiettivo, senza essere esposti a incentivi finanziari diretti o indiretti.»
L’OMS, invece, esorta – nell’evidente interesse dei produttori dei vaccini e in palese violazione della normativa euro-unionale in materia di medicinali – gli Stati membri a voler corrompere anche finanziariamente il proprio personale sanitario.
Ciò comporta, ad esempio, che i medici di base e i pediatri non ricevano un compenso aggiuntivo per fornire ai propri pazienti ossia ai genitori o tutori legali le necessarie e adeguate informazioni sui vaccini (o su ciò che viene definito tale), ma solo per ogni vaccinazione effettivamente effettuata. Il conflitto di interessi è quindi programmato.
Il calendario vaccinale nazionale è in continua espansione, in Italia addirittura con un obbligo vaccinale pediatrico che riguarda 10 vaccini.
E, ciò, mentre l’obbligo vaccinale avrebbe dovuto essere sottoposto a revisione già da tempo, poiché anche previsto dalla legge (art. 1 comma 1-ter D.L. 73/2017).
Soprattutto alla luce delle misure disumane, autoritarie e prive di fondamento scientifico, adottate dalle autorità dal 2020 in poi in „nome della salute pubblica“ – e che hanno potuto verificarsi, tra l’altro, solo perché la classe medica in gran parte si è lasciata mettere al guinzaglio, dall’industria farmaceutica e dai cosiddetti filantropi – sempre più cittadini temono di dover ricorrere all’assistenza medica. Negli ultimi anni, la fiducia nella classe medica è rapidamente diminuita in molti cittadini.
E questo disagio nei confronti della professionalità e della competenza tecnica della classe medica è rafforzato dall’«annuncio» di Gates & Co. di ulteriori pandemie che sarebbero certe e, di conseguenza, di temibili ripetute violazioni brutali dei diritti e delle libertà fondamentali, con obblighi vaccinali di ampia portata.
Infatti, i cittadini osservano e constatano, anche sulla base del contenuto degli Epstein Files, che anche il sistema sanitario è sempre più dirottato da interessi economici privati e non serve principalmente all’assistenza sanitaria della popolazione
*
Da qui la seguente mozione:
«Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige impegni la Giunta Provinciale, nella persona dell’Assessore alla Salute, a voler
1.) ricordare – in forma adeguata (comunicato stampa, lettera aperta all’Ordine dei medici ecc.) – a tutti i medici che esercitano in Alto Adige/Sudtirolo che, nell’interesse della salute pubblica e dei loro pazienti, devono adempiere al loro obbligo di informarsi adeguatamente sulla natura, l’efficacia e la sicurezza di un medicinale prima di raccomandarlo, prescriverlo o somministrarlo
2.) chiedere alla direzione dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, che questa, nella sua qualità di datore di lavoro ossia committente, voglia ricordare per iscritto ai medici impiegati presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige il loro obbligo di informarsi adeguatamente sulla natura, l’efficacia e la sicurezza di un medicinale prima di raccomandarlo, prescriverlo o somministrarlo, nell’interesse della salute pubblica e dei propri pazienti.
RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
La stragrande maggioranza dei membri del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano (incluso Marco Galateo di Fratelli d’Italia) consapevolmente continua a consegnare la popolazione alla banda criminale internazionale di Epstein, Gates & Co.
E lo fanno ben sapendo cosa stanno facendo, perché sono stati informati nei minimi dettagli
La mia mozione n. 386/26, basata su documenti istituzionali
dopo uno strano intervento del membro del Team K, il dott. Franz Ploner (che si è perso nella valutazione giuridica delle diverse competenze in materia di politica sanitaria a livello UE, statale e provinciale, ignorando la competenza ormai essenziale dell’UE, ad esempio nella determinazione e nella dichiarazione di una pandemia a livello UE, nell’approvvigionamento centrale di farmaci, nella formazione del personale sanitario, nella definizione della legislazione sui farmaci avente efficacia primaria, e che – sorprendentemente da medico – non vede alcun problema nel fatto che misure essenziali della politica sanitaria vegano determinate e preparate da una banda criminale internazionale) e una dichiarazione ancora più sconcertante del Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher (… il resto del Consiglio provinciale ha preferito tacere) –
è stata rigettata ieri con la maggioranza schiacciante del Consiglio composta dai rappresentanti della Südtiroler Volkspartei (SVP), del TEAM K, dei Verdi, di Marco Galateo di Fratelli d’Italia (Anna Scarafoni era assente per motivi di salute), del PD, della Lista Civica, di Forza Italia e dei FREIHEITLICHEN.
Si veda il risultato della votazione per appello nominale in allegato.
Per il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano (e ovviamente anche per gli altri consiglieri provinciali che si sono opposti alla mia mozione con la quale richiedevo un’urgente controllo/revisione delle misure di politica sanitaria adottate nell’interesse dell’“industria della pandemia” e dei produttori di vaccini) i seguenti fatti, da me documentati nella mia mozione con documenti istituzionali, sarebbero una pura teoria cospirativa:
che la Fondazione Gates, insieme alla GAVI (l’organizzazione di lobby dei produttori di vaccini o di ciò che viene definito tale), è ormai il principale finanziatore dell’OMS, come dimostrano i dati ufficiali
che l’OMS si trova quindi in un palese conflitto di interessi con noi cittadini, perché lì la volpe (Gates, Gavi & Co) è già da tempo stata messa alla guardia del pollaio
che i cosiddetti “vaccini” Covid-19 sono terapie geniche, come espressamente confermato dal presidente dell’industria farmaceutica europea al World Health Summit 2021
che, sebbene di fatto i cosiddetti “vaccini” Covid-19 corrispondano alle terapie geniche, per i cosiddetti “vaccini” Covid-19 non sono state applicate le severe condizioni di autorizzazione, previste, invece, per le terapie geniche
che nel 2009 la Commissione Europea, sotto la presidenza di Josè Manuel Barroso (dal 2014 ufficialmente uomo di Goldman Sachs e presidente del consiglio di amministrazione di GAVI), ha – a seguito di precisa richiesta dell’industria farmaceutica – escluso le sostanze definite formalmente come “vaccini contro malattie infettive”, ma che hanno la stessa composizione e lo stesso effetto dei farmaci per la terapia genica, dai severi requisiti di autorizzazione previsti per i farmaci per la terapia genica, e che quindi alla popolazione mondiale sono state ripetutamente iniettate (anche con l’obbligo vaccinale, come in Italia) sostanze sperimentali basate sull’ingegneria genetica e altamente pericolose, nonostante non fossero stati effettuati studi di genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità
che l’incidenza dei tumori è aumentata in tutti i paesi con un’alto “tasso di vaccinazione” contro il Covid-19 e il tasso di natalità è diminuito fortemente
che nel 2009 la cosiddetta influenza suina è stata tempestivamente smascherata come falso allarme pandemico dalla classe medica, dai media e dalla politica, all’epoca non ancora controllati dall’industria farmaceutica, e che quindi il “vaccino” Pandemrix, raccomandato all’epoca dall’OMS (su iniziativa di Gates & Co.) e che provoca la malattia del sonno (narcolessia), non è stato utilizzato, ad esempio in Italia
che dagli Epstein-files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti su pressione dei membri del Congresso e della popolazione statunitense, emergono stretti legami personali, economici, strategici e in generale criminali tra Jeffrey Epstein, condannato per prostituzione minorile e nel frattempo misteriosamente deceduto in carcere, Bill Gates, grandi banche statunitensi e rappresentanti istituzionali, tra cui anche dell’Unione Europea
che dagli Epstein-files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti emerge che Epstein ha sviluppato per Bill Gates, in collaborazione con le grandi banche statunitensi, un sistema per deviare su larga scala il denaro dei contribuenti nelle tasche di Bill Gates & Co. attraverso strutture apparentemente senza scopo di lucro, e che tale sistema con la massima probabilità è ancora in atto
che il marito della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (Heiko von der Leyen) è direttore medico dell’azienda farmaceutica statunitense Orgensis inc., specializzata in terapia cellulare e genica, e che Ursula von der Leyen, in un evidente enorme conflitto di interessi, stipula contemporaneamente contratti miliardari per i cosiddetti vaccini che rappresentano terapie geniche, violando brutalmente i requisiti di trasparenza, e in generale promuove l’uso dei cosiddetti “vaccini” basati sull’ingegneria genetica in ogni occasione che a lei si presta
che l’Agenda europea di immunizzazione 2030 dell’OMS, a pagina 13, prevede la corruzione della politica e del personale sanitario per sostenere l’agenda vaccinale in continua espansione, dal grembo materno alla bara (letteralmente: “Identificare e stabilire sostenitori o eroi della vaccinazione che promuovano le vaccinazioni nei governi nazionali e/o nelle comunità”“Fornire incentivi basati sul rendimento per motivare gli operatori sanitari a sostenere e promuovere la vaccinazione”)
che il Codice europeo dei medicinali (direttiva CE 83/2001, recepita in Italia con il D.Lgs. 219/2006) prevede nel considerando n. 50 che “Le persone autorizzate a prescrivere medicinali devono poter svolgere il loro compito in modo assolutamente obiettivo, senza essere soggette a incentivi finanziari diretti o indiretti”.
che l’OMS, in chiara violazione della legislazione europea sui medicinali, invita gli Stati membri a corrompere finanziariamente il proprio personale sanitario nell’evidente interesse dei produttori di vaccini
che ciò comporta che i medici di base e i pediatri non ricevano un compenso extra per l’adeguata informazione dei loro pazienti sui vaccini (o su ciò che viene definito tale), ma solo per ogni “vaccinazione” effettivamente effettuata, rendendo così inevitabile il conflitto di interessi
che il calendario vaccinale nazionale è in continua espansione, in Italia addirittura con l’obbligo di vaccinazione pediatrica che comprende 10 vaccinazioni obbligatorie con l’esclusione dei bambini non vaccinati dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia
che questo obbligo di vaccinazione pediatrica in vigore in Italia dovrebbe essere sottoposto a revisione ogni tre anni secondo la legge vigente, ma che ciò non viene fattoda almeno 7 anni, e che anche il governo Meloni non provvede a tale necessaria revisione!
che il cosiddetto “vaccino” Covid-19 a base di RNA modificato (Comirnaty di Pfizer/BioNTech) continuia ad essere raccomandato alle donne in gravidanza dal Ministero della Salute e dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, nonostante sia stato dimostrato che contiene elevate percentuali di frammenti di DNA cancerogeni e che supera la barriera placentare, e che quindi espone anche il feto alla proteina spike altamente tossica
che il tasso di natalità anche in Alto Adige/Sudtirolo dal 2021 è diminuito rapidamente
che i direttori sanitari degli ospedali altoatesini dichiarano di aver raccomandato/somministrato il cosiddetto “vaccino” Covid-19, ma di non aver letto il riassunto delle caratteristiche del prodotto – pubblicato dall’EMA e dall’AIFA per il corretto utilizzo del vaccino da parte del personale sanitario – e di essersi, invece, affidati alle cosiddette “società scientifiche” corrotte da Epstein, Gates & Co.
che Gates è stato ricevuto dai più alti rappresentanti istituzionali dell’Unione Europea ma anche dell’Italia (ufficialmente l’ultima volta nel gennaio 2024 dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e dal Capo del Governo Giorgia Meloni, tra gli altri), ed è stato ascoltato in particolare per quanto riguarda la sua richiesta di ulteriori investimenti nei “vaccini” e, a quanto pare, è stato soddisfatto nelle sue richieste.
Il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano ha inoltre disinformato ieri il Consiglio provinciale altoatesino/sudtirolese in merito alla portata delle funzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome.
Egli ha infatti dichiarato che la mia richiesta, affinché la Giunta provinciale altoatesina/sudtirolese nella persona del Governatore voglia, nell’ambito della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome, richiedere una urgente valutazione/revisione delle misure sanitarie fortemente propagandate da Gates & Co, al fine di verificare l’effettiva esistenza di un rapporto costi-benefici positivo per i cittadini, non rientrerebbe nelle competenze della Conferenza permanente.
A tal proposito, evidenzio, ad esempio, l’art. 7 della legge decreto legge n. 281 del 28.08.1997 (che disciplina la Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome) e che prevede espressamente che la Conferenza possa costituire gruppi di lavoro e comitati con la partecipazione dei rappresentanti delle regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano e delle amministrazioni interessate, anche con funzioni istruttorie.
Prima della votazione per appello nominale, avevo richiamato l’attenzione dei membri del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano sul fatto che, se avessero respinto (come poi hanno fatto) la richiesta di una revisione urgente e manifestamente necessaria delle misure di politica sanitaria che vanno a vantaggio dei produttori dei vaccini, alla luce delle informazioni messe a loro disposizione, si sarebbero resi personalmente responsabili per non aver insistito in tale revisione, e con ciò causando danno alla popolazione. Erano tutti quindi ben consapevoli delle conseguenze del loro voto contrario alla mozione per una revisione urgente.
Ringrazio i consiglieri di NOI CITTADINI, JWA e Südtiroler Freiheit per aver sostenuto la mia mozione.
Anche l’Italia/Alto Adige-Sudtirolo nelle grinfie dei piani eugenetici della banda criminale attorno a Epstein, Gates & Co
Anche in Alto Adige/Sudtirolo il tasso di natalità è in drastico calo dal 2021 (inizio della cosiddetta “vaccinazione” Covid-19 a base di RNA modificata):
In uno studio recente, pubblicato anche nella biblioteca online del NIH, è stata rilevata la presenza della proteina spike vaccinale nella placenta di donne “vaccinate” contro il Covid-19 durante la gravidanza e persino in quelle vaccinate prima della gravidanza (studio allegato anche in traduzione automatica in italiano e qui nel testo originale in inglese):
Complessivamente, l’87% delle partecipanti allo studio ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro la SARS-CoV-2 e 56 donne (42 vaccinate, 14 non vaccinate) hanno contratto il COVID-19. Complessivamente, 31 placente sono risultate positive al test della proteina spike.
Sulla base dei file Epstein pubblicati, è evidente che un gruppo criminale guidato da Epstein, Gates & Co non solo ha determinato il corso della pandemia, ma ha anche perseguito, e continua a perseguire, obiettivi eugenetici con il coinvolgimento di scienziati senza scrupoli.
Si veda a questo proposito la pubblicazione su Substack del giornalista investigativo Sayer Ji (allegata anche in traduzione automatica in lingua italiana e qui nel testo originale inglese):
Con la mia mozione 386/26(qui nella versione attuale presentata il 6 marzo 2026 per la delibera in questa settimana nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano) dimostronelle premesse, sulla base di documenti istituzionali, come la politica sanitaria dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e quindi anche della Provincia Autonoma di Bolzano sia stata determinata, e continui ad essere determinata, dalla banda criminale attorno a Epstein, Gates & Co. (che comprende, tra gli altri, alti rappresentanti istituzionali e responsabili di grandi banche), e che è quindi indispensabile – per proteggere la salute e la vita della popolazione e per evitare lo saccheggiamento delle casse pubbliche (e quindi dei contribuenti) – effettuare immediatamente una revisione di tutte quelle misure di politica sanitaria che avvantaggiano in primo luogo i produttori di vaccini e quanto definito tale, nonchè l’industria della pandemia in generale.
Chi determina la politica sanitaria europea, italiana e quindi quella altoatesina/sudtirolese?
Il contenuto degli Epstein Files recentemente pubblicati richiede
un chiarimento immediato e sostanziali misure correttive
Da tempo si osserva che la politica sanitaria di interi continenti è determinata in modo decisivo da privati, presunti filantropi, e che la comunicazione di misure di politica sanitaria asseritamente necessarie e asseritamente vantaggiose per la popolazione equivale a una mera comunicazione di pubbliche relazioni aziendali senza alcuna reale evidenza scientifica.
Questa situazione è diventata particolarmente evidente a partire dal 2020.
Dagli Eptstein-file recentemente pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
emerge che il pedofiloJeffrey Epstein, condannato per favoreggiamento della prostituzione minorile e apparentemente responsabile anche di traffico di minori su larga scala e omicidi di adolescenti e bambini (deceduto in carcere in circostanze misteriose nel 2019), in collaborazione con Bill Gates (che secondo gli Epstein Files si sarebbe ripetutamente “divertito” sulla famigerata isola di Epstein) e con il coinvolgimento dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), della Banca Mondiale e delle banche d’investimento (Goldman Sachs, JB Morgan Chase ecc.) nonché del Pentagono (DARPA), ha definito, programmato e pianificato le pandemie come IL BUSINESS.
Con la mia mozione n. 386/26 presentata in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano per la settimana di sedute di marzo (vedi qui nella versione attuale presentata oggi come emendamento alla mozione, e in allegato
ho dimostrato in dettaglio, sulla base dei documenti istituzionali e degli Epstein Files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ilgoverno provinciale altoatesino/sudtirolese deve agire immediatamente nell’interesse della popolazione altoatesina/sudtirolese.
Considerato che anche la politica sanitaria italiana è stata evidentemente determinata da tempo dagli interessi economici privati della banda criminale di Epstein, Gates & Co. (si veda l’introduzione dell’obbligo vaccinale pediatrico nel 2017, che nonostante sia previsto dalla legge non è mai stato sottoposto a revisione, le “misure” Covid-19 assurde, prive di fondamento scientifico e dannose per la popolazione, gli attuali obblighi di approvvigionamento nell’ambito degli obblighi di preparazione, prevenzione e reazione (Prepardness, Prevention e Reaction) stabiliti a livello dell’UE e che comportano sostanziose spese per l‘Italia con la rispettiva inevitabile pressione fiscale sui cittadini),
è indispensabile che la Giunta provinciale altoatesina/sudtirolese richieda immediatamente un’indagine sull’evidente influenza di Gates & Co. sulla politica sanitaria italiana e quindi altoatesina/sudtirolese, nell’interesse e a tutela della popolazione altoatesina/sudtirolese.
Oltre agli aspetti sanitari, si tratta anche di impedire che lo Stato venga sfruttato finanziariamente da privati e che l’enorme onere finanziario che ne deriva debba essere sostenuto anche dai cittadini altoatesini/sudtirolesi attraverso un aumento della pressione fiscale o la soppressione di importanti servizi pubblici.
*
Per questi motivi ho presentato la seguente mozione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano:
“Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige impegna la Giunta provinciale, sulla base delle ultime conoscenze, nella persona del Presidente della Provincia, a richiedere immediatamente alla Presidente del Governo di convocare senza indugio, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome:
al fine di valutare con urgenza le conseguenze di un’appropriazione indebita, ormai evidente anche alla luce degli Epstein Files, da parte di una banda criminale della politica sanitaria europea, italiana e dunque altoatesina/sudtirolese
con l’obiettivo di sottoporre a revisione nell’ambito di una commissione d’inchiesta – con la partecipazione delle regioni e delle province autonome e con il coinvolgimento di esperti indipendenti – le misure attualmente adottate in Italia in materia di politica sanitaria, di cui beneficiano in particolare i produttori di vaccini e gli investitori nel settore dei vaccini e delle pandemie, al fine di verificare la sussistenza di un rapporto costi-benefici positivo per la popolazione e basato su dati scientifici”.
Audizione di esperti nella Commissione d’Inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
Conferma dell’uso totalmente improprio dei test molecolari PCR nonchè dell’inefficacia delle mascherine nel contenere la diffusione del virus
Ieri sono stati ascoltati dalla Commissione d’Inchiesta sulle misure Covid del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano l’esperto di salute pubblica (Public Health) e docente universitario Dr. med. Martin Sprenger e il biologo molecolare Prof. Dr. Klaus Steger.
Entrambi gli esperti hanno spiegato in dettaglio che l’uso assolutamente non scientifico del test molecolare (PCR) durante la cosiddetta pandemia del coronavirus ha creato fino al 90% falsi “casi positivi”
Un test molecolare PCR (così come il test antigenico rapido) ha senso solo in presenza di sintomi di malattia, ma non deve mai essere utilizzato su persone asintomatiche.
Inoltre, un numero di cicli di amplificazione del test molecolare PCR superiore a 30 non porta a risultati attendibili.
In Alto Adige-Sudtirolo, tuttavia, sono stati utilizzati dei test molecolari PCR con cicli di amplificazione anche superiori a 40, come ci ha già confermato precedentemente in Commissione d’Inchiesta la dott.ssa Elisabetta Pagani, responsabile di reparto dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
Inoltre, contrariamente alle istruzioni pubblicate dall’OMS nel suo bollettino alla fine del 2020 e all’inizio del 2021, in Alto Adigenon è mai stato indicato il numero dei cicli di amplificazione dei test molecolari PCR nei referti di laboratorio.
Ancora oggi, la Giunta provinciale dell’Alto Adige si rifiuta di dare ai laboratori che operano in Alto Adige l’istruzione di indicare nei loro referti il numero dei cicli di amplificazione adottato.
La mia mozione che avevo presentato lo scorso anno nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano per garantire la necessaria correttezza e trasparenza nell’applicazione degli strumenti di diagnostica di laboratorio è stata respinta non solo dai partiti di governo, ma pure da gran parte dell’opposizione (compresi TEAM K, Verdi).
Già il 18 novembre 2020 avevo pubblicato un video per informare la popolazione altoatesina, e in cui spiegavo il grave problema dell’abuso del test molecolare PCR e la creazione di enormi numeri di falsi casi positivi al SARS CoV 2,
visto lo screening di massa della popolazione altoatesina ordinato dal Presidente della Provincia Arno Kompatscher con la misura urgente n. 70 del 17 novembre 2020 (screening di massa effettuato nel periodo dal 20 al 22 novembre 2020),
e le informazioni fornite da Mike Yeadon (ex vicepresidente e direttore scientifico di Pfizer, una delle più grandi aziende farmaceutiche al mondo, che poi, in collaborazione con BioNTech, ha immesso sul mercato il primo cosiddetto “vaccino” Covid-19 nell’UE) in un’intervista sull’enorme numero di falsi casi positivi creati con l’abuso del test molecolare PCR e che ha reso possibile l’autorizzazione condizionata del “vaccino” sperimentale Covid-19.
Ho informato gli imprenditori che contrariamente a quanto disposto dal Governatore erano legittimati a far lavorare i dipendenti sani, senza doverli sottoporre a test farlocchi.
Successivamente sono stata contattata da molti imprenditori altoatesini (alcuni con centinaia di dipendenti) che non volevano sottoporre i propri dipendenti a questa misura palesemente non finalizzata alla tutela della salute (i cosiddetti Epstein Files ci forniscono ora una visione ancora più approfondita al riguardo). E questi imprenditori hanno agito di conseguenza. In alcuni casi persino con un annuncio esplicito (da me preparato) inviato alle autorità con una spiegazione dettagliata dei motivi per i quali non seguivano la misura disposta dal Governatore.
A questi imprenditori non è mai stata comminata alcuna sanzione, perché la difesa contro di essa avrebbe portato alla luce l’enorme frode.
Se la maggioranza dei cittadini e degli imprenditori non avesse partecipato alla farsa dei test, la cosiddetta pandemia sarebbe finita rapidamente.
Inoltre, i due esperti hanno confermato che non esiste alcuna prova scientifica dell’efficacia delle mascherine chirurgiche nel prevenire la circolazione del virus, ma al contrario,lo studio meta Cochrane (vedi in allegato) citato anche da me nella mia mozione relativa alla richiesta dell’annullamento ossia rimborso della sanzione pecuniaria imposta ai cittadini per non aver indossato la mascherina all’aperto – all’evidenza contraria alla Costituzione e ai Diritti Umani – conferma che le mascherine non hanno alcun’influenza significativa sulla trasmissione del virus (vedi allegato).
Vedi qui la mia mozione dell’aprile dello scorso anno, respinta dai partiti di governo e dai partiti di opposizione TEAM K e Verdi, con la quale avevo richiesto l’annullamento ossia il rimborso delle sanzioni – applicate comunque in modo ultra vires da parte della Provincia Autonoma di Bolzano – per il mancato utilizzo della mascherina all’aperto:
Considerata la conferma dell’inefficacia delle mascherine da parte degli esperti, il Consiglio provinciale dell’Alto Adige ha, dunque, ripetutamente (ancora l’anno scorso) violato i Diritti Fondamentali dei cittadini altoatesini, nonostante i Consiglieri fossero stati tutti informati in dettaglio con documenti istituzionali.
La maggioranza del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano contro una esplicita presa di posizione a favore della garanzia della libertà di espressione
La maggioranza dei membri del Consiglio provinciale altoatesino/sudtirolese ha dimostrato una volta di più una concezione di democrazia di natura meramente formale anziché effettiva
La democrazia fittizia continua
Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolese ha respinto oggi a maggioranza la mia mozione, con la quale ho chiesto una esplicita presa di posizione esplicita del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano a favore della necessaria garanzia della libertà di espressione e dell’invito ai media finanziati con fondi pubblici ad adempiere alla loro funzione di quarto potere.
Nel suo discorso di Capodanno in Vaticano davanti al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Leone XIV ha espresso molto chiaramente la sua preoccupazione per la massiccia limitazione della libertà di espressione in Occidente.
Ha detto testualmente:
„Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza.“
In questi giorni sono stati pubblicati altri circa 3 milioni di documenti degli Epstein Files. Una loro analisi anche solo superficiale apre uno sguardo su un abisso incredibile.
Un incallito criminale pedofilo e, a quanto pare, addirittura infanticida, dotato di ottimi agganci a livello internazionale con responsabili di governo, leader aziendali ai massimi livelli, dirigenti dei media e in generale con persone che hanno deciso delle nostre vite negli ultimi decenni, ha determinato la politica internazionale, che riguarda tutti noi, esercitando le sue perversioni sessuali, il ricatto, la lussuria e non per ultimo anche il potere e il successo economico.
Ad esempio, nel 2017 Epstein, insieme a un consulente finanziario di Bill Gates e con il coinvolgimento dell’OMS, ha ideato le cosiddette pandemie come modello di business per il futuro, e non è un caso che nel 2020 sia stato proprio Bill Gates a spiegare direttamente ai cittadini in diretta nei telegiornali, che solo il cosiddetto “vaccino” avrebbe consentito alla popolazione mondiale di superare la pandemia.
Anche i retroscena della guerra in Ucraina stanno diventando più chiari.
Tutti coloro che per anni hanno cercato di portare alla luce segnalato questo incredibile abisso sono stati accusati di essere complottisti, balordi o cospiratori o addirittura bollati come nemici dello Stato.
Dal 2020 si è improvvisamente manifestata un’enorme restrizione del dibattito pubblico, della libertà di espressione e quindi della democrazia.
Da un giorno all’altro, la scienza è stata ridotta all’opinione propagandata dai governi.
I cittadini che hanno espresso un’opinione diversa dalla “verità unica” imposta dai governi autoritari e diffusa dai media mainstream sono stati spesso denigrati come “estremisti di destra” e quindi messi a tacere o, in molti casi, danneggiati economicamente in modo permanente.
La società è stata profondamente divisa da questa strategia perfida, persino diabolica, di incitamento all’odio reciproco.
Anche sei anni dopo l’attuazione di una censura sistematica che non si sarebbe mai ritenuta possibile, le opinioni e le posizioni che si discostano dal cosiddetto “mainstream” o da ciò che viene propagandato come tale, continuano ad essere censurate dai media di sistema o dai cosiddetti media mainstream, ancora improntati alla censura, o addirittura etichettate come “di estrema destra”, con l’evidente intento di renderle “socialmente inaccettabili”.
E in generale l’attacco alla libertà di espressione, un pilastro fondamentale della democrazia, se non IL pilastro fondamentale, continua.
Persino peggio: l’Unione Europea ha già dato da tempo l’ordine di sferrare un attacco generale alla libertà di espressione.
Durante il cosiddetto periodo del coronavirus, sia l’amministrazione Biden (cioè l’ex governo statunitense guidato dai cosiddetti “democratici”), sia la Commissione europea e i governi degli Stati membri hanno imposto ai media la verità da propagandare – dietro lauti compensi – e li hanno esortati a censurare brutalmente le opinioni contrarie. Con poche eccezioni, tutti hanno collaborato. È stata la fine del cosiddetto “giornalismo di qualità”, se non del giornalismo stesso.
Attraverso agenzie di stampa come la REUTERS, controllate dai grandi fondi finanziari di investimento, le agenzie più piccole nazionali e le redazioni TV/radio e dei giornali fino alla provincia di Bolzano sono state alimentate con “verità” prestabilite… e questa “pappa preconfezionata” è stata per lo più inghiottita e diffusa senza alcun “se” e “ma”.
Le opinioni contrarie sono state accuratamente messe a tacere in una nuova “omertà” globale, o attraverso un framing politico (con l’attribuzione gratuita di attributi come “di estrema destra”, “antisemita” ecc.) o altre forme di denigrazione personale (“vecchio idiota senile”, come è successo al premio Nobel Luc Montagnier).
Mark Zuckerberg (CEO di META) ha lamentato in una lettera del 26 agosto 2024 nei confronti dell‘allora amministrazione Biden di essere stato spinto/costretto dall’amministrazione Biden a censurare i contenuti relativi al Covid-19 nel 2021.
E così è stato. Gli account Facebook – come quello della consigliera che ha presentato questa mozione, che dal 2020 ha cercato, tra l’altro tramite Facebook, di fornire informazioni importanti alla popolazione dopo che queste erano state nascoste o ridicolizzate dai cosiddetti media „mainstream” o addirittura diffamate come “di estrema destra” – sono stati bloccati da META su richiesta di gruppi di censura formati appositamente in quel periodo anche in Alto Adige/Sudtirolo e sbloccati solo nel corso del 2024.
Durante i cosiddetti anni del Coronavirus, solo la piattaforma sociale TELEGRAM era accessibile per la libera e democratica espressione delle opinioni.
A causa del suo rifiuto di piegarsi alle funzioni di censura imposte dall’Unione Europea, Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia nel 2024 e posto agli arresti domiciliari.
Due giorni fa è stato reso noto che l’ufficio parigino di “X” è stato sottoposto a una perquisizione su ordine del governo francese. Il governo Macron dimostra ancora una volta di voler proseguire la sua politica intimidatoria nei confronti della libertà di espressione. Dei risultati della Rivoluzione francese non è rimasto molto. In futuro vedremo cosa hanno da nascondere Macron & Co.
Nella trasmissione della RAI Südtirol (e cioè RAI Alto Adige in lingua tedesca) “Landtagswahlen 2023 – Analyse und Kommentare” (tradotto „Elezioni provinciali 2023 – analisi e commentari“), il caporedattore del settimanale ff (Georg Mair) ha risposto (senza che fosse stato contradetto da parte di uno dei presenti) alla domanda della conduttrice se i media mainstream non avrebbero dovuto ascoltare e dare voce anche all'”altra parte” e se la divisione della società non fosse anche dovuta al fatto che i media mainstream non hanno dato ascolto, né spazio, in particolare agli oppositori del “vaccino” contro il Covid-19, ha risposto letteralmente come segue: “Gli oppositori dei “vaccini” avevano altri canali per esprimersi. Basta guardare Telegram, dove ci sono sufficienti possibilità per gli oppositori dei “vaccini”, per i no-vax, di esprimersi sull’argomento. Ma sono contrario al fatto che i media creino un falso equilibrio, ad esempio quando si tratta di clima, se il 99% della “scienza” afferma che il riscaldamento globale esiste e l’1% nega che esista, allora non ha senso invitare in studio alla Rai sia lo scienziato che il negazionista del clima. Questo dà l’impressione che entrambi argomentino su un piano di parità. E lo stesso è successo con le vaccinazioni. Ciò non significa che non si debba ascoltare le persone quando hanno paure e preoccupazioni. Ma noi, come media, non dobbiamo riportare le chiacchiere senza senso. Sono assolutamente contrario, perché in questo modo non facciamo altro che amplificare le fake news. E non vogliamo essere questo“.
Questa incredibile posizione estremamente antidemocratica, che ormai da anni si manifesta e si è cristallizzata nei cosidetti „media di riferimento“ (eccetto poche eccezioni), non è cambiata praticamente per nulla, né in Alto Adige/Sudtirolo né in Europa nel suo complesso.
Un esempio lampante del fatto che l’Europa, e in particolare l’area di lingua tedesca, abbia preso una direzione estremamente pericolosa è l’incredibile richiesta di censura e, „se necessario“ persino di divieto dei media sgraditi, avanzata da parte del governatore CDU dello Schleswig-Holstein Daniel Günter nel talk show della ZDF condotto dal Sudtirolese Markus Lanz.
Richard David Precht, la pop star tra i filosofi tedeschi viventi (tra l’altro partner del podcast di Markus Lanz), ha commentato questo incredibile episodio, spiegando che da tempo assistiamo a una pericolosissima restrizione dello spazio di dibattito. Precht sottolinea chiaramente che lo spazio di dibattito non può essere sufficientemente ampio per una società caratterizzata da disorientamento, in un momento in cui si stanno verificando i più grandi sconvolgimenti dal 1945, e cita tre esempi in cui questo dibattito democratico è stato massicciamente soppresso: 1. Crisi del coronavirus, 2. Guerra in Ucraina, 3. Palestina-Gaza-Israele.
I pochi media che, in conformità con la loro compito di Quarto Potere osservano e criticano in particolare i governi, sono oggetto di censura, soprattutto in Europa. Questa è la realtà.
In Germania, unità di polizia si presentano regolarmente la mattina presto davanti alla porta di casa dei critici del governo, persino dei vignettisti e dei satirici. Ecco a che punto siamo arrivati nella Repubblica Federale Tedesca. Cosa ne avrebbe detto il defunto ex cancelliere Helmut Schmidt?
In Europa, i conti bancari delle persone, delle organizzazioni e dei media che esercitano il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione vengono sempre più spesso chiusi senza alcuna motivazione e senza che vi siano atti o dichiarazioni penalmente rilevanti a loro contestati.
In Europa, sempre più persone vengono soggette a divieti di espatrio o di ingresso, solo perché non gradite ai governanti, ma non perché abbiano commesso reati.
In questo contesto spiccano in particolare il Regno Unito, la Germania e l’Unione Europea.
I critici della posizione dell’UE nella guerra in Ucraina vivono in una situazione particolarmente pericolosa.
Vengono rapidamente accusati di propaganda filo-russa (senza che siano stati dimostrati contatti concreti) e di conseguenza privati dei loro diritti fondamentali.
Sono etichettati come “filo-russi” quei media che, in linea con la loro missione giornalistica, trattano in modo critico le sanzioni dell’UE contro la Russia e illustrano lo sviluppo della guerra in Ucraina sulla base degli interventi dimostrabili degli Stati Uniti e del Regno Unito con i rispettivi servizi segreti.
Questa incredibile spirale di censura è stata avviata dall’Unione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen e continua ad essere alimentata con il “Digital Services Act (DAS)” e il “European Democracy Shield“.
Quella che viene venduta ai cittadini come protezione delle democrazie europee contro la disinformazione e le cosiddette fake news è in realtà una propaganda spudorata a favore di una censura brutale contro gli oppositori dei governi.
Mentre la presidente della Commissione europea calpesta i principi fondamentali di trasparenza e legalità – e i capi di governo della maggior parte degli Stati membri dell’UE e la (ancora) maggioranza dei membri del Parlamento europeo (tra cui Herbert Dorfmann della Südtiroler Volkspartei) accettano questo comportamento profondamente illegale della presidente della Commissione – Ursula von der Leyen chiede che in Europa venga brandita con tutta la forza possibile la mazza della censura contro i cittadini, i media e i giornalisti.
In questi giorni la commissione giustizia della Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato gli “EU Censorship Files”, che dimostrano che la Commissione europea ha esercitato una censura massiccia durante i cosiddetti anni della pandemia e ha interferito direttamente nelle elezioni di almeno sei Stati.
Il programma su RAI Radio 1 (“Giù la Maschera”) dell’ex direttore generale della RAI, Marcello Foa, che ha riferito in modo molto equilibrato su tutti questi temi globali, che determinano il nostro presente e il nostro futuro, invitando in trasmissione in modo equo entrambi i punti di vista contrapposti, è stato semplicemente cancellato mesi fa senza alcuna spiegazione. L’informazione e la libertà di espressione non sono gradite.
Questo sviluppo fatale e pericoloso può essere fermato solo se le istituzioni che dovrebbero rappresentare i valori democratici, come il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, si esprimono in modo esplicito e dimostrativo a favore della tutela della libertà di espressione e quindi anche del necessario pluralismo delle opinioni rappresentate, in particolare nei media finanziati o sostenuti con fondi pubblici.
È giunto il momento in cui noi rappresentanti dei cittadini abbiamo la responsabilità di garantire che la censura sempre più diffusa, ormai considerata la “nuovanormalità“, non trasformi definitivamente il nostro sistema politico, anzi il nostro spazio di vita, in una democrazia del tutto fittizia.
Chi concede spazio solo al cosiddetto “mainstream” ha abdicato in partenza alla democrazia.
La maggioranza dei membri del consiglio altoatesino/sudtirolese ha dimostrato una volta di più una concezione di democrazia di natura meramente formale anziché effettiva.
Comitato Etico Provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolo – Serata informativa sulla vaccinazione presso l’EURAC
Propaganda invece di informazioni obiettive
Il Comitato etico provinciale una volta di più non adempie alla sua importante funzione
L’altro ieri, il 21 gennaio, si è tenuto presso l’EURAC una serata informativa organizzata dal Comitato etico provinciale sul tema “Salute: la libertà alla prova – VACCINARSI – una decisione medico-sociale o puramente personale?”
Quattro erano i relatori (di cui due pure membri del Comitato etico provinciale): un medico pediatra di Innsbruck, una giurista, un teologo/filosofo e la responsabile del dipartimento Prevenzione e Igiene dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
È apparso subito chiaro che la “missione” di questi quattro relatori, perfettamente in linea con l’Agenda europea di immunizzazione 2030 dell’OMS, era quella di “spingere”, di provvedere al cosiddetto “nudging” (come ha affermato senza mezzi termini il teologo/filosofo) il pubblico a favore delle vaccinazioni, senza discutere le enormi lacune nelle conoscenze scientifiche relative all’efficacia e alla sicurezza dei vaccini attualmente in uso, né le questioni giuridiche ed etiche fondamentali.
Invece di offrire alla popolazione interessata e ai medici desiderosi di aggiornarsi (la presenza dava crediti formativi) una serata informativa che avrebbe necessariamente dovuto basarsi su solide conoscenze scientifiche aggiornate, è stato spiegato dai relatori che in fondo si trattava solo di trasmettere alla popolazione la sensazione di poter decidere autonomamente in merito alla vaccinazione.
Il medico Jürgen Brunner (anche membro del Comitato etico provinciale) ha dichiarato che le vaccinazioni pediatriche avrebbero effetti collaterali minimi e offrirebbero una protezione elevata.
A questo proposito, durante la discussione di mezz’ora alla fine dell’evento, gli ho chiesto, se potesse insistere nella sua affermazione, in considerazione
del fatto che dal novembre 2025 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) dichiara ufficialmente sul suo sito web che non si può escludere una connessione tra le vaccinazioni pediatriche e l’aumento esplosivo dei casi di disturbi dello spettro autistico, e che in passato questo nesso, dimostrato in alcuni studi, è stato semplicemente – senza alcuna prova scientifica – negato categoricamente dalle autorità sanitarie al mero fine di reprimere l’esitazione vaccinale, e che questo comportamento altamente contrario all’etica e alla scienza ora non viene più adottato e che il nesso affermato da molti medici e scienziati ora viene studiato dal CDC con studi mirati
del contenuto del rapporto pubblicato all’inizio di gennaio dagli esperti del CDC, della FDA e del NIH sui primi risultati intermedi della revisione dell’attuale strategia di vaccinazione pediatrica degli Stati Uniti, in cui questi esperti dichiarano espressamente che non esistono studi clinici con veri gruppi di controllo per i vaccini pediatrici, che quindi lo stato delle conoscenze è estremamente lacunoso e che tali studi devono essere effettuati al più presto, nonchè in linea di principio la registrazione degli effetti collaterali dei vaccini è estremamente lacunosa e avviene solo in una percentuale molto bassa, e che quindi i casi di effetti collaterali effettivi dei vaccini sono molto più numerosi di quelli segnalati
dell’algoritmo dell’OMS per la determinazione degli effetti collaterali dei vaccini, che esclude nel mero interesse dei produttori dei vaccini a priori qualsiasi correlazione tra un effetto collaterale e una vaccinazione anche se esiste UNA sola possibile causa alternativa dell’effetto collaterale.
Alla domanda 1, il Prof. Dr. Brunner, che ama partecipare come relatore a convegni per medici sponsorizzati dall’industria farmaceutica, ha risposto che non esistono studi che dimostrino il legame tra autismo e vaccinazioni pediatriche. Il sito web attuale del CDC lo confuta.
Alla domanda 2, il pediatra ha risposto di non conoscere il documento redatto dai massimi esperti del CDC, della FDA e del NIH, che è però un documento scientifico che chiunque si presenti come “esperto” in materia di vaccinazioni deve conoscere.
Non ha risposto alla domanda 3.
La giurista Marta Tomasi (anche lei membro del Comitato etico provinciale) ha tenuto una relazione molto superficiale e ha presentato la cosiddetta “scienza” come punto fisso di partenza e di arrivo delle sue riflessioni. In nessun momento la giurista sembrava essere consapevole della domanda fondamentale: “chi e cosa è la scienza?”.
Il fatto che, come risulta dal novembre 2025 dal sito web della più grande e importante autorità sanitaria occidentale in relazione al tema dell’autismo/vaccinazioni pediatriche, nonché dalla relazione degli esperti del CDC, FDA e NIH, nel campo delle vaccinazioni la scienza sottoposta a peer review (cioè verificata da altri scienziati indipendenti e ritenuta fondata) è stata e continua ad essere sistematicamente ignorata dai governi e dalle autorità se scomoda. La giurista non sembrava essere a conoscenza di questo fatto, né del fatto che le grandi riviste scientifiche sono finanziate dall’industria dei vaccini.
E proprio questa incredibile circostanza, ora espressamente confermata dal CDC, avrebbe dovuto essere oggetto della “serata informativa” sulle vaccinazioni organizzata dal Comitato etico provinciale.
La giurista ha poi dimostrato grandi lacune di conoscenza in materia di legge farmaceutica, strettamente legata alle vaccinazioni, e che prevede come requisito necessario per le vaccinazioni una prescrizione medica.
La necessità di una prescrizione medica esclude a priori qualsiasi obbligo di vaccinazione.
Infatti, una prescrizione medica presuppone che il medico, sulla base delle sue conoscenze e della sua coscienza professionale, senza essere condizionato dalla politica, possa decidere liberamente insieme al suo paziente/vaccinando se una vaccinazione sia opportuna nel singolo caso e se debba essere effettuata o meno.
L’obbligo di vaccinazione urta frontalmente con la libertà del medico e del vaccinando, invece richiesta dalla legge sui medicinali.
L’obbligo di vaccinazione prevede solo pochissimi casi in cui il medico può esentare una persona dalla vaccinazione. Dal punto di vista fatturale e giuridico, ciò è esattamente l’opposto della funzione del medico nella prescrizione medica.
Questo tema fondamentale, non solo dal punto di vista giuridico, ma proprio anche dal punto di vista dell’etica medica, sarebbe stato un argomento degno di informazione e discussione in un evento del Comitato Etico provinciale, riconosciuto pure ai fini della formazione continua dei medici.
Invece, è emerso che la giurista invitata dal Comitato etico provinciale (peraltro membro dello stesso Comitato etico!) NON CONOSCEVA la legislazione sui medicinali, essenziale per l’uso conforme alla legge dei vaccini, e inoltre non sapeva che le decisioni di autorizzazione centralizzata per tutta l’UE dei vaccini da parte della Commissione europea prevedono una prescrizione medica come condizione imprescindibile per l’uso dei vaccini, perché così richiesto dalla legislazione sui medicinali.
Il teologo/filosofo ha infine spiegato ai medici presenti che, in sostanza, ciò che conta è “vendere” i vaccini in modo tale che i “vaccinati” credano di aver preso autonomamente la decisione di vaccinarsi.
La sua relazione ha tralasciato radicalmente il fatto che, invece, si dovrebbe garantire un’informazione completa nell’esclusivo interesse dei vaccinandi, anziché adottare una strategia di marketing a cui invita l’OMS gli operatori sanitari nella sua “Agenda Europea di Immunizzazione 2030”:
Alle pagine 13 e seguenti dell’European Immunization Agenda 2030 (Agenda vaccinale 2030) dell’OMS
viene illustrata la fondamentale strategia dell’OMS volta a trasformare gli operatori sanitari e i responsabili politici in propagandisti dei programmi di vaccinazione e quindi della crescita del fatturato dei produttori di vaccini, che ormai determinano l’attività dell’OMS.
Significativo è l’obiettivo fissato a pagina 13 dell’Agenda di immunizzazione dell’OMS:
“Misure esemplari: identificazione e nomina di ‘campioni’ o ‘eroi della vaccinazione’ e modelli di buone pratiche per promuovere le vaccinazioni all’interno dei governi nazionali e/o delle comunità” … “Garantire condizioni di lavoro ottimali e utilizzare incentivi legati al rendimento per motivare gli operatori sanitari a sostenere e promuovere le vaccinazioni” … “Formare gli operatori sanitari e i portavoce sulle capacità di comunicazione e garantire un’interazione efficiente e fluida con i media e i giornalisti”.
L’OMS invita i governi a premiare gli operatori sanitari che aderiscono incondizionatamente alla propaganda a favore delle vaccinazioni, mentre il legislatore farmaceutico richiede che l’attività del medico nella prescrizione di un vaccino sia libera da qualsiasi influenza, anche di natura finanziaria!
Cfr. punto 50 delle premesse della Direttiva (CE) 2001/83 (Codice europeo dei medicinali): “Le persone autorizzate a prescrivere medicinali devono poter svolgere il loro compito in modo assolutamente obiettivo, senza essere soggette a incentivi finanziari diretti o indiretti”.
La quarta relatrice, Silvia Spertini, ha già dimostrato mesi fa di aver superato i limiti dell’eticità nella vaccinazione dei bambini. Ha infatti dichiarato che i bambini devono essere vaccinati perché sono diffusori di virus.
La “strumentalizzazione farmacologica dei bambini” supera chiaramente i limiti dell’etica e avrebbe dovuto essere oggetto di una discussione critica approfondita durante la serata. Il fatto che proprio questa responsabile sia stata invitata dal Comitato Etico come relatrice la dice lunga.
Dopo di me, altri ascoltatori presenti (tra cui anche medici) hanno posto domande o hanno rilasciato fondate dichiarazioni riguardo a questo evento propagandistico estremamente discutibile.
Alla fine, i relatori si sono mostrati “sorpresi e irritati” dal fatto che con le loro relazioni completamente in linea con l’Agenda di immunizzazione 2030 dell’OMS e la strategia di “nudging” applicata, non sono riusciti a soddisfare tutti gli ascoltatori. Dal fronte giuridico dei relatori sono state persino in modo del tutto inadeguato e inaccettabile pronunciate le parole “complottismo” e il medico tra le relazioni ha affermato che le domande e le dichiarazioni del pubblico (tra cui medici e avvocati) non avrebbero avuto nulla a che vedere con l’evento.
Potrebbe avere ragione, perché l’evento era stato evidentemente concepito dal Comitato Etico come un puro “evento di propaganda sui vaccini” secondo lo spirito propagandato dall’OMS con la sua Agenda di immunizzazione 2030.
In qualità di membro del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano nonché di e avvocato che da anni si occupa intensamente di questioni di diritto farmaceutico e costituzionale relative alle vaccinazioni, in stretta collaborazione con scienziati, medici e giuristi a livello internazionale, non posso congratularmi con il Comitato etico provinciale per questo evento.
Il Comitato etico provinciale non ha già adempiuto al suo importante compito durante i cosiddetti anni del coronavirus.
E con questo evento il Comitato etico provinciale ha dimostrato una volta di più di agire come “tirapiede” dei decisori politici e non come organo che solleva fondamentali questioni etiche nell’interesse dei cittadini e conduce una discussione obiettiva e non tendenziosa al riguardo.
RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
La libertà di espressione in Occidente, specialmente in Europa, è sottoposta a forti pressioni: persino il Papa esprime preoccupazione
Mozione presentata nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano allo scopo di ottenere una chiara dichiarazione dei rappresentanti eletti dai cittadini a favore della libertà di espressione e quindi della democrazia e della tutela dei diritti umani.
L’appello dell’ex europarlamentare dei Verdi Sepp Kusstatscher a tutela della libertà di espressione e dei Diritti Umani – prendendo spunto dall’esempio concreto del colonnello dell’esercito svizzero ed ex analista strategico ed esperto di servizi segreti e terrorismo Jacques Baud, colpito da severi sanzioni comminate dal Consiglio dell’Unione Europea (ovvero dai rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’UE) con la decisione del 15 dicembre 2025, mi spinge a sottolineare che l’importante tema dell’evidente repressione della libertà di espressione in Europa è oggetto di una mozione che sarà discussa e messa al voto nella prossima seduta a febbraio del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano.
La massiccia repressione della libertà di espressione è ormai così evidente, in particolare in Europa, che persino Papa Leone XIV, nel suo discorso di Capodanno in Vaticano davanti al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ha espresso molto chiaramente la sua preoccupazione per la massiccia limitazione della libertà di espressione in Occidente.
Ha detto testualmente:
„Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza.“
Dal 2020 si è improvvisamente manifestata un’enorme restrizione del dibattito pubblico, della libertà di espressione e quindi della democrazia.
Da un giorno all’altro, la scienza è stata ridotta all’opinione propagandata dai governi.
I cittadini che hanno espresso un’opinione diversa dalla “verità unica” imposta dai governi autoritari e diffusa dai media mainstream sono stati spesso denigrati come “estremisti di destra” e quindi messi a tacere o, in molti casi, danneggiati economicamente in modo permanente.
La società è stata profondamente divisa da questa strategia perfida, persino diabolica, di incitamento all’odio reciproco.
Anche sei anni dopo l’attuazione di una censura sistematica che non si sarebbe mai ritenuta possibile, le opinioni e le posizioni che si discostano dal cosiddetto “mainstream” o da ciò che viene propagandato come tale, continuano ad essere censurate dai media di sistema o dai cosiddetti media mainstream, ancora improntati alla censura, o addirittura etichettate come “di estrema destra”, con l’evidente intento di renderle “socialmente inaccettabili”.
Ancora oggi, anche in questo Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, si fa molta fatica a trattare con obiettività certi argomenti.
Ancora oggi l’attacco alla libertà di espressione, un pilastro fondamentale della democrazia, se non IL pilastro fondamentale, riecheggia nella società.
Ancora peggio: l’Unione Europea ha già dato da tempo l’ordine di sferrare un attacco generale alla libertà di espressione.
Durante il cosiddetto periodo del coronavirus, sia l’amministrazione Biden (cioè l’ex governo statunitense guidato dai cosiddetti “democratici”), sia la Commissione europea e i governi degli Stati membri hanno imposto ai media la verità da propagandare – dietro lauti compensi – e li hanno esortati a censurare brutalmente le opinioni contrarie. Con poche eccezioni, tutti hanno collaborato. È stata la fine del cosiddetto “giornalismo di qualità”, se non del giornalismo stesso.
Attraverso agenzie di stampa come la REUTERS, controllate dai grandi fondi finanziari di investimento, le agenzie più piccole nazionali e le redazioni TV/radio e dei giornali fino alla provincia di Bolzano sono state alimentate con “verità” prestabilite… e questa “pappa preconfezionata” è stata per lo più inghiottita e diffusa senza alcun “se” e “ma”.
Le opinioni contrarie sono state accuratamente messe a tacere in una nuova “omertà” globale, o attraverso un framing politico (con l’attribuzione gratuita di attributi come “di estrema destra”, “antisemita” ecc.) o altre forme di denigrazione personale (“vecchio idiota senile”, come è successo al premio Nobel Luc Montagnier, nel frattempo scomparso all’età di 90 anni, che con la sua competenza specialistica di altissimo livello ha immediatamente sottolineato l’origine da laboratorio ormai chiara del virus SARS-Cov, nonchè il fatto che la cosiddetta “pandemia” si sarebbe risolta da sola in brevissimo tempo, senza bisogno di lockdown e tanto meno di una cosiddetta “vaccinazione”, e che le cosiddette “vaccinazioni” Covid-19 sono sostanze geneticamente modificate pericolose che portano alla morte e a gravi lesioni fisiche).
Mark Zuckerberg (CEO di META) ha lamentato in una lettera del 26 agosto 2024 nei confronti dell‘allora amministrazione Biden di essere stato spinto/costretto dall’amministrazione Biden a censurare i contenuti relativi al Covid-19 nel 2021:
E così è stato. Gli account Facebook – come quello della consigliera che ha presentato questa mozione, che dal 2020 ha cercato, tra l’altro tramite Facebook, di fornire informazioni importanti alla popolazione dopo che queste erano state nascoste o ridicolizzate dai cosiddetti media „mainstream” o addirittura diffamate come “di estrema destra” – sono stati bloccati da META su richiesta di gruppi di censura formati appositamente in quel periodo anche in Alto Adige/Sudtirolo (in Alto Adige/Sudtirolo si trattava, ad esempio, del gruppo non ufficiale “RATIONALS” guidati da un noto videomaker) e sbloccati solo nel corso del 2024.
Durante i cosiddetti anni del Coronavirus, solo la piattaforma sociale TELEGRAM era accessibile per la libera e democratica espressione delle opinioni.
A causa del suo rifiuto di piegarsi alle funzioni di censura imposte dall’Unione Europea, Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia nel 2024 e posto agli arresti domiciliari.
Nella trasmissione della RAI Südtirol (e cioè RAI Alto Adige in lingua tedesca) “Landtagswahlen 2023 – Analyse und Kommentare” (tradotto „Elezioni provinciali 2023 – analisi e commentari“), il caporedattore del settimanale ff (Georg Mair) ha risposto (senza che fosse stato contradetto da parte di uno dei presenti) alla domanda della conduttrice se i media mainstream non avrebbero dovuto ascoltare e dare voce anche all'”altra parte” e se la divisione della società non fosse anche dovuta al fatto che i media mainstream non hanno dato ascolto, né spazio, in particolare agli oppositori del “vaccino” contro il Covid-19, ha risposto letteralmente come segue: “Gli oppositori dei “vaccini” avevano altri canali per esprimersi. Basta guardare Telegram, dove ci sono sufficienti possibilità per gli oppositori dei “vaccini”, per i no-vax, di esprimersi sull’argomento. Ma sono contrario al fatto che i media creino un falso equilibrio, ad esempio quando si tratta di clima, se il 99% della “scienza” afferma che il riscaldamento globale esiste e l’1% nega che esista, allora non ha senso invitare in studio alla Rai sia lo scienziato che il negazionista del clima. Questo dà l’impressione che entrambi argomentino su un piano di parità. E lo stesso è successo con le vaccinazioni. Ciò non significa che non si debba ascoltare le persone quando hanno paure e preoccupazioni. Ma noi, come media, non dobbiamo riportare le chiacchiere senza senso. Sono assolutamente contrario, perché in questo modo non facciamo altro che amplificare le fake news. E non vogliamo essere questo“.
Questa incredibile posizione estremamente antidemocratica, che ormai da anni si manifesta e si è cristallizzata nei cosidetti „media di riferimento“ (eccetto poche eccezioni), non è cambiata praticamente per nulla, né in Alto Adige/Sudtirolo né in Europa nel suo complesso.
Un esempio lampante del fatto che l’Europa, e in particolare l’area di lingua tedesca, abbia preso una direzione estremamente pericolosa è l’incredibile richiesta di censura e, „se necessario“ persino di divieto dei media sgraditi, avanzata da parte del governatore CDU dello Schleswig-Holstein Daniel Günter nel talk show della ZDF condotto dal Sudtirolese Markus Lanz:
Il politico della CDU ha chiesto una regolamentazione autoritaria dei media sgraditi ai governi. Nel caso specifico, si tratta in particolare del portale di notizie NIUS – https://www.nius.de/ – fondato dall’ex caporedattore di BILD e bollato come “di estrema destra” dai media del sistema che praticano la censura.
Particolarmente sconcertante è, peraltro, il fatto che Lanz, originario del Sudtirolo e conduttore star della ZDF, abbia cercato di negare nella puntata successiva la richiesta di censura avanzata senza alcun contrappeso dal governatore CDU del Schleswig-Holstein Günter, ricorrendo a una manipolazione grossolana degli spettatori, facilmente smascherabile sulla base delle registrazioni originali.
NIUS ha avviato un procedimento giudiziario, mettendosi a fianco il più famoso avvocato tedesco specializzato in diritto dei media, dopo che il governatore CDU del Schleswig Holstein Günter ha persino chiesto nella trasmissione di Lanz, senza che qualcuno lo contradisse, il divieto dei media sgraditi.
Chissà cosa ne pensa Richard David Precht, pop star tra gli attuali filosofi tedeschi e partner del podcast ZDF di Markus Lanz di questa facenda, dopo aver finalmente ritrovato la voce nella necessità di difendere la libertà di espressione dopo anni di silenzio.
I pochi media che, in conformità con la loro compito di Quarto Potere osservano e criticano in particolare i governi, sono oggetto di censura, soprattutto in Europa. Questa è la realtà.
In Germania, unità di polizia si presentano regolarmente la mattina presto davanti alla porta di casa dei critici del governo, persino dei vignettisti e dei satirici. Ecco a che punto siamo arrivati nella Repubblica Federale Tedesca. Cosa ne avrebbe detto il defunto ex cancelliere Helmut Schmidt?
In Europa, i conti bancari delle persone, delle organizzazioni e dei media che esercitano il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione vengono sempre più spesso chiusi senza alcuna motivazione e senza che vi siano atti o dichiarazioni penalmente rilevanti a loro contestati (vedi p.e. il caso di Jacques Baud).
In Europa, sempre più persone vengono soggette a divieti di espatrio o di ingresso, solo perché non gradite ai governanti, ma non perché abbiano commesso reati.
In questo contesto spiccano in particolare il Regno Unito, ma anche la Germania.
Vivono in modo particolarmente pericoloso i critici della posizione dell’UE nella guerra in Ucraina.
“Jacques Baud, ex colonnello dell’esercito svizzero e analista strategico, è ospite regolare di programmi televisivi e radiofonici filorussi. Funge da portavoce della propaganda filorussa e formula teorie complottiste, ad esempio accusando l’Ucraina di orchestrare la propria invasione per aderire alla NATO. Jacques Baud è pertanto responsabile di mettere in atto azioni o politiche attribuibili al governo della Federazione russa che compromettono o minacciano la stabilità o la sicurezza di un paese terzo (l’Ucraina), o sostiene tali azioni o politiche, tramite l’uso della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze.”
A questo proposito, è molto illuminante questa intervista con Jacques Baud:
Sono etichettati come “filo-russi” quei media che, in linea con la loro missione giornalistica, trattano in modo critico le sanzioni dell’UE contro la Russia e illustrano lo sviluppo della guerra in Ucraina sulla base degli interventi dimostrabili degli Stati Uniti e del Regno Unito con i rispettivi servizi segreti.
Secondo questo principio assurdo, in diretto contrasto con la libertà di espressione e quindi con la democrazia, anche un professore di economia di fama internazionale e consulente di governi come Goeffrey Sachs dovrebbe essere punito con sanzioni dall’UE:
Ma non si ha ancora il coraggio di arrivare a tanto.
Questa spirale antidemocratica viene alimentata dai responsabili dell’UE in proporzione al crescente grado di collasso della narrativa costruita sulla menzogna e sull’inganno dei cittadini.
Un esempio lampante è la narrativa secondo cui la Russia potrebbe essere messa in ginocchio con sanzioni economiche: fatto è, invece, che l’Unione Europea ha mandato in rovina le sue industrie chiave.
La pericolosa spirale di censura è stata avviata dall’Unione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen e continua ad essere alimentata con il “Digital Services Act (DAS)” e il “European Democracy Shield“.
Quella che viene venduta ai cittadini come protezione delle democrazie europee contro la disinformazione e le cosiddette fake news è in realtà una propaganda spudorata a favore di una censura brutale contro gli oppositori dei governi.
Mentre la presidente della Commissione europea calpesta i principi fondamentali di trasparenza e legalità – e i capi di governo della maggior parte degli Stati membri dell’UE e la (ancora) maggioranza dei membri del Parlamento europeo (tra cui Herbert Dorfmann della Südtiroler Volkspartei) accettano questo comportamento profondamente illegale della presidente della Commissione – Ursula von der Leyen chiede che in Europa venga brandita con tutta la forza possibile la mazza della censura contro i cittadini, i media e i giornalisti.
Questo sviluppo fatale e pericoloso può essere fermato solo se le istituzioni che dovrebbero rappresentare i valori democratici, come il Consiglio provinciale dell’Alto Adige, si esprimono in modo esplicito e dimostrativo a favore della tutela della libertà di espressione e quindi anche del necessario pluralismo delle opinioni rappresentate, in particolare nei media finanziati o sostenuti con fondi pubblici.
È giunto il momento in cui noi rappresentanti dei cittadini abbiamo la responsabilità di garantire che la censura sempre più diffusa, ormai considerata la “nuovanormalità“, non trasformi definitivamente il nostro sistema politico, anzi il nostro spazio di vita, in una democrazia del tutto fittizia.
Chi concede spazio solo al cosiddetto “mainstream” ha abdicato in partenza alla democrazia.
Le madri e i padri della Costituzione della Repubblica Italiana hanno sancito il Diritto Fondamentale alla libertà di espressione nell’art. 21:
Per questi motivi ho presentato in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano una mozione (https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_789445.pdf) che verrà discussa e messa in votazione alla prossima seduta in febbraio, e con la quale invito i membri del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano ad esprimere – nell’ambito di una dichiarazione congiunta da redigere dai rappresentanti dei gruppi consiliari e da trasmettere successivamente dal Presidente del Consiglio Provinciale ai media – in modo chiaro il loro impegno a favore della libertà di espressione nel senso dell’art. 21 Costituzione della Repubblica Italiana, art. 10 Convenzione Europea dei Diritti Umani e art. 11 Carta dei Diritti e delle Libertà Fondamentali dell‘UE, nonchè a ricordare ai media che il loro compito fondamentale è quello di dare spazio alle opinioni rappresentate nella società, in particolare anche alle opinioni (peraltro più delle volte solo presunte) minoritarie, al fine di consentire e proteggere una società multipolare nel vero senso democratico.
Fratelli d’Italia, SVP, Freiheitliche, Lista Civica e Forza Italia votano nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano contro la necessaria revisione dell’obbligo vaccinale pediatrico prevista dalla legge e contro la necessaria trasparenza della politica vaccinale
Fratelli d’Italia in Alto Adige/Sudtirolo dimostra una volta di più la sua scandalosa ipocrisia: mentre l’Assessore Galateo vota contro legalità e trasparenza, la consigliera FdI Scarafoni – guarda caso – è rimasta assente giusto il tempo della discussione e votazione della mozione
andata oggi in discussione e votazione, e che comprendeva dei punti che ogni rappresentante del popolo che si riconosce nei principi della nostra Costituzione e rispetta e garantisce il Diritto Fondamentale dei cittadini alla necessaria trasparenza, avrebbe dovuto sostenere.
Invece, anche gli esponenti provinciali di Fratelli d’Italia, oltre ai colleghi di Forza Italia, Lista Civica, SVP e Freiheitliche, una volta di più, hanno votato contro la garanzia della legalità e trasparenza a cui i cittadini, proprio nella politica sanitaria hanno un Diritto Fondamentale.
Sin dall’introduzione dell’obbligo vaccinale pediatrico nel 2017 – con l’esclusione dalla scuola dell’infanzia, dalle strutture di assistenza alla prima infanzia e dal servizio Tagesmutter di bambini non rispondenti al piano nazionale vaccinale – il rispettivo Ministro della Salute ogni tra anni (e in caso di urgenza anche durante il periodo triennale) dopo la necessaria raccolta di dati e dell’opinione, tra le altre, anche della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province Autonome, avrebbe dovuto sottoporre ad una revisione (con esito aperto) l’obbligo vaccinale pediatrico, attualmente previsto per 10 vaccinazione (art. 1 comma 1-ter D.L. 73/2017).
Anche l’attuale governo Meloni, nella persona del Ministro alla Salute Orazio Schillaci, viola gravemente l’obbligo di rivedere (con esito aperto) l’obbligo vaccinale, omettendo, dunque, anche di raccogliere l’opinione della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province Autonome.
Il comitato di consulenza per la strategia vaccinale (NITAG) è stato sospeso sin dall’ agosto 2025, dopo che la nomina di due membri che non stanno agli ordini della lobby farmacologica, ha provocato la massiccia pressione mediatica organizzata dalla lobby dei produttori dei vaccini, e il Ministro della Salute ha preferito chiudere la questione, annullando l’operatività dell’organo, anziché garantire un organo con membri liberi da conflitti d’interessi.
Mentre in paesi come negli USA, l’organo di consulenza per la strategia vaccinale del governo (ACIP) è ora composto da esperti non finanziati dai produttori dei vaccini, e i cittadini possono seguire online le discussioni del comitato di consulenza della strategia vaccinale del governo federale e persino presentare delle domande alle cui viene data risposta dagli esperti online, in Italia il Ministro alla Salute agisce in violazione dell’obbligo di revisione e in totale difetto di trasparenza.
Mentre i cittadini degli USA apprendono nel dettaglio online le motivazioni scientifiche delle scelte di strategia vaccinale del loro governo, in Italia i genitori sono confrontati con un obbligo vaccinale che avrebbe dovuto essere rivisto già per almeno due volte e per il cui adempimento vengono usate delle sostanze, la cui efficacia e sicurezza non è mai stata confermata in studi clinici con veri gruppi di controllo, fatto peraltro ammesso dallo stesso Assessore alla Salute dell’Alto Adige e rispetto alle quali il CDC dal novembre 2025 non esclude più una possibile connessione con il numero paurosamente crescente dei casi di autismo anche in Italia!
I membri che oggi hanno votato contro la mozione, articolata in vari sottopunti, di cui i primi mai potevano essere rigettati senza esprimere di fatto l’approvazione di un operato illegittimo e gravemente intrasparente, hanno dimostrato di non voler tutelare Diritti Fondamentali dei Cittadini e hanno dimostrato di agire contro l’interesse della Provincia Autonoma di Bolzano di veder garantita la propria posizione come membro della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province Autonome.
La mozione prevedeva la votazione nominale e separata per punto sulle seguenti richieste (le complesse premesse di natura normativa, scientifica e istituzionale, le trovate nella mozione in allegato):
Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige obblighi la Giunta provinciale
nella persona del Presidente della Provincia, a invitare immediatamente la Presidente del Governo a voler convocare, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome:
1.1 ai fini della revisione dell’obbligo di vaccinazione pediatrica prevista dall’art. 1, comma 1-ter, del D.L. 73/2017
1.2 in particolare con l’obiettivo di condurre, nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome una discussione sul tema dell’obbligo vaccinale pediatrico trasparente, basata su prove scientifiche e non su propaganda dogmatica, ed accessibile ai cittadini
1.3 in particolare con l’obiettivo di chiedere nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, un comitato consultivo libero da conflitti di interesse per le decisioni relative alla strategia nazionale di vaccinazione
1.4 in particolare con l’obiettivo di chiedere nell‘ambito della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, la necessaria trasparenza, a cui i cittadini hanno un diritto fondamentale, della discussione sia sulla strategia vaccinale nazionale che sull’obbligo vaccinale pediatrico in particolare, e di richiedere, ad esempio, la trasmissione online di tale discussione
1.5 In particolare, considerando che né la sicurezza né l’efficacia dei vaccini pediatrici attualmente in uso in Italia sono state testate e confermate in studi clinici con veri gruppi di controllo, e considerando che dal 19 novembre 2025 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) non esclude più un nesso tra le vaccinazioni pediatriche e l’autismo, che venga sospeso immediatamente, a titolo precauzionale, l’obbligo di vaccinazione dei bambini.
1.6 in particolare con l’obiettivo di lasciare la decisione sulla vaccinazione pediatrica ai genitori, ai quali deve essere garantita un’informazione completa, obiettiva, basata su prove scientifiche e senza alcuna censura, affinché possano prendere una decisione libera e informata
fino alla decisione della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, e nell’esercizio della competenza legislativa primaria in materia di scuola dell‘infanzia, di non escludere dalla scuola dell’infanzia i bambini che non sono in regola con il piano vaccinale nazionale e di provvedere all’annullamento dei decreti di decadenza dall’iscrizione alla scuola dell’infanzia già notificati alle famiglie interessate, poiché il pretesto di dover proteggere i bambini immunodepressi di fatto non è fondato, mentre è evidente la necessità di proteggere tutti i bambini dai rischi per la loro salute derivanti dalla somministrazione ripetuta di sostanze contenenti particelle di alluminio, la cui sicurezza ed efficacia non sono mai state testate in studi clinici con veri gruppi di controllo
fino alla decisione della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome, garantire che nessun bambino non vaccinato rimanga escluso dalle struttura di assistenza alla prima infanzia, compreso il servizio Tagesmutter, poiché il pretesto di dover proteggere i bambini immunodepressi di fatto non è fondato, mentre è evidente la necessità di proteggere tutti i bambini dai rischi per la loro salute derivanti dalla somministrazione ripetuta di sostanze contenenti particelle di alluminio, la cui sicurezza ed efficacia non sono mai state testate in studi clinici con gruppi di controllo reali.
La votazione del punto 1.1. (richiesta della revisione dell’obbligo vaccinale) non è passata per mancanza di un unico unico voto!
Il voto espresso dei singoli membri del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano lo trovate in allegato.
I politici si valutano sui fatti e non sulle promesse.
In particolare i rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno dimostrato una volta di più di fare esattamente il contrario di quanto promesso agli elettori.