Anche l’Italia/Alto Adige-Sudtirolo nelle grinfie dei piani eugenetici della banda criminale attorno a Epstein, Gates & Co
Anche in Alto Adige/Sudtirolo il tasso di natalità è in drastico calo dal 2021 (inizio della cosiddetta “vaccinazione” Covid-19 a base di RNA modificata):
In uno studio recente, pubblicato anche nella biblioteca online del NIH, è stata rilevata la presenza della proteina spike vaccinale nella placenta di donne “vaccinate” contro il Covid-19 durante la gravidanza e persino in quelle vaccinate prima della gravidanza (studio allegato anche in traduzione automatica in italiano e qui nel testo originale in inglese):
Complessivamente, l’87% delle partecipanti allo studio ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro la SARS-CoV-2 e 56 donne (42 vaccinate, 14 non vaccinate) hanno contratto il COVID-19. Complessivamente, 31 placente sono risultate positive al test della proteina spike.
Sulla base dei file Epstein pubblicati, è evidente che un gruppo criminale guidato da Epstein, Gates & Co non solo ha determinato il corso della pandemia, ma ha anche perseguito, e continua a perseguire, obiettivi eugenetici con il coinvolgimento di scienziati senza scrupoli.
Si veda a questo proposito la pubblicazione su Substack del giornalista investigativo Sayer Ji (allegata anche in traduzione automatica in lingua italiana e qui nel testo originale inglese):
Con la mia mozione 386/26(qui nella versione attuale presentata il 6 marzo 2026 per la delibera in questa settimana nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano) dimostronelle premesse, sulla base di documenti istituzionali, come la politica sanitaria dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e quindi anche della Provincia Autonoma di Bolzano sia stata determinata, e continui ad essere determinata, dalla banda criminale attorno a Epstein, Gates & Co. (che comprende, tra gli altri, alti rappresentanti istituzionali e responsabili di grandi banche), e che è quindi indispensabile – per proteggere la salute e la vita della popolazione e per evitare lo saccheggiamento delle casse pubbliche (e quindi dei contribuenti) – effettuare immediatamente una revisione di tutte quelle misure di politica sanitaria che avvantaggiano in primo luogo i produttori di vaccini e quanto definito tale, nonchè l’industria della pandemia in generale.
Chi determina la politica sanitaria europea, italiana e quindi quella altoatesina/sudtirolese?
Il contenuto degli Epstein Files recentemente pubblicati richiede
un chiarimento immediato e sostanziali misure correttive
Da tempo si osserva che la politica sanitaria di interi continenti è determinata in modo decisivo da privati, presunti filantropi, e che la comunicazione di misure di politica sanitaria asseritamente necessarie e asseritamente vantaggiose per la popolazione equivale a una mera comunicazione di pubbliche relazioni aziendali senza alcuna reale evidenza scientifica.
Questa situazione è diventata particolarmente evidente a partire dal 2020.
Dagli Eptstein-file recentemente pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
emerge che il pedofiloJeffrey Epstein, condannato per favoreggiamento della prostituzione minorile e apparentemente responsabile anche di traffico di minori su larga scala e omicidi di adolescenti e bambini (deceduto in carcere in circostanze misteriose nel 2019), in collaborazione con Bill Gates (che secondo gli Epstein Files si sarebbe ripetutamente “divertito” sulla famigerata isola di Epstein) e con il coinvolgimento dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), della Banca Mondiale e delle banche d’investimento (Goldman Sachs, JB Morgan Chase ecc.) nonché del Pentagono (DARPA), ha definito, programmato e pianificato le pandemie come IL BUSINESS.
Con la mia mozione n. 386/26 presentata in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano per la settimana di sedute di marzo (vedi qui nella versione attuale presentata oggi come emendamento alla mozione, e in allegato
ho dimostrato in dettaglio, sulla base dei documenti istituzionali e degli Epstein Files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ilgoverno provinciale altoatesino/sudtirolese deve agire immediatamente nell’interesse della popolazione altoatesina/sudtirolese.
Considerato che anche la politica sanitaria italiana è stata evidentemente determinata da tempo dagli interessi economici privati della banda criminale di Epstein, Gates & Co. (si veda l’introduzione dell’obbligo vaccinale pediatrico nel 2017, che nonostante sia previsto dalla legge non è mai stato sottoposto a revisione, le “misure” Covid-19 assurde, prive di fondamento scientifico e dannose per la popolazione, gli attuali obblighi di approvvigionamento nell’ambito degli obblighi di preparazione, prevenzione e reazione (Prepardness, Prevention e Reaction) stabiliti a livello dell’UE e che comportano sostanziose spese per l‘Italia con la rispettiva inevitabile pressione fiscale sui cittadini),
è indispensabile che la Giunta provinciale altoatesina/sudtirolese richieda immediatamente un’indagine sull’evidente influenza di Gates & Co. sulla politica sanitaria italiana e quindi altoatesina/sudtirolese, nell’interesse e a tutela della popolazione altoatesina/sudtirolese.
Oltre agli aspetti sanitari, si tratta anche di impedire che lo Stato venga sfruttato finanziariamente da privati e che l’enorme onere finanziario che ne deriva debba essere sostenuto anche dai cittadini altoatesini/sudtirolesi attraverso un aumento della pressione fiscale o la soppressione di importanti servizi pubblici.
*
Per questi motivi ho presentato la seguente mozione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano:
“Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige impegna la Giunta provinciale, sulla base delle ultime conoscenze, nella persona del Presidente della Provincia, a richiedere immediatamente alla Presidente del Governo di convocare senza indugio, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome:
al fine di valutare con urgenza le conseguenze di un’appropriazione indebita, ormai evidente anche alla luce degli Epstein Files, da parte di una banda criminale della politica sanitaria europea, italiana e dunque altoatesina/sudtirolese
con l’obiettivo di sottoporre a revisione nell’ambito di una commissione d’inchiesta – con la partecipazione delle regioni e delle province autonome e con il coinvolgimento di esperti indipendenti – le misure attualmente adottate in Italia in materia di politica sanitaria, di cui beneficiano in particolare i produttori di vaccini e gli investitori nel settore dei vaccini e delle pandemie, al fine di verificare la sussistenza di un rapporto costi-benefici positivo per la popolazione e basato su dati scientifici”.
La maggioranza del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano contro una esplicita presa di posizione a favore della garanzia della libertà di espressione
La maggioranza dei membri del Consiglio provinciale altoatesino/sudtirolese ha dimostrato una volta di più una concezione di democrazia di natura meramente formale anziché effettiva
La democrazia fittizia continua
Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolese ha respinto oggi a maggioranza la mia mozione, con la quale ho chiesto una esplicita presa di posizione esplicita del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano a favore della necessaria garanzia della libertà di espressione e dell’invito ai media finanziati con fondi pubblici ad adempiere alla loro funzione di quarto potere.
Nel suo discorso di Capodanno in Vaticano davanti al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Leone XIV ha espresso molto chiaramente la sua preoccupazione per la massiccia limitazione della libertà di espressione in Occidente.
Ha detto testualmente:
„Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza.“
In questi giorni sono stati pubblicati altri circa 3 milioni di documenti degli Epstein Files. Una loro analisi anche solo superficiale apre uno sguardo su un abisso incredibile.
Un incallito criminale pedofilo e, a quanto pare, addirittura infanticida, dotato di ottimi agganci a livello internazionale con responsabili di governo, leader aziendali ai massimi livelli, dirigenti dei media e in generale con persone che hanno deciso delle nostre vite negli ultimi decenni, ha determinato la politica internazionale, che riguarda tutti noi, esercitando le sue perversioni sessuali, il ricatto, la lussuria e non per ultimo anche il potere e il successo economico.
Ad esempio, nel 2017 Epstein, insieme a un consulente finanziario di Bill Gates e con il coinvolgimento dell’OMS, ha ideato le cosiddette pandemie come modello di business per il futuro, e non è un caso che nel 2020 sia stato proprio Bill Gates a spiegare direttamente ai cittadini in diretta nei telegiornali, che solo il cosiddetto “vaccino” avrebbe consentito alla popolazione mondiale di superare la pandemia.
Anche i retroscena della guerra in Ucraina stanno diventando più chiari.
Tutti coloro che per anni hanno cercato di portare alla luce segnalato questo incredibile abisso sono stati accusati di essere complottisti, balordi o cospiratori o addirittura bollati come nemici dello Stato.
Dal 2020 si è improvvisamente manifestata un’enorme restrizione del dibattito pubblico, della libertà di espressione e quindi della democrazia.
Da un giorno all’altro, la scienza è stata ridotta all’opinione propagandata dai governi.
I cittadini che hanno espresso un’opinione diversa dalla “verità unica” imposta dai governi autoritari e diffusa dai media mainstream sono stati spesso denigrati come “estremisti di destra” e quindi messi a tacere o, in molti casi, danneggiati economicamente in modo permanente.
La società è stata profondamente divisa da questa strategia perfida, persino diabolica, di incitamento all’odio reciproco.
Anche sei anni dopo l’attuazione di una censura sistematica che non si sarebbe mai ritenuta possibile, le opinioni e le posizioni che si discostano dal cosiddetto “mainstream” o da ciò che viene propagandato come tale, continuano ad essere censurate dai media di sistema o dai cosiddetti media mainstream, ancora improntati alla censura, o addirittura etichettate come “di estrema destra”, con l’evidente intento di renderle “socialmente inaccettabili”.
E in generale l’attacco alla libertà di espressione, un pilastro fondamentale della democrazia, se non IL pilastro fondamentale, continua.
Persino peggio: l’Unione Europea ha già dato da tempo l’ordine di sferrare un attacco generale alla libertà di espressione.
Durante il cosiddetto periodo del coronavirus, sia l’amministrazione Biden (cioè l’ex governo statunitense guidato dai cosiddetti “democratici”), sia la Commissione europea e i governi degli Stati membri hanno imposto ai media la verità da propagandare – dietro lauti compensi – e li hanno esortati a censurare brutalmente le opinioni contrarie. Con poche eccezioni, tutti hanno collaborato. È stata la fine del cosiddetto “giornalismo di qualità”, se non del giornalismo stesso.
Attraverso agenzie di stampa come la REUTERS, controllate dai grandi fondi finanziari di investimento, le agenzie più piccole nazionali e le redazioni TV/radio e dei giornali fino alla provincia di Bolzano sono state alimentate con “verità” prestabilite… e questa “pappa preconfezionata” è stata per lo più inghiottita e diffusa senza alcun “se” e “ma”.
Le opinioni contrarie sono state accuratamente messe a tacere in una nuova “omertà” globale, o attraverso un framing politico (con l’attribuzione gratuita di attributi come “di estrema destra”, “antisemita” ecc.) o altre forme di denigrazione personale (“vecchio idiota senile”, come è successo al premio Nobel Luc Montagnier).
Mark Zuckerberg (CEO di META) ha lamentato in una lettera del 26 agosto 2024 nei confronti dell‘allora amministrazione Biden di essere stato spinto/costretto dall’amministrazione Biden a censurare i contenuti relativi al Covid-19 nel 2021.
E così è stato. Gli account Facebook – come quello della consigliera che ha presentato questa mozione, che dal 2020 ha cercato, tra l’altro tramite Facebook, di fornire informazioni importanti alla popolazione dopo che queste erano state nascoste o ridicolizzate dai cosiddetti media „mainstream” o addirittura diffamate come “di estrema destra” – sono stati bloccati da META su richiesta di gruppi di censura formati appositamente in quel periodo anche in Alto Adige/Sudtirolo e sbloccati solo nel corso del 2024.
Durante i cosiddetti anni del Coronavirus, solo la piattaforma sociale TELEGRAM era accessibile per la libera e democratica espressione delle opinioni.
A causa del suo rifiuto di piegarsi alle funzioni di censura imposte dall’Unione Europea, Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia nel 2024 e posto agli arresti domiciliari.
Due giorni fa è stato reso noto che l’ufficio parigino di “X” è stato sottoposto a una perquisizione su ordine del governo francese. Il governo Macron dimostra ancora una volta di voler proseguire la sua politica intimidatoria nei confronti della libertà di espressione. Dei risultati della Rivoluzione francese non è rimasto molto. In futuro vedremo cosa hanno da nascondere Macron & Co.
Nella trasmissione della RAI Südtirol (e cioè RAI Alto Adige in lingua tedesca) “Landtagswahlen 2023 – Analyse und Kommentare” (tradotto „Elezioni provinciali 2023 – analisi e commentari“), il caporedattore del settimanale ff (Georg Mair) ha risposto (senza che fosse stato contradetto da parte di uno dei presenti) alla domanda della conduttrice se i media mainstream non avrebbero dovuto ascoltare e dare voce anche all'”altra parte” e se la divisione della società non fosse anche dovuta al fatto che i media mainstream non hanno dato ascolto, né spazio, in particolare agli oppositori del “vaccino” contro il Covid-19, ha risposto letteralmente come segue: “Gli oppositori dei “vaccini” avevano altri canali per esprimersi. Basta guardare Telegram, dove ci sono sufficienti possibilità per gli oppositori dei “vaccini”, per i no-vax, di esprimersi sull’argomento. Ma sono contrario al fatto che i media creino un falso equilibrio, ad esempio quando si tratta di clima, se il 99% della “scienza” afferma che il riscaldamento globale esiste e l’1% nega che esista, allora non ha senso invitare in studio alla Rai sia lo scienziato che il negazionista del clima. Questo dà l’impressione che entrambi argomentino su un piano di parità. E lo stesso è successo con le vaccinazioni. Ciò non significa che non si debba ascoltare le persone quando hanno paure e preoccupazioni. Ma noi, come media, non dobbiamo riportare le chiacchiere senza senso. Sono assolutamente contrario, perché in questo modo non facciamo altro che amplificare le fake news. E non vogliamo essere questo“.
Questa incredibile posizione estremamente antidemocratica, che ormai da anni si manifesta e si è cristallizzata nei cosidetti „media di riferimento“ (eccetto poche eccezioni), non è cambiata praticamente per nulla, né in Alto Adige/Sudtirolo né in Europa nel suo complesso.
Un esempio lampante del fatto che l’Europa, e in particolare l’area di lingua tedesca, abbia preso una direzione estremamente pericolosa è l’incredibile richiesta di censura e, „se necessario“ persino di divieto dei media sgraditi, avanzata da parte del governatore CDU dello Schleswig-Holstein Daniel Günter nel talk show della ZDF condotto dal Sudtirolese Markus Lanz.
Richard David Precht, la pop star tra i filosofi tedeschi viventi (tra l’altro partner del podcast di Markus Lanz), ha commentato questo incredibile episodio, spiegando che da tempo assistiamo a una pericolosissima restrizione dello spazio di dibattito. Precht sottolinea chiaramente che lo spazio di dibattito non può essere sufficientemente ampio per una società caratterizzata da disorientamento, in un momento in cui si stanno verificando i più grandi sconvolgimenti dal 1945, e cita tre esempi in cui questo dibattito democratico è stato massicciamente soppresso: 1. Crisi del coronavirus, 2. Guerra in Ucraina, 3. Palestina-Gaza-Israele.
I pochi media che, in conformità con la loro compito di Quarto Potere osservano e criticano in particolare i governi, sono oggetto di censura, soprattutto in Europa. Questa è la realtà.
In Germania, unità di polizia si presentano regolarmente la mattina presto davanti alla porta di casa dei critici del governo, persino dei vignettisti e dei satirici. Ecco a che punto siamo arrivati nella Repubblica Federale Tedesca. Cosa ne avrebbe detto il defunto ex cancelliere Helmut Schmidt?
In Europa, i conti bancari delle persone, delle organizzazioni e dei media che esercitano il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione vengono sempre più spesso chiusi senza alcuna motivazione e senza che vi siano atti o dichiarazioni penalmente rilevanti a loro contestati.
In Europa, sempre più persone vengono soggette a divieti di espatrio o di ingresso, solo perché non gradite ai governanti, ma non perché abbiano commesso reati.
In questo contesto spiccano in particolare il Regno Unito, la Germania e l’Unione Europea.
I critici della posizione dell’UE nella guerra in Ucraina vivono in una situazione particolarmente pericolosa.
Vengono rapidamente accusati di propaganda filo-russa (senza che siano stati dimostrati contatti concreti) e di conseguenza privati dei loro diritti fondamentali.
Sono etichettati come “filo-russi” quei media che, in linea con la loro missione giornalistica, trattano in modo critico le sanzioni dell’UE contro la Russia e illustrano lo sviluppo della guerra in Ucraina sulla base degli interventi dimostrabili degli Stati Uniti e del Regno Unito con i rispettivi servizi segreti.
Questa incredibile spirale di censura è stata avviata dall’Unione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen e continua ad essere alimentata con il “Digital Services Act (DAS)” e il “European Democracy Shield“.
Quella che viene venduta ai cittadini come protezione delle democrazie europee contro la disinformazione e le cosiddette fake news è in realtà una propaganda spudorata a favore di una censura brutale contro gli oppositori dei governi.
Mentre la presidente della Commissione europea calpesta i principi fondamentali di trasparenza e legalità – e i capi di governo della maggior parte degli Stati membri dell’UE e la (ancora) maggioranza dei membri del Parlamento europeo (tra cui Herbert Dorfmann della Südtiroler Volkspartei) accettano questo comportamento profondamente illegale della presidente della Commissione – Ursula von der Leyen chiede che in Europa venga brandita con tutta la forza possibile la mazza della censura contro i cittadini, i media e i giornalisti.
In questi giorni la commissione giustizia della Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato gli “EU Censorship Files”, che dimostrano che la Commissione europea ha esercitato una censura massiccia durante i cosiddetti anni della pandemia e ha interferito direttamente nelle elezioni di almeno sei Stati.
Il programma su RAI Radio 1 (“Giù la Maschera”) dell’ex direttore generale della RAI, Marcello Foa, che ha riferito in modo molto equilibrato su tutti questi temi globali, che determinano il nostro presente e il nostro futuro, invitando in trasmissione in modo equo entrambi i punti di vista contrapposti, è stato semplicemente cancellato mesi fa senza alcuna spiegazione. L’informazione e la libertà di espressione non sono gradite.
Questo sviluppo fatale e pericoloso può essere fermato solo se le istituzioni che dovrebbero rappresentare i valori democratici, come il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, si esprimono in modo esplicito e dimostrativo a favore della tutela della libertà di espressione e quindi anche del necessario pluralismo delle opinioni rappresentate, in particolare nei media finanziati o sostenuti con fondi pubblici.
È giunto il momento in cui noi rappresentanti dei cittadini abbiamo la responsabilità di garantire che la censura sempre più diffusa, ormai considerata la “nuovanormalità“, non trasformi definitivamente il nostro sistema politico, anzi il nostro spazio di vita, in una democrazia del tutto fittizia.
Chi concede spazio solo al cosiddetto “mainstream” ha abdicato in partenza alla democrazia.
La maggioranza dei membri del consiglio altoatesino/sudtirolese ha dimostrato una volta di più una concezione di democrazia di natura meramente formale anziché effettiva.
Comitato Etico Provinciale dell’Alto Adige/Sudtirolo – Serata informativa sulla vaccinazione presso l’EURAC
Propaganda invece di informazioni obiettive
Il Comitato etico provinciale una volta di più non adempie alla sua importante funzione
L’altro ieri, il 21 gennaio, si è tenuto presso l’EURAC una serata informativa organizzata dal Comitato etico provinciale sul tema “Salute: la libertà alla prova – VACCINARSI – una decisione medico-sociale o puramente personale?”
Quattro erano i relatori (di cui due pure membri del Comitato etico provinciale): un medico pediatra di Innsbruck, una giurista, un teologo/filosofo e la responsabile del dipartimento Prevenzione e Igiene dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
È apparso subito chiaro che la “missione” di questi quattro relatori, perfettamente in linea con l’Agenda europea di immunizzazione 2030 dell’OMS, era quella di “spingere”, di provvedere al cosiddetto “nudging” (come ha affermato senza mezzi termini il teologo/filosofo) il pubblico a favore delle vaccinazioni, senza discutere le enormi lacune nelle conoscenze scientifiche relative all’efficacia e alla sicurezza dei vaccini attualmente in uso, né le questioni giuridiche ed etiche fondamentali.
Invece di offrire alla popolazione interessata e ai medici desiderosi di aggiornarsi (la presenza dava crediti formativi) una serata informativa che avrebbe necessariamente dovuto basarsi su solide conoscenze scientifiche aggiornate, è stato spiegato dai relatori che in fondo si trattava solo di trasmettere alla popolazione la sensazione di poter decidere autonomamente in merito alla vaccinazione.
Il medico Jürgen Brunner (anche membro del Comitato etico provinciale) ha dichiarato che le vaccinazioni pediatriche avrebbero effetti collaterali minimi e offrirebbero una protezione elevata.
A questo proposito, durante la discussione di mezz’ora alla fine dell’evento, gli ho chiesto, se potesse insistere nella sua affermazione, in considerazione
del fatto che dal novembre 2025 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) dichiara ufficialmente sul suo sito web che non si può escludere una connessione tra le vaccinazioni pediatriche e l’aumento esplosivo dei casi di disturbi dello spettro autistico, e che in passato questo nesso, dimostrato in alcuni studi, è stato semplicemente – senza alcuna prova scientifica – negato categoricamente dalle autorità sanitarie al mero fine di reprimere l’esitazione vaccinale, e che questo comportamento altamente contrario all’etica e alla scienza ora non viene più adottato e che il nesso affermato da molti medici e scienziati ora viene studiato dal CDC con studi mirati
del contenuto del rapporto pubblicato all’inizio di gennaio dagli esperti del CDC, della FDA e del NIH sui primi risultati intermedi della revisione dell’attuale strategia di vaccinazione pediatrica degli Stati Uniti, in cui questi esperti dichiarano espressamente che non esistono studi clinici con veri gruppi di controllo per i vaccini pediatrici, che quindi lo stato delle conoscenze è estremamente lacunoso e che tali studi devono essere effettuati al più presto, nonchè in linea di principio la registrazione degli effetti collaterali dei vaccini è estremamente lacunosa e avviene solo in una percentuale molto bassa, e che quindi i casi di effetti collaterali effettivi dei vaccini sono molto più numerosi di quelli segnalati
dell’algoritmo dell’OMS per la determinazione degli effetti collaterali dei vaccini, che esclude nel mero interesse dei produttori dei vaccini a priori qualsiasi correlazione tra un effetto collaterale e una vaccinazione anche se esiste UNA sola possibile causa alternativa dell’effetto collaterale.
Alla domanda 1, il Prof. Dr. Brunner, che ama partecipare come relatore a convegni per medici sponsorizzati dall’industria farmaceutica, ha risposto che non esistono studi che dimostrino il legame tra autismo e vaccinazioni pediatriche. Il sito web attuale del CDC lo confuta.
Alla domanda 2, il pediatra ha risposto di non conoscere il documento redatto dai massimi esperti del CDC, della FDA e del NIH, che è però un documento scientifico che chiunque si presenti come “esperto” in materia di vaccinazioni deve conoscere.
Non ha risposto alla domanda 3.
La giurista Marta Tomasi (anche lei membro del Comitato etico provinciale) ha tenuto una relazione molto superficiale e ha presentato la cosiddetta “scienza” come punto fisso di partenza e di arrivo delle sue riflessioni. In nessun momento la giurista sembrava essere consapevole della domanda fondamentale: “chi e cosa è la scienza?”.
Il fatto che, come risulta dal novembre 2025 dal sito web della più grande e importante autorità sanitaria occidentale in relazione al tema dell’autismo/vaccinazioni pediatriche, nonché dalla relazione degli esperti del CDC, FDA e NIH, nel campo delle vaccinazioni la scienza sottoposta a peer review (cioè verificata da altri scienziati indipendenti e ritenuta fondata) è stata e continua ad essere sistematicamente ignorata dai governi e dalle autorità se scomoda. La giurista non sembrava essere a conoscenza di questo fatto, né del fatto che le grandi riviste scientifiche sono finanziate dall’industria dei vaccini.
E proprio questa incredibile circostanza, ora espressamente confermata dal CDC, avrebbe dovuto essere oggetto della “serata informativa” sulle vaccinazioni organizzata dal Comitato etico provinciale.
La giurista ha poi dimostrato grandi lacune di conoscenza in materia di legge farmaceutica, strettamente legata alle vaccinazioni, e che prevede come requisito necessario per le vaccinazioni una prescrizione medica.
La necessità di una prescrizione medica esclude a priori qualsiasi obbligo di vaccinazione.
Infatti, una prescrizione medica presuppone che il medico, sulla base delle sue conoscenze e della sua coscienza professionale, senza essere condizionato dalla politica, possa decidere liberamente insieme al suo paziente/vaccinando se una vaccinazione sia opportuna nel singolo caso e se debba essere effettuata o meno.
L’obbligo di vaccinazione urta frontalmente con la libertà del medico e del vaccinando, invece richiesta dalla legge sui medicinali.
L’obbligo di vaccinazione prevede solo pochissimi casi in cui il medico può esentare una persona dalla vaccinazione. Dal punto di vista fatturale e giuridico, ciò è esattamente l’opposto della funzione del medico nella prescrizione medica.
Questo tema fondamentale, non solo dal punto di vista giuridico, ma proprio anche dal punto di vista dell’etica medica, sarebbe stato un argomento degno di informazione e discussione in un evento del Comitato Etico provinciale, riconosciuto pure ai fini della formazione continua dei medici.
Invece, è emerso che la giurista invitata dal Comitato etico provinciale (peraltro membro dello stesso Comitato etico!) NON CONOSCEVA la legislazione sui medicinali, essenziale per l’uso conforme alla legge dei vaccini, e inoltre non sapeva che le decisioni di autorizzazione centralizzata per tutta l’UE dei vaccini da parte della Commissione europea prevedono una prescrizione medica come condizione imprescindibile per l’uso dei vaccini, perché così richiesto dalla legislazione sui medicinali.
Il teologo/filosofo ha infine spiegato ai medici presenti che, in sostanza, ciò che conta è “vendere” i vaccini in modo tale che i “vaccinati” credano di aver preso autonomamente la decisione di vaccinarsi.
La sua relazione ha tralasciato radicalmente il fatto che, invece, si dovrebbe garantire un’informazione completa nell’esclusivo interesse dei vaccinandi, anziché adottare una strategia di marketing a cui invita l’OMS gli operatori sanitari nella sua “Agenda Europea di Immunizzazione 2030”:
Alle pagine 13 e seguenti dell’European Immunization Agenda 2030 (Agenda vaccinale 2030) dell’OMS
viene illustrata la fondamentale strategia dell’OMS volta a trasformare gli operatori sanitari e i responsabili politici in propagandisti dei programmi di vaccinazione e quindi della crescita del fatturato dei produttori di vaccini, che ormai determinano l’attività dell’OMS.
Significativo è l’obiettivo fissato a pagina 13 dell’Agenda di immunizzazione dell’OMS:
“Misure esemplari: identificazione e nomina di ‘campioni’ o ‘eroi della vaccinazione’ e modelli di buone pratiche per promuovere le vaccinazioni all’interno dei governi nazionali e/o delle comunità” … “Garantire condizioni di lavoro ottimali e utilizzare incentivi legati al rendimento per motivare gli operatori sanitari a sostenere e promuovere le vaccinazioni” … “Formare gli operatori sanitari e i portavoce sulle capacità di comunicazione e garantire un’interazione efficiente e fluida con i media e i giornalisti”.
L’OMS invita i governi a premiare gli operatori sanitari che aderiscono incondizionatamente alla propaganda a favore delle vaccinazioni, mentre il legislatore farmaceutico richiede che l’attività del medico nella prescrizione di un vaccino sia libera da qualsiasi influenza, anche di natura finanziaria!
Cfr. punto 50 delle premesse della Direttiva (CE) 2001/83 (Codice europeo dei medicinali): “Le persone autorizzate a prescrivere medicinali devono poter svolgere il loro compito in modo assolutamente obiettivo, senza essere soggette a incentivi finanziari diretti o indiretti”.
La quarta relatrice, Silvia Spertini, ha già dimostrato mesi fa di aver superato i limiti dell’eticità nella vaccinazione dei bambini. Ha infatti dichiarato che i bambini devono essere vaccinati perché sono diffusori di virus.
La “strumentalizzazione farmacologica dei bambini” supera chiaramente i limiti dell’etica e avrebbe dovuto essere oggetto di una discussione critica approfondita durante la serata. Il fatto che proprio questa responsabile sia stata invitata dal Comitato Etico come relatrice la dice lunga.
Dopo di me, altri ascoltatori presenti (tra cui anche medici) hanno posto domande o hanno rilasciato fondate dichiarazioni riguardo a questo evento propagandistico estremamente discutibile.
Alla fine, i relatori si sono mostrati “sorpresi e irritati” dal fatto che con le loro relazioni completamente in linea con l’Agenda di immunizzazione 2030 dell’OMS e la strategia di “nudging” applicata, non sono riusciti a soddisfare tutti gli ascoltatori. Dal fronte giuridico dei relatori sono state persino in modo del tutto inadeguato e inaccettabile pronunciate le parole “complottismo” e il medico tra le relazioni ha affermato che le domande e le dichiarazioni del pubblico (tra cui medici e avvocati) non avrebbero avuto nulla a che vedere con l’evento.
Potrebbe avere ragione, perché l’evento era stato evidentemente concepito dal Comitato Etico come un puro “evento di propaganda sui vaccini” secondo lo spirito propagandato dall’OMS con la sua Agenda di immunizzazione 2030.
In qualità di membro del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano nonché di e avvocato che da anni si occupa intensamente di questioni di diritto farmaceutico e costituzionale relative alle vaccinazioni, in stretta collaborazione con scienziati, medici e giuristi a livello internazionale, non posso congratularmi con il Comitato etico provinciale per questo evento.
Il Comitato etico provinciale non ha già adempiuto al suo importante compito durante i cosiddetti anni del coronavirus.
E con questo evento il Comitato etico provinciale ha dimostrato una volta di più di agire come “tirapiede” dei decisori politici e non come organo che solleva fondamentali questioni etiche nell’interesse dei cittadini e conduce una discussione obiettiva e non tendenziosa al riguardo.
RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
La libertà di espressione in Occidente, specialmente in Europa, è sottoposta a forti pressioni: persino il Papa esprime preoccupazione
Mozione presentata nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano allo scopo di ottenere una chiara dichiarazione dei rappresentanti eletti dai cittadini a favore della libertà di espressione e quindi della democrazia e della tutela dei diritti umani.
L’appello dell’ex europarlamentare dei Verdi Sepp Kusstatscher a tutela della libertà di espressione e dei Diritti Umani – prendendo spunto dall’esempio concreto del colonnello dell’esercito svizzero ed ex analista strategico ed esperto di servizi segreti e terrorismo Jacques Baud, colpito da severi sanzioni comminate dal Consiglio dell’Unione Europea (ovvero dai rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’UE) con la decisione del 15 dicembre 2025, mi spinge a sottolineare che l’importante tema dell’evidente repressione della libertà di espressione in Europa è oggetto di una mozione che sarà discussa e messa al voto nella prossima seduta a febbraio del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano.
La massiccia repressione della libertà di espressione è ormai così evidente, in particolare in Europa, che persino Papa Leone XIV, nel suo discorso di Capodanno in Vaticano davanti al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ha espresso molto chiaramente la sua preoccupazione per la massiccia limitazione della libertà di espressione in Occidente.
Ha detto testualmente:
„Duole, invece, constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona, a partire dalla libertà di coscienza.“
Dal 2020 si è improvvisamente manifestata un’enorme restrizione del dibattito pubblico, della libertà di espressione e quindi della democrazia.
Da un giorno all’altro, la scienza è stata ridotta all’opinione propagandata dai governi.
I cittadini che hanno espresso un’opinione diversa dalla “verità unica” imposta dai governi autoritari e diffusa dai media mainstream sono stati spesso denigrati come “estremisti di destra” e quindi messi a tacere o, in molti casi, danneggiati economicamente in modo permanente.
La società è stata profondamente divisa da questa strategia perfida, persino diabolica, di incitamento all’odio reciproco.
Anche sei anni dopo l’attuazione di una censura sistematica che non si sarebbe mai ritenuta possibile, le opinioni e le posizioni che si discostano dal cosiddetto “mainstream” o da ciò che viene propagandato come tale, continuano ad essere censurate dai media di sistema o dai cosiddetti media mainstream, ancora improntati alla censura, o addirittura etichettate come “di estrema destra”, con l’evidente intento di renderle “socialmente inaccettabili”.
Ancora oggi, anche in questo Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, si fa molta fatica a trattare con obiettività certi argomenti.
Ancora oggi l’attacco alla libertà di espressione, un pilastro fondamentale della democrazia, se non IL pilastro fondamentale, riecheggia nella società.
Ancora peggio: l’Unione Europea ha già dato da tempo l’ordine di sferrare un attacco generale alla libertà di espressione.
Durante il cosiddetto periodo del coronavirus, sia l’amministrazione Biden (cioè l’ex governo statunitense guidato dai cosiddetti “democratici”), sia la Commissione europea e i governi degli Stati membri hanno imposto ai media la verità da propagandare – dietro lauti compensi – e li hanno esortati a censurare brutalmente le opinioni contrarie. Con poche eccezioni, tutti hanno collaborato. È stata la fine del cosiddetto “giornalismo di qualità”, se non del giornalismo stesso.
Attraverso agenzie di stampa come la REUTERS, controllate dai grandi fondi finanziari di investimento, le agenzie più piccole nazionali e le redazioni TV/radio e dei giornali fino alla provincia di Bolzano sono state alimentate con “verità” prestabilite… e questa “pappa preconfezionata” è stata per lo più inghiottita e diffusa senza alcun “se” e “ma”.
Le opinioni contrarie sono state accuratamente messe a tacere in una nuova “omertà” globale, o attraverso un framing politico (con l’attribuzione gratuita di attributi come “di estrema destra”, “antisemita” ecc.) o altre forme di denigrazione personale (“vecchio idiota senile”, come è successo al premio Nobel Luc Montagnier, nel frattempo scomparso all’età di 90 anni, che con la sua competenza specialistica di altissimo livello ha immediatamente sottolineato l’origine da laboratorio ormai chiara del virus SARS-Cov, nonchè il fatto che la cosiddetta “pandemia” si sarebbe risolta da sola in brevissimo tempo, senza bisogno di lockdown e tanto meno di una cosiddetta “vaccinazione”, e che le cosiddette “vaccinazioni” Covid-19 sono sostanze geneticamente modificate pericolose che portano alla morte e a gravi lesioni fisiche).
Mark Zuckerberg (CEO di META) ha lamentato in una lettera del 26 agosto 2024 nei confronti dell‘allora amministrazione Biden di essere stato spinto/costretto dall’amministrazione Biden a censurare i contenuti relativi al Covid-19 nel 2021:
E così è stato. Gli account Facebook – come quello della consigliera che ha presentato questa mozione, che dal 2020 ha cercato, tra l’altro tramite Facebook, di fornire informazioni importanti alla popolazione dopo che queste erano state nascoste o ridicolizzate dai cosiddetti media „mainstream” o addirittura diffamate come “di estrema destra” – sono stati bloccati da META su richiesta di gruppi di censura formati appositamente in quel periodo anche in Alto Adige/Sudtirolo (in Alto Adige/Sudtirolo si trattava, ad esempio, del gruppo non ufficiale “RATIONALS” guidati da un noto videomaker) e sbloccati solo nel corso del 2024.
Durante i cosiddetti anni del Coronavirus, solo la piattaforma sociale TELEGRAM era accessibile per la libera e democratica espressione delle opinioni.
A causa del suo rifiuto di piegarsi alle funzioni di censura imposte dall’Unione Europea, Pavel Durov, fondatore di Telegram, è stato arrestato in Francia nel 2024 e posto agli arresti domiciliari.
Nella trasmissione della RAI Südtirol (e cioè RAI Alto Adige in lingua tedesca) “Landtagswahlen 2023 – Analyse und Kommentare” (tradotto „Elezioni provinciali 2023 – analisi e commentari“), il caporedattore del settimanale ff (Georg Mair) ha risposto (senza che fosse stato contradetto da parte di uno dei presenti) alla domanda della conduttrice se i media mainstream non avrebbero dovuto ascoltare e dare voce anche all'”altra parte” e se la divisione della società non fosse anche dovuta al fatto che i media mainstream non hanno dato ascolto, né spazio, in particolare agli oppositori del “vaccino” contro il Covid-19, ha risposto letteralmente come segue: “Gli oppositori dei “vaccini” avevano altri canali per esprimersi. Basta guardare Telegram, dove ci sono sufficienti possibilità per gli oppositori dei “vaccini”, per i no-vax, di esprimersi sull’argomento. Ma sono contrario al fatto che i media creino un falso equilibrio, ad esempio quando si tratta di clima, se il 99% della “scienza” afferma che il riscaldamento globale esiste e l’1% nega che esista, allora non ha senso invitare in studio alla Rai sia lo scienziato che il negazionista del clima. Questo dà l’impressione che entrambi argomentino su un piano di parità. E lo stesso è successo con le vaccinazioni. Ciò non significa che non si debba ascoltare le persone quando hanno paure e preoccupazioni. Ma noi, come media, non dobbiamo riportare le chiacchiere senza senso. Sono assolutamente contrario, perché in questo modo non facciamo altro che amplificare le fake news. E non vogliamo essere questo“.
Questa incredibile posizione estremamente antidemocratica, che ormai da anni si manifesta e si è cristallizzata nei cosidetti „media di riferimento“ (eccetto poche eccezioni), non è cambiata praticamente per nulla, né in Alto Adige/Sudtirolo né in Europa nel suo complesso.
Un esempio lampante del fatto che l’Europa, e in particolare l’area di lingua tedesca, abbia preso una direzione estremamente pericolosa è l’incredibile richiesta di censura e, „se necessario“ persino di divieto dei media sgraditi, avanzata da parte del governatore CDU dello Schleswig-Holstein Daniel Günter nel talk show della ZDF condotto dal Sudtirolese Markus Lanz:
Il politico della CDU ha chiesto una regolamentazione autoritaria dei media sgraditi ai governi. Nel caso specifico, si tratta in particolare del portale di notizie NIUS – https://www.nius.de/ – fondato dall’ex caporedattore di BILD e bollato come “di estrema destra” dai media del sistema che praticano la censura.
Particolarmente sconcertante è, peraltro, il fatto che Lanz, originario del Sudtirolo e conduttore star della ZDF, abbia cercato di negare nella puntata successiva la richiesta di censura avanzata senza alcun contrappeso dal governatore CDU del Schleswig-Holstein Günter, ricorrendo a una manipolazione grossolana degli spettatori, facilmente smascherabile sulla base delle registrazioni originali.
NIUS ha avviato un procedimento giudiziario, mettendosi a fianco il più famoso avvocato tedesco specializzato in diritto dei media, dopo che il governatore CDU del Schleswig Holstein Günter ha persino chiesto nella trasmissione di Lanz, senza che qualcuno lo contradisse, il divieto dei media sgraditi.
Chissà cosa ne pensa Richard David Precht, pop star tra gli attuali filosofi tedeschi e partner del podcast ZDF di Markus Lanz di questa facenda, dopo aver finalmente ritrovato la voce nella necessità di difendere la libertà di espressione dopo anni di silenzio.
I pochi media che, in conformità con la loro compito di Quarto Potere osservano e criticano in particolare i governi, sono oggetto di censura, soprattutto in Europa. Questa è la realtà.
In Germania, unità di polizia si presentano regolarmente la mattina presto davanti alla porta di casa dei critici del governo, persino dei vignettisti e dei satirici. Ecco a che punto siamo arrivati nella Repubblica Federale Tedesca. Cosa ne avrebbe detto il defunto ex cancelliere Helmut Schmidt?
In Europa, i conti bancari delle persone, delle organizzazioni e dei media che esercitano il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione vengono sempre più spesso chiusi senza alcuna motivazione e senza che vi siano atti o dichiarazioni penalmente rilevanti a loro contestati (vedi p.e. il caso di Jacques Baud).
In Europa, sempre più persone vengono soggette a divieti di espatrio o di ingresso, solo perché non gradite ai governanti, ma non perché abbiano commesso reati.
In questo contesto spiccano in particolare il Regno Unito, ma anche la Germania.
Vivono in modo particolarmente pericoloso i critici della posizione dell’UE nella guerra in Ucraina.
“Jacques Baud, ex colonnello dell’esercito svizzero e analista strategico, è ospite regolare di programmi televisivi e radiofonici filorussi. Funge da portavoce della propaganda filorussa e formula teorie complottiste, ad esempio accusando l’Ucraina di orchestrare la propria invasione per aderire alla NATO. Jacques Baud è pertanto responsabile di mettere in atto azioni o politiche attribuibili al governo della Federazione russa che compromettono o minacciano la stabilità o la sicurezza di un paese terzo (l’Ucraina), o sostiene tali azioni o politiche, tramite l’uso della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze.”
A questo proposito, è molto illuminante questa intervista con Jacques Baud:
Sono etichettati come “filo-russi” quei media che, in linea con la loro missione giornalistica, trattano in modo critico le sanzioni dell’UE contro la Russia e illustrano lo sviluppo della guerra in Ucraina sulla base degli interventi dimostrabili degli Stati Uniti e del Regno Unito con i rispettivi servizi segreti.
Secondo questo principio assurdo, in diretto contrasto con la libertà di espressione e quindi con la democrazia, anche un professore di economia di fama internazionale e consulente di governi come Goeffrey Sachs dovrebbe essere punito con sanzioni dall’UE:
Ma non si ha ancora il coraggio di arrivare a tanto.
Questa spirale antidemocratica viene alimentata dai responsabili dell’UE in proporzione al crescente grado di collasso della narrativa costruita sulla menzogna e sull’inganno dei cittadini.
Un esempio lampante è la narrativa secondo cui la Russia potrebbe essere messa in ginocchio con sanzioni economiche: fatto è, invece, che l’Unione Europea ha mandato in rovina le sue industrie chiave.
La pericolosa spirale di censura è stata avviata dall’Unione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen e continua ad essere alimentata con il “Digital Services Act (DAS)” e il “European Democracy Shield“.
Quella che viene venduta ai cittadini come protezione delle democrazie europee contro la disinformazione e le cosiddette fake news è in realtà una propaganda spudorata a favore di una censura brutale contro gli oppositori dei governi.
Mentre la presidente della Commissione europea calpesta i principi fondamentali di trasparenza e legalità – e i capi di governo della maggior parte degli Stati membri dell’UE e la (ancora) maggioranza dei membri del Parlamento europeo (tra cui Herbert Dorfmann della Südtiroler Volkspartei) accettano questo comportamento profondamente illegale della presidente della Commissione – Ursula von der Leyen chiede che in Europa venga brandita con tutta la forza possibile la mazza della censura contro i cittadini, i media e i giornalisti.
Questo sviluppo fatale e pericoloso può essere fermato solo se le istituzioni che dovrebbero rappresentare i valori democratici, come il Consiglio provinciale dell’Alto Adige, si esprimono in modo esplicito e dimostrativo a favore della tutela della libertà di espressione e quindi anche del necessario pluralismo delle opinioni rappresentate, in particolare nei media finanziati o sostenuti con fondi pubblici.
È giunto il momento in cui noi rappresentanti dei cittadini abbiamo la responsabilità di garantire che la censura sempre più diffusa, ormai considerata la “nuovanormalità“, non trasformi definitivamente il nostro sistema politico, anzi il nostro spazio di vita, in una democrazia del tutto fittizia.
Chi concede spazio solo al cosiddetto “mainstream” ha abdicato in partenza alla democrazia.
Le madri e i padri della Costituzione della Repubblica Italiana hanno sancito il Diritto Fondamentale alla libertà di espressione nell’art. 21:
Per questi motivi ho presentato in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano una mozione (https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_789445.pdf) che verrà discussa e messa in votazione alla prossima seduta in febbraio, e con la quale invito i membri del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano ad esprimere – nell’ambito di una dichiarazione congiunta da redigere dai rappresentanti dei gruppi consiliari e da trasmettere successivamente dal Presidente del Consiglio Provinciale ai media – in modo chiaro il loro impegno a favore della libertà di espressione nel senso dell’art. 21 Costituzione della Repubblica Italiana, art. 10 Convenzione Europea dei Diritti Umani e art. 11 Carta dei Diritti e delle Libertà Fondamentali dell‘UE, nonchè a ricordare ai media che il loro compito fondamentale è quello di dare spazio alle opinioni rappresentate nella società, in particolare anche alle opinioni (peraltro più delle volte solo presunte) minoritarie, al fine di consentire e proteggere una società multipolare nel vero senso democratico.
Fratelli d’Italia, SVP, Freiheitliche, Lista Civica e Forza Italia votano nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano contro la necessaria revisione dell’obbligo vaccinale pediatrico prevista dalla legge e contro la necessaria trasparenza della politica vaccinale
Fratelli d’Italia in Alto Adige/Sudtirolo dimostra una volta di più la sua scandalosa ipocrisia: mentre l’Assessore Galateo vota contro legalità e trasparenza, la consigliera FdI Scarafoni – guarda caso – è rimasta assente giusto il tempo della discussione e votazione della mozione
andata oggi in discussione e votazione, e che comprendeva dei punti che ogni rappresentante del popolo che si riconosce nei principi della nostra Costituzione e rispetta e garantisce il Diritto Fondamentale dei cittadini alla necessaria trasparenza, avrebbe dovuto sostenere.
Invece, anche gli esponenti provinciali di Fratelli d’Italia, oltre ai colleghi di Forza Italia, Lista Civica, SVP e Freiheitliche, una volta di più, hanno votato contro la garanzia della legalità e trasparenza a cui i cittadini, proprio nella politica sanitaria hanno un Diritto Fondamentale.
Sin dall’introduzione dell’obbligo vaccinale pediatrico nel 2017 – con l’esclusione dalla scuola dell’infanzia, dalle strutture di assistenza alla prima infanzia e dal servizio Tagesmutter di bambini non rispondenti al piano nazionale vaccinale – il rispettivo Ministro della Salute ogni tra anni (e in caso di urgenza anche durante il periodo triennale) dopo la necessaria raccolta di dati e dell’opinione, tra le altre, anche della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province Autonome, avrebbe dovuto sottoporre ad una revisione (con esito aperto) l’obbligo vaccinale pediatrico, attualmente previsto per 10 vaccinazione (art. 1 comma 1-ter D.L. 73/2017).
Anche l’attuale governo Meloni, nella persona del Ministro alla Salute Orazio Schillaci, viola gravemente l’obbligo di rivedere (con esito aperto) l’obbligo vaccinale, omettendo, dunque, anche di raccogliere l’opinione della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province Autonome.
Il comitato di consulenza per la strategia vaccinale (NITAG) è stato sospeso sin dall’ agosto 2025, dopo che la nomina di due membri che non stanno agli ordini della lobby farmacologica, ha provocato la massiccia pressione mediatica organizzata dalla lobby dei produttori dei vaccini, e il Ministro della Salute ha preferito chiudere la questione, annullando l’operatività dell’organo, anziché garantire un organo con membri liberi da conflitti d’interessi.
Mentre in paesi come negli USA, l’organo di consulenza per la strategia vaccinale del governo (ACIP) è ora composto da esperti non finanziati dai produttori dei vaccini, e i cittadini possono seguire online le discussioni del comitato di consulenza della strategia vaccinale del governo federale e persino presentare delle domande alle cui viene data risposta dagli esperti online, in Italia il Ministro alla Salute agisce in violazione dell’obbligo di revisione e in totale difetto di trasparenza.
Mentre i cittadini degli USA apprendono nel dettaglio online le motivazioni scientifiche delle scelte di strategia vaccinale del loro governo, in Italia i genitori sono confrontati con un obbligo vaccinale che avrebbe dovuto essere rivisto già per almeno due volte e per il cui adempimento vengono usate delle sostanze, la cui efficacia e sicurezza non è mai stata confermata in studi clinici con veri gruppi di controllo, fatto peraltro ammesso dallo stesso Assessore alla Salute dell’Alto Adige e rispetto alle quali il CDC dal novembre 2025 non esclude più una possibile connessione con il numero paurosamente crescente dei casi di autismo anche in Italia!
I membri che oggi hanno votato contro la mozione, articolata in vari sottopunti, di cui i primi mai potevano essere rigettati senza esprimere di fatto l’approvazione di un operato illegittimo e gravemente intrasparente, hanno dimostrato di non voler tutelare Diritti Fondamentali dei Cittadini e hanno dimostrato di agire contro l’interesse della Provincia Autonoma di Bolzano di veder garantita la propria posizione come membro della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Province Autonome.
La mozione prevedeva la votazione nominale e separata per punto sulle seguenti richieste (le complesse premesse di natura normativa, scientifica e istituzionale, le trovate nella mozione in allegato):
Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige obblighi la Giunta provinciale
nella persona del Presidente della Provincia, a invitare immediatamente la Presidente del Governo a voler convocare, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome:
1.1 ai fini della revisione dell’obbligo di vaccinazione pediatrica prevista dall’art. 1, comma 1-ter, del D.L. 73/2017
1.2 in particolare con l’obiettivo di condurre, nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome una discussione sul tema dell’obbligo vaccinale pediatrico trasparente, basata su prove scientifiche e non su propaganda dogmatica, ed accessibile ai cittadini
1.3 in particolare con l’obiettivo di chiedere nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, un comitato consultivo libero da conflitti di interesse per le decisioni relative alla strategia nazionale di vaccinazione
1.4 in particolare con l’obiettivo di chiedere nell‘ambito della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, la necessaria trasparenza, a cui i cittadini hanno un diritto fondamentale, della discussione sia sulla strategia vaccinale nazionale che sull’obbligo vaccinale pediatrico in particolare, e di richiedere, ad esempio, la trasmissione online di tale discussione
1.5 In particolare, considerando che né la sicurezza né l’efficacia dei vaccini pediatrici attualmente in uso in Italia sono state testate e confermate in studi clinici con veri gruppi di controllo, e considerando che dal 19 novembre 2025 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) non esclude più un nesso tra le vaccinazioni pediatriche e l’autismo, che venga sospeso immediatamente, a titolo precauzionale, l’obbligo di vaccinazione dei bambini.
1.6 in particolare con l’obiettivo di lasciare la decisione sulla vaccinazione pediatrica ai genitori, ai quali deve essere garantita un’informazione completa, obiettiva, basata su prove scientifiche e senza alcuna censura, affinché possano prendere una decisione libera e informata
fino alla decisione della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, e nell’esercizio della competenza legislativa primaria in materia di scuola dell‘infanzia, di non escludere dalla scuola dell’infanzia i bambini che non sono in regola con il piano vaccinale nazionale e di provvedere all’annullamento dei decreti di decadenza dall’iscrizione alla scuola dell’infanzia già notificati alle famiglie interessate, poiché il pretesto di dover proteggere i bambini immunodepressi di fatto non è fondato, mentre è evidente la necessità di proteggere tutti i bambini dai rischi per la loro salute derivanti dalla somministrazione ripetuta di sostanze contenenti particelle di alluminio, la cui sicurezza ed efficacia non sono mai state testate in studi clinici con veri gruppi di controllo
fino alla decisione della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome, garantire che nessun bambino non vaccinato rimanga escluso dalle struttura di assistenza alla prima infanzia, compreso il servizio Tagesmutter, poiché il pretesto di dover proteggere i bambini immunodepressi di fatto non è fondato, mentre è evidente la necessità di proteggere tutti i bambini dai rischi per la loro salute derivanti dalla somministrazione ripetuta di sostanze contenenti particelle di alluminio, la cui sicurezza ed efficacia non sono mai state testate in studi clinici con gruppi di controllo reali.
La votazione del punto 1.1. (richiesta della revisione dell’obbligo vaccinale) non è passata per mancanza di un unico unico voto!
Il voto espresso dei singoli membri del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano lo trovate in allegato.
I politici si valutano sui fatti e non sulle promesse.
In particolare i rappresentanti di Fratelli d’Italia hanno dimostrato una volta di più di fare esattamente il contrario di quanto promesso agli elettori.
La revisione dell’obbligo vaccinale pediatrico, imposta dalla legge, è attesa da tempo in Italia
La Provincia autonoma di Bolzano deve agire immediatamente e richiedere la revisione e una discussione trasparente
MOZIONE n. 351/2025 – Votazione questa settimana nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
Ai sensi dell’art. 1, comma 1-ter, del decreto legge n. 73/2017, l’obbligo di vaccinazione dei bambini deve essere rivisto ogni tre anni, con il coinvolgimento della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.
L’obbligo di vaccinazione dei bambini avrebbe già dovuto essere sottoposto ad una revisione approfondita da parte del governo italiano almeno due volte, nell’ambito di una discussione trasparente con il coinvolgimento dei rappresentanti della Provincia Autonoma di Bolzano.
Ciò non è avvenuto. Nemmeno sotto il governo Meloni.
L’attuale governo italiano si è limitato, nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, a deliberare ossia a semplicemente prorogare di un altro anno il piano nazionale di vaccinazione PNPV 2023-2025
Vedi il punto 22 dell’accordo raggiunto il 18 dicembre 2025 nella Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, che prevede la proroga del piano nazionale di vaccinazione semplicemente per un altro anno.
È importante sottolineare che il piano vaccinale nazionale non prevede l’obbligo vaccinale, ma solo i vaccini raccomandati dallo Stato.
L’obbligo di vaccinazione dei bambini è stato introdotto con il decreto legge n. 73/2017 (convertito con la legge n. 119/2017) e, ai sensi dell’articolo 1, comma 1-ter, dello stesso decreto legge, deve essere sottoposto a revisione ogni tre anni o, se necessario, anche entro il periodo triennale.
Il fatto che l’obbligo vaccinale non sia previsto dal piano vaccinale nazionale, ma sia stato deciso con il decreto legge n. 73/2017, sembra non essere noto al presidente della Provincia.
Questa conclusione deriva dalla sua risposta all’interrogazione n. 39-11bis-25 presentata durante l’attuale ora delle interrogazioni.
Con tale interrogazione è stato chiesto al Presidente della Provincia se, dall’entrata in vigore il 6 agosto 2017 del decreto legge 73/2017, con il quale in Italia è stato introdotto l’obbligo vaccinale pediatrico relativo a dieci (10) vaccinazioni, sia stata invitata dal Ministero della Salute a fornire un parere ai fini di una revisione dell’obbligo vaccinale pediatrico. L’interrogazione verteva inoltre sul testo del parere della Conferenza permanente, sulla questione se l‘eventuale parere fosse stato preceduto da una discussione in seno alla Conferenza permanente e sulla posizione assunta dalla Provincia autonoma di Bolzano in merito a tale questione.
Dalla risposta scritta del presidente della Provincia
emerge chiaramente che egli fa riferimento esclusivamente al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, che però non ha nulla a che vedere con l’obbligo di vaccinazione pediatrico introdotto dal Decreto Legge n. 73/2017 e con l’obbligo previsto dall’art. 1, comma 1-ter del Decreto Legge n. 73/2017 di effettuare una revisione periodica (ogni 3 anni) e, se necessario, anche immediata, dell’obbligo di vaccinazione pediatrica.
Si deve quindi presumere che la Giunta provinciale dell’Alto Adige non sia a conoscenza dell’obbligo del Governo italiano di rivedere l’obbligo vaccinale pediatrico ai sensi dell’art. 1, comma 1-ter, del decreto legge n. 73/2017.
Il governo provinciale altoatesino deve agire immediatamente per i motivi indicati di seguito e richiedere, nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome, una revisione trasparente dell’obbligo di vaccinazione pediatrica in vigore in Italia dall’introduzione del decreto legge n. 73/2017.
L’assoluta urgenza è data, tra l’altro, dal fatto che
il piano vaccinale nazionale è stato elaborato dai politici sulla base della strategia vaccinale dettata dall’OMS,
e l’OMS è controllata dai produttori di vaccini e dai cosiddetti filantropi (Fondazione Bill & Melinda Gates), che a loro volta investono massicciamente nel business dei vaccini.
e l’obbligo di vaccinazione pediatrica vigente in Italia prevede solo pochissimi casi, determinati in ultima analisi dalla politica su suggerimento dei collaboratori dell’OMS, in cui il bambino viene esentato dall’obbligo di vaccinazione dalle autorità.
Ciò è fondamentalmente insostenibile, considerando che nessun vaccino pediatrico è stato testato in punto della sua efficacia e sicurezza in uno studio clinico con un vero gruppo di controllo.
Il fatto che non esistano studi clinici con gruppi di controllo reali (cioè gruppi di controllo a cui viene iniettato un vero placebo e nessun altro vaccino) sui vaccini pediatrici da parte delle autorità è stato confermato il 4 giugno 2024 nell’aula del Consiglio provinciale dell’Alto Adige dall’assessore alla sanità Hubert Messner in risposta a un’interrogazione, e successivamente anche dai media (vedi Neue Südtiroler Tageszeitung, L’abolizione è un must, del 10 luglio 2024).
Il dogma dell’OMS è quello di vaccinare dal grembo materno (ora è di moda vaccinare le donne incinte) fino alla bara, con un continuo ampliamento del programma vaccinale, che in 20 anni ha portato a un aumento enorme dei vaccini e delle dosi nel programma vaccinale pediatrico. E questa tendenza continua!
E sulla base di un algoritmo definito dall’OMS (WHO Causality assessment of an adverse event following immunization,
(qui il link alla versione originale in lingua inglese:
che è chiaramente a favore dei produttori di vaccini, il nesso causale con il vaccino somministrato viene escluso a priori dalle autorità sanitarie in presenza di un’altra possibile causa dell’effetto collaterale.
Nel corso degli scandalosi eventi relativi alla nomina dei membri e alla successiva sospensione del NITAG (gruppo tecnico consultivo nazionale sull’immunizzazione) italiano, è emerso che molti dei membri del NITAG italiano ricevono evidentemente denaro direttamente dall’industria farmaceutica o che gli istituti in cui operano ricevono sovvenzioni dall’industria farmaceutica
Si deve presumere che queste persone abbiano agito all’interno del NITAG come lobbisti dell’industria farmaceutica produttrice di vaccini.
Mentre negli Stati Uniti i membri del comitato consultivo per la strategia vaccinale del governo americano che ricevono contributi diretti o indiretti dall’industria farmaceutica sono stati esclusi dal comitato consultivo e sostituiti con esperti che non hanno conflitti di interesse, il Ministero della Salute italiano, dopo la nomina di due membri che criticano l‘attuale strategia vaccinale e successivamente all’enorme pressione esercitata pubblicamente dai lobbisti dell’industria farmaceutica nell’agosto 2025 contro la nomina di questi soli due membri non controllati dall’industria farmaceutica, ha semplicemente annullato il NITAG.
Attualmente in Italia non esiste un comitato consultivo ufficiale del governo sulla strategia vaccinale nazionale.
Mentre in Italia il governo, invece di garantire trasparenza e consulenti privi di conflitti di interesse per la strategia vaccinale, ha semplicemente annullato il comitato consultivo, negli Stati Uniti il comitato consultivo del governo americano per la strategia vaccinale (ACIP) è stato composto da esperti privi di conflitti di interesse e le riunioni del comitato consultivo ACIP sono trasmesse online dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention), in modo che ogni cittadino possa farsi un’idea delle diverse opinioni e delle decisioni prese a maggioranza.
Nel corso di questa riunione di due giorni tenutasi nel dicembre 2025 dal comitato consultivo del governo statunitense sulla strategia nazionale di vaccinazione, è stata decisa la revoca della raccomandazione generale per la vaccinazione dei neonati contro l’epatite B, poiché l’epatite B è una malattia trasmissibile principalmente attraverso i rapporti sessuali o sirignhe contaminate e i bambini devono essere protetti da essa solo se la madre è risultata positiva al test dell’epatite B.
La raccomandazione generale di questa vaccinazione per tutti i neonati e i bambini piccoli è priva di qualsiasi ragionevolezza e adeguatezza, dato il profilo rischio-beneficio non positivo per la popolazione pediatrica in generale.
In Italia, tuttavia, la vaccinazione contro l’epatite B è obbligatoria, come lo era fino a poco tempo fa negli Stati Uniti.
Viene somministrato nell’ambito del vaccino esavalente (in Alto Adige è HEXYON di Sanofi-Pasteur) che viene ripetutamente iniettato ai bambini a partire dall’età di bebè.
Nel corso della riunione di due giorni dell’ACIP, trasmessa online, è emerso chiaramente che non esistono studi con veri gruppi di controllo per nessun vaccino pediatrico attualmente in uso.
A seguito di questa riunione, svolta in totale trasparenza e accessibile online ai cittadini, il presidente degli Stati Uniti ha dato mandato di rivedere con urgenza l’intero programma di vaccinazione pediatrica statunitense, dato che i risultati della strategia di vaccinazione pediatrica statunitense, che nella parte fondamentale è simile a quella italiana, sono disastrosi rispetto a quelli di paesi come la Danimarca, che prevedono molte meno vaccinazioni pediatriche e, soprattutto, nessuna vaccinazione obbligatoria.
Negli Stati Uniti, un bambino su 36 è affetto da un disturbo dello spettro autistico.
L’Italia, con un (1) bambino su 76 affetto da un disturbo dello spettro autistico (dati dell’Istituto Superiore di Sanità del 2019), non è in una situazione molto migliore
Si presume che la prevalenza dei disturbi dello spettro autistico in Italia sia ulteriormente aumentata.
Molto illuminante è la valutazione intermedia del programma di vaccinazione per bambini e adolescenti negli Stati Uniti pubblicata il 2 gennaio 2026 dalla direttrice in carica del Centro per la valutazione e la ricerca sui farmaci e membro dell’ACIP, nonché dal Chief Science and Data Officer del viceministro della Pianificazione e della Valutazione e dagli esperti del CDC, della FDA, del NIH e del CMS:
In esso gli esperti statunitensi dichiarano testualmente quanto segue:
“… come tutti i farmaci, anche i vaccini comportano dei rischi che devono essere valutati rispetto ai loro benefici. Prima e dopo l’approvazione, i produttori hanno incentivi insufficienti per studiare gli effetti collaterali dei vaccini. Le autorità di regolamentazione, come la FDA e il CDC, a volte hanno riconosciuto solo lentamente gli effetti collaterali negli studi post-marketing. La sicurezza e i rischi dei vaccini sono quindi spesso caratterizzati, quantificati o compresi in modo insufficiente. Raramente sono disponibili dati scientificamente fondati sugli effetti collaterali che consentano di determinare la relazione tra il programma di vaccinazione degli Stati Uniti e la crescente prevalenza di malattie croniche nei bambini americani. Gli interventi medici effettuati su bambini sani per prevenire le malattie e non per curarle o guarirle dovrebbero soddisfare i più elevati standard di sicurezza prima e dopo l’immissione sul mercato…
È generalmente considerato una violazione dell’etica medica di base imporre o richiedere un intervento medico, e il consenso informato è un pilastro fondamentale dell’assistenza sanitaria negli Stati Uniti e all’estero. Nel suo codice di etica medica, l’American Medical Association afferma che il trattamento medico secondo il principio del “consenso libero e informato”è fondamentale sia dal punto di vista etico che giuridico…
Un programma di vaccinazione pediatrica di successo richiede fiducia reciproca tra pazienti/genitori e medici, nonché le autorità sanitarie. Questa fiducia si basa su quattro pilastri:
Onestà scientifica in relazione ai vaccini, compreso ciò che è noto e ciò che non è noto.
Consenso informato, nessuna coercizione.
Una procedura di autorizzazione dei vaccini basata su dati scientifici comprovati e su una valutazione approfondita della sicurezza e dei rischi dei vaccini dopo l’autorizzazione.
Raccomandazioni che tengono conto delle esperienze di altri
I sistemi di monitoraggio della sicurezza dei vaccinipresentano gravi carenze, in quanto non sono sufficientemente utilizzati, tra l’altro, per valutare gli effetti a lungo termine dei vaccini, che possono essere diagnosticati e manifestarsi mesi o anni dopo la vaccinazione, nonché gli effetti di vari aspetti combinati del programma di vaccinazione.
Ad esempio, uno studio del CDC del 2023 ha rilevato che i bambini che hanno ricevuto più adiuvanti di alluminio presentavano un tasso più elevato di asma persistente, ma non sono stati condotti studi sufficienti sul legame tra vaccini e conseguenze a lungo termine sulla salute, tra cui asma, allergie, malattie autoimmuni, disturbi neurologici, otiti o altre malattie infettive.
Un programma di vaccinazione infantile efficace deve basarsi su solide conoscenze scientifiche. Ciò significa che
l’approvazione di nuovi vaccini destinati all’uso di massa dovrebbe basarsi su studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. Finora ciò è avvenuto raramente.
Per i nuovi vaccini deve essere disponibile un sistema post-marketing per individuare rapidamente gli effetti collaterali imprevisti.
Oltre agli effetti collaterali acuti, dobbiamo valutare gli effetti a lungo termine sul sistema immunitario, come l’asma, le malattie autoimmuni, i disturbi neurologici e le infezioni aspecifiche.
Oltre ai singoli vaccini, dobbiamo valutare accuratamente la sicurezza dell’intero programma di vaccinazione, compresi gli effetti cumulativi, i tipi e gli ingredienti dei vaccini, i tempi e la sequenza delle vaccinazioni e le interazioni. L’IOM richiede da tempo studi di questo tipo.
Mentre negli Stati Uniti si sta valutando, sulla base di dati scientifici, l’efficacia dell’intero programma di vaccinazione pediatrica e sono già state apportate le prime modifiche al programma stesso, sottolineando la necessità della libera scelta in materia di vaccinazioni, il governo italiano, quantomeno dall’inizio del 2021 (scadenza del primo triennio) sta violando il suo obbligo di revisione, ovvero di verifica del programma di vaccinazione pediatrica, ed ha semplicemente alla fine del 2025 prorogato di un altro anno il programma di vaccinazione raccomandato nel 2023 dal NITAG italiano (comitato consultivo del governo per la strategia vaccinale).
E questo nonostante il NITAG sia stato annullato in agosto 2025, perché il governo italiano, a differenza di quello statunitense – preferisce evitare il confronto con il potere concentrato delle lobby dell’industria farmaceutica e continua semplicemente a perseguire la strategia vaccinale raccomandata anni fa da consulenti governativi corrotti, a porte chiuse per i cittadini, senza alcuna trasparenza e ormai anche senza consulenti pubblicamente noti per la strategia vaccinale nazionale.
Ciò è tanto più inaccettabile in quanto la più importante autorità sanitaria occidentale, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention – la principale autorità sanitaria federale statunitense), dal 19 novembre 2025 dichiara ufficialmente sul suo sito web che non si può escludere che le vaccinazioni infantili siano una causa dell’autismo.
I rappresentanti dei partiti che compongono il governo provinciale (in primis SVP, Fratelli d’Italia) obiettano sempre che la Provincia Autonoma di Bolzano non potrebbe fare nulla contro l’obbligo di vaccinazione pediatrica. Invece, il governo provinciale non solo può agire in tal senso nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, regioni e province autonome, ma deve anche agire con urgenza, tenuto conto dell’obbligo previsto dal decreto legge n. 73/2017, art. 1, comma 1-ter, di rivedere l’obbligo di vaccinazione pediatrica ogni tre anni o, in circostanze eccezionali, in qualsiasi momento!
*
Alla luce di quanto sopra esposto, ho presentato la seguente mozione che andrà in votazione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano in questi giorni:
Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige obbllighi la Giunta provinciale
nella persona del Presidente della Provincia, a invitare immediatamente la Presidente del Governo a voler convocare, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 400 del 23.08.1988, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome:
1.1 ai fini della revisione dell’obbligo di vaccinazione pediatrica prevista dall’art. 1, comma 1-ter, del D.L. 73/2017
1.2 in particolare con l’obiettivo di condurre, nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome una discussione sul tema dell’obbligo vaccinale pediatrico trasparente, basata su prove scientifiche e non su propaganda dogmatica, ed accessibile ai cittadini
1.3 in particolare con l’obiettivo di chiedere nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, un comitato consultivo libero da conflitti di interesse per le decisioni relative alla strategia nazionale di vaccinazione
1.4 in particolare con l’obiettivo di chiedere nell‘ambito della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, la necessaria trasparenza, a cui i cittadini hanno un diritto fondamentale, della discussione sia sulla strategia vaccinale nazionale che sull’obbligo vaccinale pediatrico in particolare, e di richiedere, ad esempio, la trasmissione online di tale discussione
1.5 In particolare, considerando che né la sicurezza né l’efficacia dei vaccini pediatrici attualmente in uso in Italia sono state testate e confermate in studi clinici con veri gruppi di controllo, e considerando che dal 19 novembre 2025 il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) non esclude più un nesso tra le vaccinazioni pediatriche e l’autismo, che venga sospeso immediatamente, a titolo precauzionale, l’obbligo di vaccinazione dei bambini.
1.6 in particolare con l’obiettivo di lasciare la decisione sulla vaccinazione pediatrica ai genitori, ai quali deve essere garantita un’informazione completa, obiettiva, basata su prove scientifiche e senza alcuna censura, affinché possano prendere una decisione libera e informata
fino alla decisione della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome, e nell’esercizio della competenza legislativa primaria in materia di scuola dell‘infanzia, di non escludere dalla scuola dell’infanzia i bambini che non sono in regola con il piano vaccinale nazionale e di provvedere all’annullamento dei decreti di decadenza dall’iscrizione alla scuola dell’infanzia già notificati alle famiglie interessate, poiché il pretesto di dover proteggere i bambini immunodepressi di fatto non è fondato, mentre è evidente la necessità di proteggere tutti i bambini dai rischi per la loro salute derivanti dalla somministrazione ripetuta di sostanze contenenti particelle di alluminio, la cui sicurezza ed efficacia non sono mai state testate in studi clinici con veri gruppi di controllo
fino alla decisione della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e province autonome, garantire che nessun bambino non vaccinato rimanga escluso dalle struttura di assistenza alla prima infanzia, compreso il servizio Tagesmutter, poiché il pretesto di dover proteggere i bambini immunodepressi di fatto non è fondato, mentre è evidente la necessità di proteggere tutti i bambini dai rischi per la loro salute derivanti dalla somministrazione ripetuta di sostanze contenenti particelle di alluminio, la cui sicurezza ed efficacia non sono mai state testate in studi clinici con gruppi di controllo reali.
Diritto fondamentale della popolazione al consenso libero e informato per un trattamento farmacologico violato a causa dello shedding dei cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19
Il Governo nazionale e le Giunte delle Regioni e delle Province autonome devono agire immediatamente a tutela della popolazione!
Un nuovo studio israeliano (condotto da un team di scienziati di rinomate università israeliane) conferma la presenza dell’RNA vaccinale nella placenta, nello sperma, nel liquido seminale e nel sangue anche molti mesi dopo la “vaccinazione” con il “vaccino” Covid-19 di Pfizer (Comirnaty), ampiamente utilizzato in Israele.
Inoltre, l’RNA vaccinale di Comirnaty di Pfizer è stato trovato anche nella metà delle donne incinte non vaccinate. Ciò conferma la sua trasmissione da persone “vaccinate” a persone “non vaccinate”, il cosiddetto shedding.
Inoltre, è stata trovata l’RNA vaccinale anche molti mesi dopo l’inoculo nel corpo dei cosiddetti “vaccinati”.
Va ricordato che, secondo i documenti ufficiali di autorizzazione dei cosiddetti “vaccini” Covid-19, non sono stati effettuati studi di farmacocinetica (tra cui quelli sulla distribuzione della sostanza iniettata nell’organismo) prima dell’autorizzazione all’immissione sul mercato! Questo è semplicemente criminale!
Si veda il punto 5.2 Caratteristiche farmacocinetiche nell’allegato I alla decisione di autorizzazione all’immissione sul mercato della Commissione Europea di Comirnaty di Pfizer/BioNTech attualmente in vigore, dove per le caratteristiche farmacocinetiche è semplicemente indicato “Non pertinente”, il che significa che non sono stati condotti studi!
Così come, tra l’altro, non sono stati condotti studi sulla genotossicità e sulla cancerogenicità.
Considerato che il tasso di natalità della popolazione altoatesina/sudtirolese sta diminuendo in modo particolarmente rapido sin dall’ampia applicazione (nel 2021 e nel 2022 addirittura con “obbligo vaccinale” diretto e indiretto) di queste sostanze sperimentali basate sull’ingegneria genetica, e che anche a livello nazione la riduzione della natalità va a ritmi serrati, è inevitabile la sospensione immediata dell’uso di questi cosiddetti “vaccini” Covid-19, in particolare sulla popolazione in età fertile, inclusi i bambini!
Mentre gli Stati Uniti hanno già revocato la raccomandazione dei cosiddetti “vaccini” Covid-19, queste sostanze sperimentali altamente pericolose continuano ad essere raccomandate dal Ministero della Salute italiano e dalle autorità sanitarie nazionali e locali pure alle donne in gravidanza e in allattamento!
Già con la mia mozione n. 230/25, purtroppo respinta dalla maggioranza nel Consiglio Provinciale, avevo segnalato il drastico calo delle nascite in Alto Adige sin dall’ampia diffusione dei cosiddetti “vaccini” Covid-19 e avevo chiesto l’immediata sospensione dell’uso di queste sostanze sperimentali.
Ora è stata confermata anche la trasmissione di queste sostanze sperimentali pericolose dai “vaccinati” ai “non vaccinati”, il che non solo costituisce una violazione insostenibile del diritto fondamentale al consenso libero e informato al trattamento con un medicinale (violazione dell’art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, art. 32 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, del Codice di Norimberga, della legge 219/2017 sul consenso libero e informato a un trattamento medico, ecc.), ma anche – considerando il fatto noto che
non sono stati effettuati studi farmacocinetici prima dell’approvazione di questi cosiddetti “vaccini” Covid-19 – una intenzionale messa in pericolo dell’intera popolazione e della sua sopravvivenza!
Pertanto, oggi ho presentato in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano questa mozione:
Il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano obbliga la Giunta della Provincia, considerate le più recenti accertamenti scientifici e l’evidente stato di emergenza civile dovuto allo shedding dell’RNA modificato dei cosiddetti “vaccini” Covid-19, a voler
1) nell’ambito della sua competenza primaria in materia di protezione civile, sospendere immediatamente, a titolo precauzionale, la raccomandazione della “vaccinazione” Covid-19 per l’intera popolazione in età fertile (bambini compresi)
2) provvedere alla valutazione dettagliata e trasparente e alla pubblicazione dei dati relativi agli aborti spontanei avvenuti in Alto Adige/Sudtirolo, suddivisi per trimestre o settimana di gravidanza nel rispettivo anno sin dal 2021, nonché suddivisi per donne in gravidanza trattate con un “vaccino” Covid-19 e quelle non trattate, indicando lo “stato vaccinale” Covid-19
3) far chiarire, il più possibile completo, lo “stato vaccinale” Covid-19 del partner coinvolto nel concepimento dei nati morti
4) chiedere, nella persona del governatore provinciale, immediatamente alla Presidente del governo, ai sensi dell’articolo 12 della legge n. 400 del 23 agosto 1988, l’immediata convocazione della Conferenza permanente per le relazioni tra Stato, regioni e province autonome al fine
4.1) della decisione urgente e necessaria in punto revocazione della raccomandazione della cosiddetta “vaccinazione” Covid-19 per l’intera popolazione in età fertile, in particolare per le donne in gravidanza e in allattamento nonché per i bambini
4.2) della urgente e necessaria valutazione dettagliata nonchè pubblicazione dei dati nazionali sugli aborti spontanei, suddivisi per trimestre o settimana di gravidanza nell’anno in questione dal 2021 e separatamente per soggetti trattati con un “vaccino” Covid-19 e soggetti non trattati,
4.3) nonché per il più ampio possibile chiarimento dello status vaccinale “ Covid-19” del partner nella procreazione dei nati morti
Mi auguro che si attivino subito nella stessa direzione membri del Parlamento e delle Giunte delle Regioni e della Provincia Autonoma di Trento.
RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen
Abgeordnete zum Südtiroler Landtag – Membro del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano
L’abolizione dell’obbligo vaccinale pediatrico nell’anno obbligatorio della scuola dell’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo fallisce per un soffio a causa della doppiezza dei rappresentanti di Fratelli d’Italia e dei Freiheitlichen
secondo cui anche per l’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia (valido nella Provincia Autonoma di Bolzano per i bambini di 5 anni d’età) l’adempimento dell’obbligo vaccinale pediatrico (10 vaccinazioni obbligatorie) è requisito necessario per la frequenza della scuola dell’infanzia, e i bambini che vengono esclusi dalla scuola dell’infanzia perché non sono vaccinati (anche solo parzialmente) vengono denunciati dai Sindaci del comune di residenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni.
Questa richiesta era tanto più urgente, in quanto da una settimana il CDC (Centers for Disease Controland Prevention) conferma che l’affermazione propagandata dogmaticamente da decenni dalle autorità sanitarie, secondo cui l’autismo non sarebbe causato dalle vaccinazioni pediatriche, è priva di qualsiasi fondamento scientifico e che le autorità sanitarie, al solo scopo di soffocare sul nascere qualsiasi esitazione vaccinale, hanno censurato gli studi che dimostrano invece questa causalità:
L’opposizione nel Consiglio provinciale altoatesino/sudtirolese (ad eccezione del rappresentante del PD – Sandro Repetto) questa volta era d’accordo con me sul fatto che, considerando l’obbligo per i bambini di 5 anni di frequentare la scuola dell’infanzia, lo stato vaccinale del bambino non può essere considerato un criterio di ammissione o di esclusione dalla scuola dell’infanzia. Analogamente alle disposizioni nazionali relative alla frequenza della scuola dell’obbligo.
Inoltre, l’intera opposizione era d’accordo sul fatto che è semplicemente assurdo denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni i bambini tempestivamente iscritti alla scuola dell’infanzia e che vengono esclusi perché non vaccinati o solo parzialmente vaccinati.
L’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia è stato introdotto nella Provincia Autonoma di Bolzano come un’offerta pedagogica necessaria per la preparazione alla scuola elementare con l’anno scolastico 2025/2026.
Particolarmente incomprensibile è la posizione dei rappresentanti di FRATELLI D’ITALIA e dei FREIHEITLICHEN.
L’assessore provinciale all’istruzione in lingua italiana Marco Galateo – FDI (responsabile della scuola dell’infanzia italiana) ha dichiarato, con la sua ormai su questi temi consueta doppiezza, nella sua presa di posizione sulla mia mozione, che Fratelli d’Italia sarebbe a favore del diritto fondamentale all’autodeterminazione in materia di vaccinazioni e che tutelerebbe il diritto fondamentale dei bambini all’istruzione, ma poi ha votato contro la mia mozione, e anche contro la parte che prevedeva l’abolizione della denuncia alla Procura del Tribunale dei Minorenni dei bambini esclusi dalla scuola dell’infanzia a causa del loro stato vaccinale!
La deputata FDI Anna Scarafoni non era presente al voto.
La mia mozione è quindi fallita a causa della posizione ambigua di FRATELLI D’ITALIA e dei FREIHEITLICHEN, i cui rappresentanti altoatesini hanno perso l’occasione di dare dall’Alto Adige/Sudtirolo l’impulso necessario per una urgente revisione generale dell’obbligo vaccinale pediatrico.
Infatti, secondo l’articolo 1 comma 1-ter del decreto legge n. 73/2017 l’obbligo di vaccinazione pediatrico deve essere sottoposto a revisione ogni tre anni, con il coinvolgimento della Conferenza permanente degli Stati-Regioni-Province autonome!
Ciò significa che l’obbligo vaccinale pediatrico avrebbe dovuto essere sottoposto già per ben due volte a una revisione approfondita da parte del governo italiano, attraverso una discussione trasparente con il coinvolgimento dei rappresentanti della Provincia Autonoma di Bolzano. Ciò non è avvenuto! Nemmeno sotto il governo Meloni!
Pertanto, presumo che la mancata risposta alla mia interrogazione d’attualità riguardo a questo punto importante, presentata per la risposta orale in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano durante le interrogazioni del 25 novembre 2025 (vedi in allegato la mia interrogazione ad oggi rimasta senza alcuna risposta), non sia un caso, perché il Governatore dell’Alto Adige/Sudtirolo o i suoi vice avrebbero dovuto ammettere nella risposta orale durante la seduta del Consiglio provinciale che anche la Provincia Autonoma di Bolzano non ha chiesto la convocazione della Conferenza permanente Stato-Regioni ai fini di questa revisione prevista necessariamente dalla legge!
La questione, fondamentale per la salute e il diritto fondamentale all’istruzione dei bambini, è lungi dall’essere accantonata, e ulteriori mozioni e azioni legali sono già in preparazione o in corso.
Ringrazio i colleghi del Consiglio dell’opposizione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano dell’opposizione che questa volta hanno (quasi) all’unanimità riconosciuto l’assurdità della posizione del governo provinciale altoatesino.
L’esito della votazione è stato molto risicato (mancavano rispettivamente 2 e 1 voto per l’approvazione della mozione), e gli sforzi politici per eliminare una discriminazione dei bambini sono falliti a causa del voto di SVP (Südtiroler Volkspartei), Fratelli d’Italia, Lista Civica, Forza Italia e Freiheitlichen.
Ritengo che la doppiezza dimostrata da parte di FRATELLI D’ITALIA e dei FREIHEITLICHEN sia espressione di un’estrema incoerenza politica che, soprattutto quando riguarda i bambini, mi lascia profondamente amareggiata.
Data l’importanza dell’argomento, ho chiesto una votazione separata per punti e per appello nominale. I risultati li trovate in allegato.
L’anno obbligatorio nella scuola d’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo e l’obbligo vaccinale pediatrico nazionale si escludono a vicenda
Mozione nel Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano e procedimenti giudiziari instaurati da genitori altoatesini/sudtirolesi
Con Mozione n. 344/25 – vedi in allegato e qui la versione bilingue pubblicata sul sito del Consiglio Provinciale https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_780840.pdf – che sarà discussa e votata questa settimana in Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, chiedo al Consiglio dell’Alto Adige-Sudtirolo, di voler obbligare la Giunta Provinciale a voler annullare subito le parti evidentemente contrarie alla Costituzione e ai Diritti Fondamentali della Deliberazione Nr. 1111 della Giunta del 3.12.2024 riguardante l’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia.
Con l’art. 2, comma 2, della legge provinciale n. 5 del 16 luglio 2008 “Obiettivi formativi generali ed ordinamento della scuola dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola di musica”, il Consiglio provinciale ha deliberato quanto segue:
“La frequenza della scuola dell’infanzia costituisce un diritto dei singoli bambini e bambine. A tal fine, l’offerta educativa e la possibilità di frequenza della scuola dell’infanzia sono assicurate a tutte le bambine e a tutti i bambini. La frequenza della scuola dell’infanzia è facoltativa. Un anno nella scuola dell’infanzia è obbligatorio, non incide sull’obbligo scolastico nonchésul diritto-dovere all’istruzione e alla formazione stabiliti dalla normativa nazionale. La Giunta provinciale definisce i relativi criteri e i dettagli prevedendo che per l’anno obbligatorio non debba essere corrisposta una retta per concorrere alle spese di gestione”.
la Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano ha stabilito i criteri e i dettagli per l’introduzione dell’anno obbligatorio nella scuola d’infanzia come segue:
“Articolo 1 (Iscrizione obbligatoria e controllo dell’avvenuta iscrizione)
Le bambine e i bambini che nell’anno scolastico a cui si riferisce l’iscrizione compiono il quinto anno di età nel periodo tra il 1° maggio e il 31 agosto e le bambine e i bambini che nell’anno scolastico successivo a quello a cui si riferisce l’iscrizione, compiono il quinto anno di età entro aprile, devono obbligatoriamente frequentare un anno nella scuola dell’infanzia. …
Gli esercenti la responsabilità genitoriale che provvedono personalmente all’istruzione delle loro figlie e dei loro figli nell’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia devono presentare, entro il termine ordinario per l’iscrizione a gennaio nonché ad agosto, una dichiarazione sostitutiva al comune di residenza, attestando di svolgere con le bambine e con i bambini attività educative conformi alle indicazioni provinciali per le scuole dell’infanzia in Alto Adige.
Dopo l’avvenuta ammissione delle bambine e dei bambini alla scuola dell’infanzia, la sindaca o il sindaco del comune di residenza delle bambine e dei bambini verifica, accedendo all’anagrafe provinciale delle alunne e degli alunni, l’avvenuta iscrizione delle bambine e dei bambini o la presentazione della dichiarazione sostitutiva di cui al comma 3.
Le bambine e i bambini che non rispettano le disposizioni relative all’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia saranno segnalati dal comune alla Procura della Repubblica per i minorenni decorso inutilmente il termine indicato in un’apposita ammonizzazione. Inoltre, vengono segnalati le bambine e i bambini per i quali, a causa della mancata osservanza delle disposizioni sull’obbligo vaccinale, viene disposta la decadenza dall’iscrizione.
Art. 2 (Obbligo vaccinale)
Il rispetto delle disposizioni sull’obbligo vaccinale costituisce un requisito per la frequenza dell’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia.
Per le bambini e i bambini che non soddisfano i requisiti dell’obbligo vaccinale e per le quali viene quindi disposta la decadenza dall’iscrizione, gli esercenti la responsabilità genitoriale devono presentare la dichiarazione sostitutiva di cui all’articolo 1, comma 3
Art. 3 (Retta per concorrere alle spese di gestione)
L’ente gestore della scuola dell’infanzia non riscuota una retta per concorrere alle spese di gestione nell’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia.
L’obbligo di frequentare la scuola dell’infanzia significa che i bambini non vaccinati o solo parzialmente vaccinati non possono essere discriminati, ovvero non possono essere esclusi dalla scuola dell’infanzia, poiché i genitori non possono essere obbligati a svolgere, con le proprie forze e a proprie spese, attività educative conformi alle indicazioni provinciali per le scuole dell’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo.
Le indicazioni per la scuola dell’infanzia in lingua tedesca in Alto Adige/Sudtirolo – delibera della Giunta provinciale del 3 novembre 2008 n. 3990
“Punto 1.1 (La filosofia delle linee guida). Le linee guida delineano un concetto scientificamente fondato di educazione infantile e mirano a garantire che i bambini e le bambine trovino nei loro primi anni decisivi luoghi di istruzione pedagogicamente qualificati nelle loro scuole dell’infanzia. Particolare attenzione è riservata alla continuità dei processi educativi e alla gestione professionale delle transizioni nel percorso formativo… Alla scuola dell’infanzia, il potenziale di apprendimento ludico dei bambini viene promosso attraverso un accompagnamento sistematico e una didattica differenziata basata su metodi di apprendimento e viene consapevolmente utilizzato anche per l’apprendimento mirato in iniziative e progetti educativi. In questo modo il bambino può affrontare il passaggio ai processi di apprendimento e formazione organizzati nella scuola… I gruppi misti per età nella scuola dell’infanzia rappresentano una comunità di apprendimento proficua per il singolo bambino… I bambini hanno di solito un’età compresa tra i tre e i sei anni… La scuola materna contribuisce a migliorare le opportunità di apprendimento e di vita dei bambini provenienti da famiglie socialmente svantaggiate e a garantire loro buone possibilità di sviluppo“.
Le indicazioni per la scuola dell’infanzia in lingua italiana in Alto Adige/Sudtirolo
“Frequentare la scuola dell’infanzia rappresenta un’opportunità unica per l’apprendimento e lo sviluppo della personalità, per ridurre le diseguaglianze, incrementare il benessere personale e sociale e promuovere un beneficio influsso sui percorsi futuri e sulla futura capacità di determinarsi liberamente e autonomamente dell’essere umano. Avere la possibilità di fare esperienze in un contesto socialmente e culturalmente positivo pone delle basi solide ad apprendimenti fondamentali, come l’alfabetizzazione motoria, relazionale, emotiva, estetica, letteraria, visiva, ecologica e digitale.”
Un anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia non può essere associato all’obbligo di vaccinazione.
Se la frequenza della scuola dell’infanzia da parte di un bambino di 5 anni è da considerarsi essenziale per il suo sviluppo e per un passaggio ottimale alla scuola primaria, come risulta dalle indicazioni per la scuola dell’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo e come stabilito dalla legge provinciale n. 5/2008, allora a nessun bambino può essere negato l’accesso alla scuola dell’infanzia.
Il legislatore nazionale non prevede un anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia.
Per quanto riguarda la scuola dell’obbligo, il legislatore nazionale, in base all’obbligo scolastico e al diritto fondamentale all’istruzione, non prevede l’esclusione dalla scuola dei bambini non vaccinati.
Infatti, in caso di obbligo di frequentare un istituto scolastico, l’adempimento dell’obbligo vaccinale non può essere previsto come requisito di accesso.
Lo stesso principio deve valere per l’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo. L’obbligo di mandare i bambini di cinque anni alla scuola dell’infanzia, poiché questo è considerato un diritto fondamentale del bambino all’istruzione garantita dalla scuola dell’infanzia, significa che questi bambini di cinque anni non possono essere esclusi dalla scuola dell’infanzia a causa del mancato adempimento totale o parziale dell’obbligo vaccinale pediatrico.
Analogamente ai bambini di sei anni in età scolare, che, anche se non vaccinati, non possono essere esclusi dalla scuola primaria.
Poiché l’Alto Adige/Sudtirolo, contrariamente alla normativa nazionale, ha introdotto, a partire dall’anno scolastico 2025/2026, un anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia, l’Alto Adige, in considerazione dell’obbligo introdotto per i bambini di cinque anni di frequentare la scuola dell’infanzia, ha il diritto e l’obbligo di derogare all’obbligo vaccinale pediatrico previsto dal decreto legge 73 del 7 giugno 2017(convertito con la legge 119/2017) per l’adempimento dell’anno obbligatorio nella scuola materna.
I genitori che desiderano mandare il proprio figlio/la propria figlia alla scuola dell’infanzia e lo/la iscrivono entro i termini previsti, non possono essere obbligati a provvedere, a proprie spese e con i propri mezzi, a attività educative conformi alle indicazioni provinciali per le scuole dell’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo.
Se i genitori desiderano farlo di loro spontanea volontà perché non vogliono mandare i propri figli alla scuola dell’infanzia pubblica, è giusto provvedere con una dichiarazione sostitutiva, con la quale i genitori dichiarano di svolgere con i loro figli attività educative conformi alle indicazioni provinciali per le scuole dell’infanzia in Alto Adige.
Se, invece, i genitori desiderano mandare i propri figli alla scuola dell’infanzia pubblica, ma vengono in ciò ostacolati dalla Giunta Provinciale, non si può imporre a questi genitori l’obbligo di provvedere all’istruzione prescolare dei propri figli!
Una chiara discriminazione non può diventare anche motivo di obblighi per le persone discriminate.
A questo proposito va ricordato che, ai sensi dell’articolo 3 (Retta per concorrere alle spese di gestione) della deliberazione della Giunta Provinciale n. 1111 del 03.12.2024, l’ente gestore della scuola dell’infanzia non riscuota una retta per concorrere alle spese di gestione nell’anno obbligatorio nella scuola dell’infanzia.
La decisione della Giunta dell’Alto Adige-Sudtirolo sancisce quindi una chiara discriminazione anche di natura finanziaria nei confronti delle famiglie dei bambini di 5 anni esclusi dalla scuola dell’infanzia pubblica.
In nessun caso è giustificata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di bambini che vengono esclusi dalla scuola dell’infanzia perché “non conformi, in tutto o in parte, al piano vaccinale nazionale” e i cui genitori non vogliono o non possono impegnarsi a svolgere con i propri figli, a proprie spese e con i propri sforzi, attività educative conformi alle indicazioni provinciali per le scuole dell’infanzia in Alto Adige/Sudtirolo.
Si tratta di bambini che sono stati iscritti dai genitori alla scuola dell’infanzia entro i termini previsti, ma che vengono esclusi dalla scuola dell’infanzia perché non conformi al piano vaccinale nazionale (10 vaccinazioni obbligatorie). Tra questi vi sono anche bambini che hanno già manifestato reazioni gravi (febbre altissima per giorni, fortissimo dolore accompagnato da urla acute e prolungate ecc.) dopo le prime dosi di vaccino e i cui genitori, per un principio di cautela del tutto giustificato, non vogliono più sottoporre i figli ad altre vaccinazioni.
Il piano vaccinale nazionale determinato dai politici sulla base di una strategia raccomandata dall’OMS, controllata dai produttori dei vaccini e da cosiddetti filantropi – come la fondazione Bill & Melinda Gates – che a loro volta investono alla grande nel business dei vaccini
prevedono solo pochissimi casi, in ultima analisi stabiliti da politici, in cui il/la bambino/a viene esentato/a dall’obbligo vaccinale dalle autorità.
Ciò è assolutamente insostenibile, considerando che nessun vaccino pediatrico è mai stato testato in punto efficacia e sicurezza in uno studio clinico con un vero gruppo di controllo.
Il fatto che non esistono studi clinici con veri gruppi di controllo (e cioè gruppi di controllo al quale viene iniettato un vero placebo e non un altro vaccino) disposti a livello istituzionale,è stato peraltro confermato in data 4 giugno 2024 in Aula del Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano dall’Assessore alla Salute della Provincia Autonoma di Bolzano, Hubert Messner, in risposta ad una interrogazione della Consigliera che presenta questa mozione, e poi successivamente confermato dall’Assessore ai media (vedi Neue Südtiroler Tageszeitung, Abschaffung ist ein Muss del 10 Luglio 2024
Il dogmadell’OMS è la vaccinazione dalla culla alla bara con una continua amplificazione del piano vaccinale e che ha portato nel giro di 19 anni ad una enorme proliferazione dei vaccini e delle dosi inserite nel programma vaccinale pediatrico. E questo sviluppo continua!
E a causa di un algoritmo definito dall’OMS (OMS Causality assessment of an adverse event following immunization
(qui il link alla versione originale in lingua inglese
decisamente a favore dei produttori dei vaccini, le autorità sanitarie escludono a priori il nesso di causalità con l’applicato prodotto vaccinalein presenza di un’altra possibile causa della reazione avversa.
Inversione di rotta del CDC sul rapporto di causalità tra vaccinazione pediatrica e autismo
Il CDC (Centers for Disease Control and Prevention – la principale autorità sanitaria federale degli USA) dal 19.11.2025 dichiara ufficialmente sul suo sito web che non è possibile escludere che le vaccinazioni pediatriche siano una causa dell’autismo, compiendo così una svolta della sua posizione sul tema, attesa da tanto tempo!
L’affermazione “i vaccini non causano l’autismo” non è basata su prove scientifiche, poiché gli studi non hanno escluso la possibilità che i vaccini pediatrici causino l’autismo.
Gli studi che sostengono tale collegamento sono stati ignorati dalle autorità sanitarie.
L’HHS ha avviato una valutazione completa delle cause dell’autismo, comprese indagini sui meccanismi biologici plausibili e sui potenziali nessi causali.
Ai sensi del Data Quality Act (DQA), che impone alle agenzie federali di garantire la qualità, l’obiettività, l’utilità e l’integrità delle informazioni che diffondono al pubblico, questa pagina web è stata aggiornata perché l’affermazione “I vaccini non causano l’autismo” non è basata su prove scientifiche.Gli studi scientifici non hanno escluso la possibilità che i vaccini pediatrici contribuiscano allo sviluppo dell’autismo.
Tuttavia, questa affermazione è stata storicamente diffusa dal CDC e da altre agenzie sanitarie federali all’interno dell’HHS per prevenire l’esitazione vaccinale.
Inoltre, il CDC dichiara testualmente da ieri sul suo sito web:
“L’HHS (Department of Health and Human Services – il Ministero federale della Salute degli USA) ha avviato una valutazione completa delle cause dell’autismo, comprese indagini sui possibili meccanismi biologici e sui potenziali nessi causali. Questa pagina web sarà aggiornata con i risultati scientifici più autorevoli derivanti dalla valutazione completa delle cause dell’autismo condotta dall’HHS, come richiesto dal DQA. Di seguito, come richiesto dal DQA, vengono descritti in dettaglio lo stato delle prove e degli studi, e la loro mancanza, riguardanti i vaccini e il disturbo dello spettro autistico (autismo) e vengono delineate le future direzioni di ricerca dell’HHS per fornire delle risposte. È fondamentale affrontare le domande che gli americani si pongono sulla causa dell’autismo per garantire che le linee guida in materia di salute pubblica rispondano adeguatamente alle loro preoccupazioni. Circa uno su due dei genitori di bambini autistici intervistati ritiene che i vaccini abbiano avuto un ruolo nell’autismo dei propri figli, indicando spesso i vaccini somministrati nei primi sei mesi di vita (difterite, tetano, pertosse (DTaP), epatite B (HepB), Haemophilus influenzae tipo B (Hib), poliovirus inattivato (IPV) e pneumococco coniugato (PCV)) e uno somministrato al primo anno di vita o dopo (morbillo, parotite, rosolia (MMR)).Questa connessione non è stata studiata in modo adeguato e approfondito dalla comunità scientifica. Nel 1986, il programma di immunizzazione infantile del CDC per i neonati (≤ 1 anno di età) raccomandava cinque dosi totali di vaccini: due dosi orali di vaccino antipolio orale (OPV) e tre dosi iniettabili di vaccino contro la difterite, il tetano e la pertosse (DTP). Nel 2025, il calendario del CDC raccomandava tre dosi orali di rotavirus (RV) e tre dosi iniettabili ciascuna di HepB, DTaP, Hib, PCV e IPV entro i sei mesi di età, due dosi iniettabili di influenza (IIV) entro i 7 mesi di età e dosi iniettabili di Hib, PCV, MMR, varicella (VAR) ed epatite A (HepA) entro i 12 mesi di età. L’aumento della prevalenza dell’autismo dagli anni ’80 è correlato all’aumento del numero di vaccini somministrati ai neonati. …Ad esempio, uno studio ha rilevato che gli adiuvanti di alluminio nei vaccini avevano la più alta correlazione statistica con l’aumento della prevalenza dell’autismo tra le numerose cause ambientali sospette… il CDC ha violato il DQA quando ha affermato che “i vaccini non causano l’autismo”. Il CDC sta ora correggendo la dichiarazione e l’HHS sta fornendo finanziamenti e sostegno adeguati per gli studi relativi ai vaccini pediatrici e all’autismo.”
Recenti studi su larga scala dimostrano che i bambini non vaccinati, rispetto a quelli vaccinati, soffrono molto meno spesso di malattie croniche e che la vaccinazione pediatrica è il fattore determinante dell’epidemia di disturbi dello spettro autistico che da anni imperversa anche in Alto Adige-Sudtirolo/Italia.
Il 27 ottobre 2025, rinomati scienziati anglo-americani hanno pubblicato un’importante meta-analisi che comprende tutti gli studi finora pubblicati e noti sulle cause dei disturbi dello spettro autistico.
Vedi qui il link alla versione originale in lingua inglese:
Questo importante meta-studio, senza precedenti per la sua ampiezza, che esamina in modo approfondito studi epidemiologici, clinici e meccanicistici per valutare i potenziali fattori di rischio dei disturbi dello spettro autistico, giunge letteralmente alla seguente conclusione dettagliata e documentata:
“L’insieme delle prove supporta un modello multifattoriale dei disturbi dello spettro autistico, in cui interagiscono predisposizione genetica, neuroimmunobiologia, tossine ambientali, fattori di stress perinatali ed esposizioni iatrogene.
Le vaccinazioni combinate e precoci di routine durante l’infanzia rappresentano il fattore di rischio modificabile più significativo per i disturbi dello spettro autistico, come confermato da risultati concordanti meccanicistici, clinici ed epidemiologici, caratterizzati da un uso intensificato, che si distingue per l’accumulo di più dosi durante le fasi critiche dello sviluppo neurologico e per la mancanza di studi sulla sicurezza cumulativa del programma vaccinale pediatrico completo.
Poiché la prevalenza dei disturbi dello spettro autistico continua ad aumentare a un ritmo senza precedenti, chiarire i rischi associati al dosaggio cumulativo dei vaccini e al momento della vaccinazione rimane una priorità urgente per la salute pubblica“.
Negli Stati Uniti, a 1 bambino su 36 viene diagnosticato un disturbo dello spettro autistico, mentre in Italia/Alto Adige-Sudtirolo lo scorso anno la percentuale era di 1 bambino su 76! E la tendenza è in aumento!
In un’audizione nell’autunno 2024 nel Consiglio provinciale della Provincia autonoma di Bolzano (da parte della Prima commissione legislativa) con rappresentanti di scuole dell’infanzia e scuole dell’obbligo di ogni livello in lingua tedesca, italiana e ladina, tutti i rappresentanti presenti hanno dichiarato all’unanimità – in risposta alla domanda concreta della consigliera provinciale che presenta questa mozione. se i casi di disturbi dello spettro autistico siano effettivamente aumentati o siano spiegabili con una diagnostica più raffinata – che l’aumento esplosivo rispetto al passato è effettivamente reale e non può essere spiegato con criteri diagnostici modificati.
L’andamento della prevalenza dell’autismo in relazione alle dosi di vaccino somministrate fino al secondo compleanno, illustrato sulla base dei dati del CDC nell’ampio meta-studio, parla chiaro!
L’Italia ha un programma di vaccinazione pediatrico sostanzialmente analogo a quello degli Stati Uniti.
La deliberazione della Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano n. 1111 del 13.12.2024 è stata impugnata nelle sue parti contrarie alla Costituzione e ai Diritti Fondamentali su incarico di genitori altoatesini/sudtirolesi. I rispettivi processi pendono.